Legislazione

Split payment: devastante per i liberi professionisti

Il rischio è che lo split payment incrementi l'evasione fiscale. L’effetto di questa nuova disposizione, che impedisce ai professionisti di compensare tempo per tempo l’Iva pagata con quella incassata, comporta che ogni 1000 euro fatturati a quest’ultimo ne resteranno disponibili solo 463

21 giugno 2017 | C. S.

Il Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati ha dettato le istruzioni per una corretta applicazione dello “Split payment”, cioè della “scissione dei pagamenti” che dal 1 luglio 2017 si applica sia ai liberi professionisti -come soggetti passivi- che ai Collegi territoriali degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati -come soggetti attivi-, questi ultimi in quanto “enti pubblici non economici”.

Il giudizio del Collegio Nazionale nei confronti della disposizione legislativa che assoggetta Ordini e Collegi professionali ed i loro iscritti allo “Split payment” è totalmente negativa, per duplici motivazioni.

Per quanto riguarda i Collegi degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati (così come tutti gli altri Ordini e Collegi professionali), lo “Split payment” rappresenterà un significativo aggravio nelle procedure amministrative, che inciderà pesantemente nella funzionalità degli Albi periferici (spesso di piccole dimensioni, senza dipendenti e con il lavoro portato avanti volontariamente dagli eletti) e senza alcun reale vantaggio per l’Erario, posto che le fatture intermediate dal sistema degli Ordini e Collegi professionali sono pochissima cosa.

Ancora peggiore invece l’impatto dello “Split payment” nei confronti dei liberi professionisti che lavorano prevalentemente od in modo non occasionale per la Pubblica Amministrazione; dal 1 luglio 2017 infatti questi professionisti non riceveranno più tutto l’importo indicato in fattura ma la differenza fra detto importo diminuito dell’IVA, che sarà pagata all’Erario direttamente dalla Pubblica Amministrazione, con l’effetto di portare i professionisti sempre a credito d’IVA, con un forte drenaggio di liquidità, considerato il fatto che il mancato versamento al professionista dell’IVA si aggiunge al mancato versamento al professionista della Ritenuta di Acconto, già oggi trattenuta dal committente PP.AA.

L’effetto di questa nuova disposizione, che impedisce ai professionisti di compensare tempo per tempo l’IVA pagata con quella incassata, comporta che ogni 1.000 euro fatturati ad una PP.AA. da un professionista, a quest’ultimo ne resteranno disponibili solo 463,00 €, sui quali poi deve ancora essere pagata la contribuzione previdenziale alla propria Cassa di previdenza e la tassazione IRPEF individuale secondo lo scaglione di reddito (che alla fine riducono, nella migliore delle ipotesi, la cifra che resta al professionista sotto i 220,00 euro, rispetto ai 1.000 iniziali, in termini di liquidità).

Lo “Split payment” rappresenta dunque, come i dati dimostrano, una disposizione devastante per i liberi professionisti, dove si salvano solo coloro i quali hanno potuto scegliere l’opzione per il “regime fiscale forfettario” o godono ancora del vecchio “regime dei minimi”.

Il Presidente del Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati, Roberto Orlandi, ha dichiarato “Mi auguro che il Governo si renda conto dell’assurdità di estendere lo Split payment ai liberi professionisti e di come una tale ingiusta e penalizzante disposizione avrà l’effetto di accrescere ancora di più la già elevata evasione fiscale, non certo verso gli Enti pubblici, ma verso la clientela privata. Lo Split payment toglie infatti liquidità ai professionisti, obbligandoli a cercarne dove possono, perciò nell’evasione verso la clientela privata, oppure a chiudere l’attività. L’unico lenimento a questa situazione sarà di prevedere modalità rapide e semplici di rimborso dell’IVA ai professionisti, cosa della quale al momento non vi è alcuna certezza”.

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