Legislazione

Lo split payment sull'Iva non si applica all'agricoltura

Le aziende che forniscono la pubblica amministrazione riceveranno tutto l'importo, compreso Iva. La circolare 15/E/2015 dell'Agenzia delle Entrate chiarisce che l’ente pubblico non deve versare direttamente l’Iva all’amministrazione finanziaria

23 aprile 2015 | R. T.

Lo split payment è una misura, varata con la legge di stabilità 2015, che stabilisce che l'Iva su una fornitura di beni o prodotti a a una pubblica amministrazione non sia più riscossa dal fornitore ma girata dall'ente pubblico direttamente all'amministrazione finanziaria.

La misura fu assai contestata, in particolare da parte delle imprese che lavorano prevalentemente per la pubblica amministrazione, perchè impone loro di chiedere il rimborso Iva, con tempi lunghi, impedendo la compensazione della stessa nella denuncia trimestrale.

Di fatto la misura può provocare una carenza di liquidità di queste imprese, costrette a versare l'Iva ai propri fornitori, contestualmente al pagamento, ma ad aspettare i tempi di rimborso dell'Iva quando fanno una fattura alla pubblica amministrazione, che già, normalmente, paga con notevole ritardo.

L'articolo 17 ter della legge 190/2014, appunto la legge di stabilità, prevede che vengano escluse dal sistema dello split payment le fatture per prestazioni di servizi assoggettate a ritenuta, come le fatture professionali.

Nulla, però, era previsto per l'agricoltura che, quindi, sembrava doversi assoggettare all'articolo 17 ter.

Lacircolare 13 aprile 2015, 15/E esclude però l'agricoltura dallo split payment

Più in particolare la circolare prevede che vadano escluse “le operazioni rese da fornitori che applicano regimi speciali che, pur prevedendo l’addebito dell’imposta in fattura, sono caratterizzati da un particolare meccanismo forfetario di detrazione spettante."

E' il caso proprio dell'agricoltura come chiarisce la stessa circolare: "si tratta ad esempio: – del regime speciale di cui agli artt. 34 e 34-bis del d.P.R. n. 633 del 1972”.

L'impresa agricola, insomma, riceverà l'importo totale della fattura, Iva compresa.

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