L'arca olearia
Il mondo dell'olio non sa comunicare. E' necessaria una svolta
A Spoleto, in occasione dell'assemblea annuale dell'Accademia nazionale dell'olivo e dell'olio, Luigi Caricato ha tenuto una lectio magistralis sui mezzi a disposizione e su quali messaggi si possa fare affidamento per una comunicazione volta alla valorizzazione dell'olio extra vergine di oliva. E' emerso un quadro poco lusinghiero del settore
08 maggio 2010 | Maria Carla Squeo

Non câè aria di pessimismo, dâaccordo, ma il quadro della realtà non è comunque tra i migliori. Câè da tirare ancora avanti la carretta e faticare non poco. Il 30 aprile scorso, a Spoleto, nellâaccogliente palazzo Ancaiani, prestigiosa sede dellâAccademia nazionale dellâolivo e dellâolio, si è svolta lâassemblea annuale che ha tenuto a battesimo ben nove neo accademici, accolti nella veste di âsoci corrispondentiâ, ed elevato nel contempo al rango di âsoci ordinariâ gli accademici Luigi Caricato e Francesco Visioli.
Il momento è stato importante per i presenti, anche perché lâimmagine di cui gode lâAccademia è tale che lâemozione correva evidente in tutti coloro che hanno meritato il prestigioso riconoscimento. Sono stati perciò eletti soci corrispondenti, in ordine alfabetico: Riccardo dâAndria, Bernardo De Gennaro, Pasquale Di Lena, Claudio Di Veroli, Tullio Forcella, Claudio Giulivo, Fabio Nobili, Luigi Omodei Zorini e Vito Sciancalepore.
Lâoccasione dellâassemblea è stato un momento che ha unito i soci anche per le elzioni del nuovo Consiglio, che ha rinconfermato a pieni voti quello uscente, con presidente il professor Gianfranco Montedoro.
Come di consueto, ogni anno, nel corso dellâassemblea vi è un momento per la lectio magistralis, che questâanno è stata affidata allâaccademico Luigi Caricato, direttore di Teatro Naturale, ovviamente sul tema della comunicazione, tema quanto mai attuale, in una società che ha fatto della comunicazione un vero punto di forza. Ebbene, sin dal primo impatto, il quadro che ha tracciato Caricato è apparso piuttosto fosco e preoccupante. Il Direttore ha usato parole forti e provocatorie, sollecitando una svolta e invitando a una pronta reazione un mondo produttivo, quello legato olivicolo e frantoiano, che appare in uno stato a dir poco comatoso.
I mezzi di comunicazione oggi a disposizione sono i più disparati, è vero, ma non sono sufficienti se dietro non vi è un adesione convinta. Occoorono le figure professionali giuste, ma soprattutto occorrono idee e contenuti convincenti. âI nuovi mezzi di comunicazione sono detterminatiâ, ha dichiarto caricato, ma non se vengono utilizzati nel migliore dei modi, servono a poco. Câè un problema di fondo irrisolto: âcâè come una forma di radicato pregiudizio e di resistenza di tipo culturale. Purtroppo la scarsa sensibilità e la poca attenzione da parte del mondo dellâolio nel suo insieme, a partire dalle stesse aziende, fino ad arrivare ai professionisti del settore, non giovanoâ.
Secondo Caricato tali realtà non comunicano, oppure comunicano male.
âQualche segnale di ripresa â ha aggiunto â lo si è registrato nel corso degli ultimi anni, ma sono stati casi episodici e isolati, non sufficienti per dare corso a quella svolta che si rende tanto necessariaâ.
Ma cosa implica una buona comunicazione? âUnâazione programmata, unitaria e coesaâ, riosponde pronto Luigi Caricato. Il problema è che âad oggi un progetto di comunicazione non è stato finora elaboratoâ.
I presenti hanno partecipato a una lectio magistralis che li ha lasciati spiazzati, quanto duri a volte sono stati i toni, con rimproveri chiari e diretti.
Ma in che cosa consiste essere sensibili alla comunicazione? In che cosa gli addetti al comparto olio di oliva si dimostrano poco collaborativi? Semplòice, nel fatto di disinteressarsi quasi completamente, da ndo per scontato che il limitarsi a riferire qualcosa sia sufficiente per trasmettere allâesterno qualcosa di sé e del proprio mondo. Non è così: âè necessario soprattutto saper leggere e interpretare le istanze e le esigenze della società , in modo da
rispondere sollecitamente a tali attese. Nessuno si preoccupa di far questoâ.
Già , in fondo è proprio vero: serve a poco investire tanto danaro se poi non si progetta nulla. âColoro che pensano alla comunicazione come a un fenomeno statico, fondato su schemi fissi e replicabili, sbagliano di grossoâ. Caricato insiste: âin molti credono di comunicare perché dicono o scrivono qualcosa, e qualcosa sicuramente comunicano, ma in realtà non traggono affatto, se non limitatamente, i vantaggi cui tanto ambisconoâ.
Il ritardo culturale dellâintero mondo agricolo sarebbe abissale. Ma cosa bisogna fare, in questo stato della realtà , per conseguire il non facile obiettivo della valorizzazione dellâolio extra vergine di oliva? In poche battute non si possono dare risposte nette, ciò che occorre fare è uscire da schematismi rigidi, fermamente ancorati al passato. I vecchi cliché comunicativi â gli uliveti, la raccolta delle olive, le vecchie macine, i continui rimandi ad altre epoche â non sono più proponibili, o, per lo meno, non lo sono senza una loro rilettura e riattualizzazione. Ecco, per essere più incisivi â sostiene Caricato â è necessario cambiare il linguaggio, ma anche i contenuti stessi del
messaggio, nonché lâapproccio con il prodotto e lo stile della comunicazione.
âUna innovazione degna di attenzione è stata in particolare la campagna promozionale Bertolli, lanciata con successo nel 2000, quando la proprietà del noto marchio ancora apparteneva alla Unilever. Gli spot avevano quale testimonial Luciano De Crescenzo, e puntavano al lancio delle referenze Bertolli Gentile, Bertolli Robusto e Bertolli Fragrante. Lâidea, senza alcuna incertezza innovativa, è stata in seguito imitata e riproposta anche da altre aziende, e ha il merito di aver saputo creare una segmentazione del gusto, resa popolare proprio perché ci si era avvalsi sia del potente mezzo televisivo, sia di un personaggio convincente. Non ha avuto analogo successo, invece, a circa dieci anni di distanza, il maldestro tentativo da
parte del Ministero delle Politiche agricole di promuovere gli oli extra vergini di oliva made in Italy in tivvùâ.
Caricato invita tutti a ripensare il proprio atteggiamento e di aprirsi a nuove formule espressive: âlâobiettivo futuro è arrivare in tempi brevi a modernizzare lâimmagine e la percezione del prodotto olio extra vergine di oliva presso il consumatore, senza con questo rinunciare, sâintende, ai valori della tradizioneâ.
Le provocazioni di Caricato sono state convincenti, e ora si tratta soltanto di agire. LâAccademia dellâolivo e dellâolio, da parte sua, come peraltro ha ben precisato il professor Montedoro, non si tira certo indietro. Anzi, daâ notizia dellâattivazione di un apposito network di comunicazione, informazione e divulgazione on-line di tutti gli aspetti inerenti la filiera olivo-olio e argomenti correlati.
Tale sistema informativo â ha aggiunto Montedoro â permetterà un più rapido trasferimento delle innovazioni e delle conoscenze da trasferire ai vari soggetti della filiera. Insomma, qualcosa sembra esserci nellâaria. Non si può restare immobili. In una società in cui la comunicazione assume una grande centralità , non si può certo perdere il collegamento con la realtà .
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
HAUS Italia nasce dall’incontro tra tecnologia internazionale e cultura della qualità italiana
L’eredità della professionalità italiana non è andata dispersa ma Hakkı Gözlüklü, presidente di Haus Global, l’ha raccolta per accompagnarla nel futuro: “Innovazione, efficienza e attenzione al cliente per il futuro dei frantoi italiani”
06 agosto 2026 | 16:30
L'arca olearia
Biostimolanti a base di putrescina: un nuovo alleato per la qualità dell’olio d’oliva?
Riflettori sul potenziale della putrescina, una poliammina naturalmente presente nelle piante, come strumento per migliorare la qualità dell'olio d'oliva. nuove prospettive sull'uso di biostimolanti in olivicoltura per migliorare il profilo nutrizionale dell'olio
06 agosto 2026 | 16:00
L'arca olearia
Mercato dell'olio d'oliva in Spagna in attesa della nuova campagna: prezzi fermi nonostante l'impennata dei costi
A due mesi dall'avvio della campagna olearia 2026/27, il mercato dell'olio di oliva continua a mostrare una sostanziale immobilità. Difficili variazioni significative salvo un drastico peggioramento delle condizioni climatiche nelle prossime settimane
06 agosto 2026 | 10:00
L'arca olearia
Olio extravergine di oliva: il tesoro della medicina islamica che la scienza moderna conferma
Dalla tradizione profetica ai più avanzati studi clinici, l'olio extravergine di oliva si rivela un alleato prezioso per cuore, cervello e benessere generale. Ecco cosa dicono le ricerche e come sceglierlo e utilizzarlo al meglio
05 agosto 2026 | 15:00
L'arca olearia
Aumento della CO2 e siccità, ecco come aiutare l'olivo a resistere
La siccità stressa l'olivo e la carenza idrica chiude gli stomi, limitando l'assorbimento di CO₂. L'aumento dell'anidride carbonica in atmosfera può stimolare la crescita, ma senza acqua il beneficio è annullato, compromettendo produzione e qualità dell'olio
05 agosto 2026 | 12:00
L'arca olearia
L'attrattività delle trappole per la mosca delle olive, quali esche funzionano meglio?
Ecco l'efficacia di diverse combinazioni di attrattivi proteici e insetticidi per il monitoraggio e il controllo di Bactrocera oleae. Le indicazioni per migliorare le strategie di difesa in olivicoltura
04 agosto 2026 | 16:00