Legislazione
Un taglio secco del 30% agli incentivi sul fotovoltaico
Ultimi mesi per avvantaggiarsi di tariffe incentivanti interessanti. Mese per mese, ecco a voi cosa succederà per i nuovi impianti solari. Non sono però tutte spine: indennizzi in caso di ritardo nella connessione
07 maggio 2011 | Graziano Alderighi
E' stato salutato come un successo e un ottimo traguardo ma in realtà il calo degli incentivi è ancor più secco di quanto ci si aspettasse.
Già il III Conto Energia aveva introdotto dei tagli, pari al 6% ogni quadrimestre, a partire dal primo gennaio 2011, arrivando pertanto a fine anno ad un 18% mentre, per gli impianti che sarebbero entrati in esercizio nel 2012 e nel 2013, le tariffe sarebbero state decurtate del 6% l’anno.
Oggi il taglio praticato, anche se più graduale, è tuttavia molto più secco, arrivando al 30% tra il giugno 2011 e il gennaio 2012.
Meno incisivo, seppur importante, la riduzione prevista dal 2012 al 2013, pari al 16%.
Ecco, nel dettaglio, le tariffe incentivanti da giugno 2011 al 2013 mese per mese.



2013

Rimane confermata l’erogazione dell’incentivo dal momento dell’entrata in esercizio dell’impianto, con la garanzia del rispetto dell’iter di connessione da parte del gestore di rete. Uno dei “pilastri” del nuovo Conto Energia, come definito dallo stesso Ministro Romani, sarà “la certezza della produzione elettrica, con l’Autorità che regola questo meccanismo”. L’articolo 7 riporta infatti “Nei casi in cui il mancato rispetto, da parte del gestore di rete, dei tempi per il completamento della realizzazione della connessione e per l’attivazione della connessione [...] comporti la perdita del diritto a una determinata tariffa incentivante, si applicano le misure di indennizzo previste e disciplinate dalla delibera dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas ARG/elt 181/10 e relativo Allegato A, e successive modifiche e integrazioni”.
Rimane ovviamente anche la distinzione tra piccoli e grandi impianti, così come le premialità aggiunte per specifiche tipologie e applicazioni fotovoltaiche: del 5% per i piccoli impianti, realizzati da comuni con popolazione inferiore a 5000 abitanti; di 5 centesimi di euro/kWh per gli impianti installati in sostituzione di coperture contenenti amianto; del 5% per gli impianti il cui costo di investimento per quanto riguarda i componenti diversi dal lavoro, sia per non meno del 60% riconducibile ad una produzione realizzata all’interno della Unione Europea. Inoltre a vantaggio dei consumatori e della qualità del Made in Italy, sono stati introdotti determinati requisiti di garanzia, efficienza e innovazione degli impianti, al rispetto dei quali sono previsti livelli di incentivazione più elevati.
Infine, tariffa speciale per gli impianti i cui moduli costituiscono elementi costruttivi di pergole, serre, barriere acustiche, tettoie e pensiline: avranno diritto ad un incentivo pari alla media aritmetica fra la tariffa spettante per “impianti fotovoltaici realizzati su edifici” e la tariffa spettante per “altri impianti fotovoltaici”.
Nonostante la riduzione degli incentivi, la strada della competitività economica del fotovoltaico rispetto alle altre fonti energetiche è segnata: diminuzione dei costi della tecnologia e aumento della penetrazione nei mercati elettrici permetteranno all'energia fotovoltaica di raggiungere la ''grid parity'' nel giro di qualche anno, in Italia prima che altrove. Secondo lo studio della European Photovoltaic Industry Association, illustrato da Ingmar Wilhelm, presidente dell'European Photovoltaic Industry Association, ''in Italia sarà conveniente produrre elettricità con il fotovoltaico anche senza incentivi rispetto ad acquistarla dalla rete già nel 2013 per impianti da 100 kWp. Per le taglie a dimensione familiare, 3 kWp, il sorpasso avverrà due anni dopo''. Secondo lo stesso studio nel 2020 produrre un chilowattora con il solare costerà la metà rispetto ad adesso. A seconda della tipologia, taglia e localizzazione degli impianti, si passerà dal range attuale di 0,16-0,36 euro/kWh a 0,08-0,20 /kWh nel 2020, passando per 0,10-0,24 nel 2015.
A causa delle modifiche del quadro normativo sull'energia rinnovabile, però, un gruppo di operatori esteri del fotovoltaico ha chiesto allo Stato italiano il risarcimento dei danni subiti per un valore stimato di 500 milioni di euro come “danno emergente, senza contare il lucro cessante”. Per il gruppo di investitori - che include AES Solar Energy BV, Akuo Energy Sas, Fotowatio Renewable Ventures, Martifer Solar S.A., Siliken S.A. Solarig N-Gage S.A. e Wurth Solar GmbH & co. KG - il decreto firmato dai ministri Prestigiacomo e Romani “rappresenta la conferma di come il quadro normativo sia drasticamente cambiato e si riveli del tutto penalizzante per chi, facendo affidamento sul terzo conto energia, ha intrapreso investimenti da realizzarsi entro il 2011 e il primo trimestre del 2012 sostenendo costi per oltre 500 milioni di euro”.
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