L'arca olearia

EXTRA VERGINI NEL RESTO DEL MONDO. RIUSCIREMO A TENER TESTA ALL'AVANZATA STRANIERA?

L’andamento dell’ultima annata vista da Marcello Scoccia, con uno sguardo rivolto anche alle produzioni extracomunitarie. Seppure sia ancora presto per effettuare stime sul prossimo raccolto, si annuncia in ogni caso positivo in Italia e in Grecia, discreto invece in Spagna; ma per esperienza, si sa, è meglio attendere l’estate. A Imperia intanto è previsto un tasting di oli extramediterranei

22 maggio 2004 | Marcello Scoccia

Si è ormai conclusa la campagna olearia 2003-2004, sicuramente una stagione difficile e non solo per l'olivicoltura Nazionale.

Molte cose si ricorderanno della campagna terminata, prima fra tutte sicuramente il raccolto record della Spagna, secondo le ultime stime si tratta di 1.300.000-1.400.000 tonnellate, probabilmente la campagna successiva subirà un ridimensionamento, ma ormai dovremo abituarci alle grosse produzioni della Spagna, ormai tutti gli impianti olivicoli (soprattutto dell' Andalusia e in Castilla la Mancha) sono entrati in piena produzione, oggi in Spagna si registrano 215.000.000.di piante di ulivo (il 65% situato in Andalusia nel sud della Spagna).
La cultivar più diffusa è sicuramente la Picual, ma non dobbiamo identificare tutta l'area come vocata a produrre questo tipo di olio, infatti come in tutte le aree olivicole nella stessa zona si producono oli completamente differenti; e sono perciò diverse le cultivar presenti in Andalusia, e gli oli prodotti non presentano tutti quella provenienza che normalmente identifichiamo con l'origine Andalusa.
In quest'area sono da segnalare, in questi ultimi anni, le nuove piantagioni di Arbequina, cultivar conosciuta soprattutto per le produzioni della Catalogna, ormai presente in molte areee dell'Andalusia, come Cordoba, Granada, Siviglia.
Molto apprezzato in Andalusia è anche l'olio ottenuta dalla cultivar Picudo, presente soprattutto nella zona di Cordoba. Non trascurabile nemmeno la qualità della cultivar Manzanilla, nella zona di Siviglia, oliva fino a pochi anni fa destinata solo alla produzione di olive da tavola è oggi destinata anche all'oleificazione; l'olio che si ottiene presenta un fruttato verde, con piacevoli sentori vegetali; questa oliva ha una resa in olio molto bassa e di conseguenza il prezzo sul mercato per tale prodotto è abbastanza elevato.
Dall'Andalusia andando verso il centro della Spagna, nell'area di Castilla La Mancha, cominciamo a trovare le prime piantagioni di Cornicabra, tipiche di Toledo e Ciudad Real; questi oli normalmente sono caratterizzati da una percezione di amaro intenso.
Quanto alla situazione della campagna olearia, il nord della Spagna risente ancora oggi delle gelate degli anni passati e pertanto molti oliveti stentano a tornare a grandi produzioni, anche se in relazione dell'annata quest'area non supera il 5% della produzione totale spagnola



Da parecchi anni in Grecia non si registrava un'annata negativa come quest'ultima appena terminata, a livello quantitativo la produzione non supera le 150-170.000 tonnellate, le qualità che normalmente in questi anni sono state prodotte in Grecia non ci sono state, molti oli esaminati presentavano difetti di secco e legno, si sono prodotti anche lotti significativi di buona qualità, ma come abbiamo espresso in precedenza non come negli anni passati.Oggi sono circa 150 milioni gli alberi di ulivo in Grecia.

La Tunisia è il più importante paese olivicolo del sud del mediterraneo, 56 milioni di piante che in questa ultima annata hanno prodotto circa 220.000 tonnellate di olio, prodotti molti oli di qualità, durante la mia visita in questo paese, ho assaggiato parecchi oli, nel nord della Tunisia, molto fruttati amari e piccanti, ma di ottima qualità.

Da segnalare inoltre l'abbondante produzione del Marocco circa.100.000 tonnellate., produzione alta rispetto alla media del Marocco, anche in questo paese, rispetto agli anni passati, ho notato una maggiore attenzione da parte degli operatori, su tutti quei fattori agronomici e tecnologici necessari per ottenere oli di qualità.

Per quanto riguarda gli altri due paesi che hanno un certo peso nell'economia olivicola mondiale, la Turchia e la Siria (che mediamente producono molto di più del Marocco), sicuramente questa è stata un'annata di scarica, la produzione per tutte e due le aree no supera le 80.000 tonnellate.


Anche se è ancora presto per le stime sulla prossima campagna olearia, si parla già di buon raccolto in Italia e in Grecia e discreto in Spagna, ma per esperienza sappiamo che prima di dare stime attendibili è necessario attendere almeno i mesi estivi inoltrati, siccità, mosca e altri eventi possono danneggiare un raccolto all'origine eccezionale.


Intanto, per quanti fossero interessati, mercoledì 16 giugno l’Onaoo organizza un Tasting Oli Extramediterraneo 2004 nell'ambito degli incontri volti a conoscere le produzioni di diverse origini del mondo, si terrà un incontro di studio dedicato esclusivamente agli oli provenienti dalle aeree non comprese nel bacino del Mediterraneo. Verranno esaminati in particolare gli oli provenienti da Argentina, Australia, Cile e altre zone. Il costo della giornata è pari ad € 50, colazione compresa. La sede del corso è presso il Frantoio Giromela a Imperia, a partire dalle 9.30.
Info: onaoo@oliveoil.org

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