Legislazione

IN AUMENTO LE SUPERFICI A BIOLOGICO, CRESCONO ESPONENZIALMENTE ANCHE QUELLE A OGM

L’Europa contrasta le colture transgeniche, le quali invece stanno sempre più diffondendosi in ogni angolo della terra. L’incremento di due milioni di ettari coltivati in regime di agricoltura organica non possono certo contrastare una tendenza oramai consolidata. Piaccia o meno, l’agricoltura mondiale ha intrapreso la strada degli ogm

02 aprile 2005 | Ernesto Vania

Il biologico nel mondo
È di almeno il 10% la crescita globale delle superfici, nel mondo, passate al biologico nel 2004, secondo uno studio intitolato “The World of Organic Agriculture – Statistics and Emerging Trends 2005” redatto dall’Ifoam, dall’istituto di ricerca svizzera Fible e dalla Foundation Ecology & Farming.
Attualmente sono più di 26 milioni gli ettari coltivati in biologico, 2 milioni in più rispetto al 2003.
Secondo i dati della Soel Survey aggiornati al febbraio 2004, l’Australia occupa il primo posto nel mondo per superficie biologica (10 mln di ettari), seguita da Argentina, Italia (con poco più di un milione di ettari), Stati Uniti e Brasile.

Il biologico in Italia
L’Italia è l’unica nazione europea a posizionarsi tra le prime cinque al mondo per superficie e per numero di aziende biologiche (dati al febbraio 2004).
È quanto è emerso dalla conferenza “L’agricoltura biologica italiana nel contesto dell’Unione Europea” organizzata a Roma dalla Direzione Generale per la Qualità dei prodotti Agroalimentari e dei Servizi del Ministero delle Politiche agricole e forestali.
Il nostro Paese guadagna una posizione per quanto riguarda il numero di aziende biologiche, occupando un secondo posto con 49.489 aziende, superata solo dal Messico con 53.577 aziende. Seguono Indonesia (45.000), Uganda (33.900) e Tanzania (26.986).
Nonostante la crescita particolarmente intensa dell’agricoltura biologica in Italia, questo metodo di coltivazione si è sviluppato nel nostro Paese in modo disomogeneo sia sotto il profilo territoriale che colturale.
Secondo quanto evidenzia l’Istituto Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (Ismea), ne “Lo scenario economico dell’agricoltura biologica”, tale diversità va imputata sia al peso delle colture delle foraggiere che all’incidenza relativa di alcune regioni, in particolare del Sud e delle Isole sul totale della Superficie Agricola Utilizzata (Sau) biologica nazionale. A tali fenomeni – continua l’Ismea nel suo studio – va aggiunta la dicotomia nella localizzazione che si osserva tra la fase produttiva, concentrata nel Sud e nelle Isole, e quella di trasformazione, dislocata al Nord. Inoltre vi è la sensibile diversità nei consumi, anch’essi maggiormente diffusi nelle regioni settentrionali.

Colture transgeniche
Secondo la Confagricoltura l'agricoltura mondiale sembra aver ormai imboccato senza ripensamenti la via del transgenico, e anche l'Europa non può essere considerata sbarrata. "Occorre, dunque - spiega la Confagricoltura - non appesantire il decreto, ma creare effettive condizioni di coesistenza, che lascino agli agricoltori la scelta, nel rispetto delle tendenze di mercato e della volontà del consumatore". La Confagricoltura - ricorda che: "secondo i dati contenuti nel rapporto annuale dell'Isaaa, le coltivazioni Ogm, nel 2004, hanno registrato il secondo tasso di crescita mai riscontrato finora, passando da 67 a 81 milioni di ettari, con un incremento del 20% rispetto al 2003. Le coltivazioni in questione sono, nell'ordine, soia, mais cotone e colza. La concentrazione rimane forte negli Usa (59% della superficie totale mondiale coltivata con piante geneticamente modificate), Argentina (20%); Brasile (6%) Canada (6%) Cina (5%), ma l'aumento è maggiore nei paesi in via di sviluppo, con percentuali altissime in India, Brasile, Paraguay, Uruguay. L'Europa non è Ogm free. Mentre in Germania restano coltivate poche centinaia di ettari di mais, tale produzione raggiunge i 58.000 ettari in Spagna (+80%) e i 100.000 in Romania. Gli agricoltori che coltivano Ogm sono più di 8 milioni. Cala la superficie media per azienda (siamo sotto i 10 ettari), e questo è un dato interessante, rispetto a quanti affermano che il transgenico va bene solo sulle grandi estensioni.

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