Legislazione
I dubbi dei ristoratori: allergeni anche nel menu dal 13 dicembre?
L'entrata in vigore del regolamento comunitario 1169/2011 non riguarda solo i produttori e i commercianti. Come dovrà essere applicato nei ristoranti? Una scheda? Oppure un libro degli ingredienti?
26 novembre 2014 | C. S.
Gli esercenti al dettaglio di prodotti alimentari e le gastronomie ormai da tempo hanno sul bancone un libro contenente gli ingredienti delle ricette presentate.
Con il regolamento 1169/2011, applicato dal 13 dicembre 2014, anche questi bugiardini dovranno cambiare, contemplando in bella evidenza l'eventuale presenza di allergeni. Si specifica che non bisognerà indicare l'allergene (es glutine) ma l'ingrediente che lo contiene (es frumento).
Il regolamento prevede infatti che i clienti siano informati della presenza di tutte quelle sostanze responsabili di intolleranze alimentari e che possono causare reazioni avverse, dal latte al pesce, dal frumento alle uova ai crostacei, eventualmente presenti nei piatti servizi.
Come potranno ottemperare alla norma i ristoranti? In una scheda unica? In un foglietto illustrativo come i bugiardini dei farmaci? In un grande libro degli ingredienti?
A lamentarsi la Federazione italiana pubblici esercizi (Fipe-Confcommercio): “Il regolamento, pubblicato nell’ottobre 2011, prescrive che per i prodotti somministrati o venduti sfusi il livello minimo di informazione sia la indicazione degli allergeni utilizzati nella preparazione, lasciando agli Stati membri la facoltà sia di richiedere ulteriori indicazioni che di scegliere la forma con la quale queste debbano essere rese disponibili ai consumatori. A tre anni dalla pubblicazione del regolamento e a pochi giorni dalla sua applicabilità – denuncia Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe-Confcommercio – gli esercenti italiani attendono ancora di sapere quali indicazioni dovranno fornire e come lo dovranno fare, cioè se per iscritto o verbalmente. L’inerzia dei nostri governanti è inaccettabile, sia nei confronti dei consumatori con problemi di allergie che degli operatori economici sui quali incombe anche un severo regime sanzionatorio in caso di inadempimento”.
Nel frattempo la Fipe si è organizzata predisponendo una metodologia semplificata di comunicazione degli allergeni dei prodotti somministrati, validata dal Ministero della Salute, inserita all’interno del manuale di corrette prassi igieniche (HACCP) e ha predisposto un software di gestione del problema, per fornire un aiuto a ristoratori, baristi, pasticceri, gelatieri e gastronomi.
Di diverso parere l'associazione di consumatori Adoc.
“Il 10% dei consumatori italiani è allergico, anche in forma grave, ad alcuni alimenti. Per questo l’Adoc ritiene fondamentale applicare, nei ristoranti e negli esercizi pubblici, il Regolamento europeo 1169 del 2011 sulla nuova etichettatura, che specifica l’obbligo di evidenziare gli allergeni”, afferma l’associazione.
“Tutelare la salute e la sicurezza alimentare è primario, l’indicazione degli allergeni nei ristoranti e negli esercizi pubblici è fondamentale e irrinunciabile – dichiara Lamberto Santini, presidente dell’Adoc – il 10% degli italiani risulta allergico, anche in forma grave, ad alcuni alimenti, non si può non aumentare la loro tutela. Di allergia si può morire, occorre prestare la massima attenzione e adottare tutte le misure più idonee per prevenire questa eventualità. L’adozione e l’applicazione del Regolamento europeo 1169/2011 renderà la vita più sicura per tutti i consumatori allergici. Siamo convinti che, grazie alla nuova etichettatura, anche gli stessi ristoratori ne beneficeranno. Più tutela del Made in Italy, più sicurezza dei prodotti alimentari, sulla loro origine e provenienza, più informazioni ai consumatori e risalto della qualità degli alimenti, maggiore tracciabilità degli stessi. Con la nuova etichettatura tutto questo sarà possibile”.
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