L'arca olearia
NUOVE PROSPETTIVE PER IL CONTROLLO DELLA MOSCA DELLE OLIVE
E' l'irrisolto problema degli olivicoltori. Compromette talora in modo irrimediabile la qualità degli oli. Si giungerà mai a una soluzione?
13 settembre 2003 | Alberto Grimelli
La mosca delle olive è lâinsetto chiave dellâagroecosistema oliveto. Il danno provocato da questo dittero è tanto quantitativo, allorché lâoliva infestata ed indebolita caschi al suolo, quanto qualitativo sullâolio, presenza del difetto organolettico di verme, stato di ossidazione avanzato e scarsa conservabilità del prodotto.
I sistemi di controllo finora utilizzati sono:
1. adulticidi: cattura in massa dellâadulto di mosca (mass-trap) basata su trappole cromotropiche, con esche alimentari e/o sessuali
2. larvicidi: uso di principi attivi naturali o chimici di sintesi per uccidere la larva già presente nellâoliva
3. meccanico/fisici: uso di sali rameici o altri prodotti che creino una pellicola sullâoliva impedendo la deposizione dellâuovo
Ogni tentativo di lotta con entomofagi (animali che si nutrono di insetti), in particolare Opius Concolor, ha avuto risultati alterni ma non è mai apparso possibile o giustificato dal punto di vista tecnico o economico.
La mosca delle olive non è indigena del bacino del Mediterraneo
Già nel 1914 Silvestri, celebre entomologo italiano, durante i suoi viaggi in Africa, esprime i suoi dubbi riguardo allâorigine della mosca delle olive.
Flecher, su indicazione di Silvestri, nel 1916, raccoglierà a Cherat (Pakistan) delle olive selvatiche bacate da cui sfarfallarono mosche delle olive.
I dubbi generati dallâentomologo italiano sono aumentati nel 1989 quando Drew ha operato una revisione sistematica inserendo la mosca delle olive nel genere Bactrocera. Solo poche specie appartenenti a questo genere sono originarie delle zone temperate dellâEuropa.
Recenti studi della sezione di Entomologia della Facoltà di Agraria di Pisa avvalorano lâipotesi che lâorigine di questo insetto, tanto dannoso, sia lâIndia. Raspi, Canali e Felicioni hanno infatti dimostrato che la mosca delle olive ha due picchi riproduttivi, uno a fine inverno-inizio primavera e uno in estate, questo sta ad indicare che presumibilmente, nel suo areale dâorigine, ha almeno due ospiti che fruttificano nei periodi indicati. Tuttavia nel bacino del Mediterraneo nessuna oleacea ha frutti nei mesi di marzo-aprile mentre nel sub-continente indiano esistono oleacee selvatiche che fruttificano a marzo.
Se solo in tempi così recenti si è giunti a questo importante risultato, è evidente che le osservazioni e le indagini condotte da più di un secolo non hanno prodotto conoscenze di base sulla mosca delle olive sufficienti per ottenere risultati sul controllo biologico di questo insetto.
Speriamo che questo primo passo si riveli utile per la ricerca e lâintroduzione di entomofagi specifici ed utili nei confronti della mosca, così come è avvenuto per il controllo della cocciniglia mezzo grano di pepe (Sassetia oleae) ad opera di alcuni Encirtidi parassiti, come Metaphycus bartletti, diffusi nel bacino del Mediterraneo negli anni 1960.
Nel frattempoâ¦
Tuttavia è bene sapere che i tempi per un controllo biologico della mosca delle olive nel bacino del Mediterraneo sono lunghi. Serviranno anni di studi, prove e tentativi prima di arrivare a risultati tangibili.
I mezzi attualmente a disposizione sono quindi, nel breve periodo, gli unici a disposizione per attenuare i danni provocati da questo insetto. Affinché siano efficaci risulta indispensabile un attento, professionale e capillare monitoraggio dellâinfestazione nei periodi critici e una tempestiva informazione per gli olivicoltori.
La Toscana, già da qualche anno, ha avviato un progetto a livello regionale per il controllo della mosca delle olive, coordinato dallâArsia che si avvale della collaborazione della Scuola Superiore SantâAnna e delle principali organizzazioni di categoria. I dati del monitoraggio, basato su più di 300 punti, sono continuamente visibili su internet al sito link esterno e aggiornati ogni giovedì. Inoltre, a partire da questâanno, quale ulteriore servizio per gli olivicoltori e i tecnici è previsto lâinvio gratuito di messaggi sms, direttamente sul telefonino degli interessati, contenenti le informazioni essenziali sullo stato dellâinfestazione. Per ulteriori indicazioni contattare lâARSIA: agroinfo@arsia.toscana.it o fax 055/2755231.
Bibliografia
- Drew (1989); The tropical fruit flies (Diptera: Tephritidae: Dacinae) of Australian and Oceanian regions, Memoirs of Queensland Museum (521pp)
- Raspi, Canale, Felicioli (1997); Relationship between the photoperiod and the presence of mature eggs in Bactrocerae Oleae (GMEL.), II International Open Meeting “Fruit Flies of Economic Importance” (46-54).
- Silvestri (1914); Viaggio in Eritrea per cercare parassiti della mosca delle olive, Boll. Lab. Zool. Gen. e Agr., VIII (1-164)
- Silvestri (1916); Prima notizia sulla presenza della mosca delle olive e di un parassita di essa in India, Atti della Reale Accademia dei Lincei, serie quinta, volume XXV (424-427)
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Biochar e agrivoltaico in oliveto, al via la nuova via per la decarbonizzazione
Dalla gestione dei residui olivicoli alla produzione energetica. L'olivo può contribuire ancor più alla sostenibilità del pianeta offrendo i seguenti benefici: mitigazione climatica, adattamento, produttività energetica e conservazione del suolo
04 aprile 2026 | 12:00
L'arca olearia
Nuove proteine vegetali per alimenti funzionali anche dalle foglie di olivo
Obiettivo trasformare materiali finora considerati residui di lavorazione, come le foglie di olivo, in ingredienti innovativi per l’alimentazione del futuro, con un duplice obiettivo: ridurre gli sprechi e sviluppare nuove soluzioni proteiche sostenibili
04 aprile 2026 | 09:00
L'arca olearia
Dormienza o quiescenza? L’approccio agronomico alla gestione della fioritura dell'olivo
Occorre sapere che le gemme dell'olivo non sono mai completamente spente ma regolate da fenomeni climatici e ormonali. Il freddo svolge soprattutto una funzione di regolazione dell’induzione fiorale
03 aprile 2026 | 16:00
L'arca olearia
Nutrizione fogliare e fertilizzanti organominerali nell’olivo: effetti sulla qualità del polline e sulla capacità di allegagione
Notevoli effetti sulla vitalità pollinica, cioè la quota di polline funzionalmente attivo. Tutti i trattamenti fertilizzanti hanno mostrato un effetto migliorativo, ma con differenze significative tra le formulazioni. La gestione della nutrizione deve essere letta anche come gestione della fertilità del fiore
03 aprile 2026 | 15:00
L'arca olearia
Verso una irrigazione di precisione dell’olivo sulla base di dendrometri, clima e architettura della pianta
Lo stato idrico dell'olivo in tempo reale non basta più. I dendrometri registrano le fluttuazioni micrometriche del diametro del tronco, restituendo informazioni dinamiche sull’equilibrio idrico e sulla crescita. Ma occorre integrare più strumenti e dati
03 aprile 2026 | 14:00
L'arca olearia
Sottoprodotti dell’olivo: da scarto a risorsa strategica per bioeconomia, agricoltura ed energia
Potature, foglie, sanse, acque di vegetazione e nocciolino rappresentano una filiera parallela ad alto valore aggiunto. Dalla valorizzazione agronomica ai bioprodotti, fino all’energia e ai composti bioattivi, i sottoprodotti dell’olivo stanno ridefinendo il concetto stesso di sostenibilità olivicola
03 aprile 2026 | 13:00