L'arca olearia
L’Unione europea dimentica l'olio di Coratina nella deroga sul limite degli steroli
Il Regolamento europeo 2026/2358 del 21 agosto 2026 prevede le deroghe per il contenuto di steroli totali a 800 mg/kg per Koroneiki e Nocellara del Belice ma dimentica l’accordo al Consiglio Oleicolo Internazionale sulla Coratina
02 novembre 2026 | 13:00 | R. T.
Il Regolamento delegato (UE) 2026/2358 della Commissione, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, interviene sulle norme di commercializzazione dell’olio di oliva per recepire le più recenti decisioni del Consiglio Oleicolo Internazionale (COI). Il testo, in vigore dal giorno successivo alla pubblicazione e pensato per accompagnare l’avvio della nuova campagna olearia il 1° ottobre 2026, introduce due novità principali.
La prima riguarda l’etichettatura: l’articolo 8 bis del regolamento delegato (UE) 2022/2104 stabilisce che l’olio extra vergine di oliva ottenuto esclusivamente dalle varietà Koroneiki o Nocellara del Belice deve indicare espressamente tale varietà sull’etichetta, sui documenti di accompagnamento e su qualsiasi altra forma di etichettatura. L’obiettivo dichiarato è garantire che consumatori e autorità di controllo possano individuare con facilità questi oli monovarietali, ai quali si applica un limite specifico per il tenore totale di steroli.
La seconda novità è tecnica e riguarda proprio quel limite. Il regolamento recepisce la modifica della norma commerciale del COI adottata nella 121ª sessione dell’8 luglio 2025, che riduce la soglia minima di steroli totali per gli oli extra vergini monovarietali prodotti dalle due varietà. Si tratta di una soluzione intermedia, nelle intenzioni del COI, in attesa dei risultati di uno studio più ampio sul tenore di steroli nell’olio extra vergine di oliva, ancora in corso.
Il nodo degli steroli e la posta in gioco per i monovarietali
Il tenore totale di steroli è uno dei parametri chimici utilizzati per valutare l’autenticità e la purezza dell’olio d’oliva. Il limite generale previsto per gli oli vergini è di 1.000 milligrammi per chilogrammo. Tuttavia, alcune cultivar possono produrre oli che, pur essendo autentici e di elevata qualità, si collocano naturalmente al di sotto di questa soglia a causa di fattori varietali, del grado di maturazione delle olive, della zona geografica e delle pratiche irrigue.
È il caso, appunto, della Koroneiki e della Nocellara del Belice, per le quali il COI ha ritenuto necessario introdurre un’eccezione. La logica è chiara: un olio monovarietale di qualità non dovrebbe essere declassato o dichiarato non conforme soltanto perché esprime un profilo sterolico diverso da quello standard, se tutte le altre caratteristiche analitiche e organolettiche sono rispettate. Il regolamento europeo, recependo questa impostazione, consente ai produttori di queste due cultivar di immettere sul mercato i propri oli senza il timore di una bocciatura formale.
La Coratina e l’accordo che il regolamento non menziona
Fuori dal perimetro del regolamento appena pubblicato resta però una terza cultivar, la Coratina, tra le più diffuse e rappresentative dell’olivicoltura pugliese. E qui emerge una discrepanza che merita attenzione.
Secondo fonti di settore, il COI avrebbe già riconosciuto, in una revisione separata della propria norma commerciale (COI/T.15/NC n. 3/Rev. 22), che anche gli oli extra vergini monovarietali da Coratina possono presentare naturalmente concentrazioni inferiori di steroli totali . Il testo internazionale stabilisce per le tre cultivar — Koroneiki, Nocellara del Belice e, appunto, Coratina — un limite minimo di 800 milligrammi per chilogrammo, inferiore alla soglia generale di 1.000 . La deroga è formulata «in attesa di ulteriori studi scientifici e a titolo eccezionale», senza una data di scadenza, e questo rappresenta un elemento di maggiore certezza normativa per i produttori rispetto a una precedente proposta della Commissione europea che, secondo quanto riportato, avrebbe voluto limitare l’eccezione per la Coratina alla fine della campagna 2026/27 .
Il punto è che il regolamento delegato (UE) 2026/2358, nel recepire la modifica del COI, cita espressamente solo Koroneiki e Nocellara del Belice. La Coratina non compare né nell’articolo 8 bis sull’etichettatura né nella sostituzione dell’allegato I, dove sono fissati i valori limite. Questo significa che, allo stato attuale del diritto dell’Unione, un olio extra vergine monovarietale da Coratina con un tenore di steroli compreso tra 800 e 1.000 milligrammi per chilogrammo potrebbe risultare non conforme alla normativa europea, pur essendo considerato conforme alla norma internazionale del COI.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Le riserve di carboidrati non determinano l’alternanza produttiva dell’olivo
Messa in discussione l’ipotesi secondo cui l’alternanza produttiva dipenda dall’esaurimento delle riserve durante le annate di carica: anche con una riduzione del 75-100% dei frutti, l’accumulo di carboidrati aumenta soltanto in misura limitata
01 novembre 2026 | 12:00
L'arca olearia
Occhio di pavone dell'olivo: dalla diagnosi alla difesa integrata
Spilocaea oleaginea, agente dell'occhio di pavone, riduce clorofille e carboidrati delle foglie, ma che azoxistrobina e ossicloruro di rame, applicati con la giusta cadenza, contengono l'infezione e recuperano la funzionalità fotosintetica
31 ottobre 2026 | 12:00
L'arca olearia
Trattamenti fogliari negli oliveti: innovazione e tecnologia per migliorare l’efficienza
Il Valenciano Rural Innovation Hub ha riunito agronomi, tecnici e aziende specializzate per approfondire il ruolo dei biostimolanti, della nutrizione fogliare e delle tecnologie di applicazione nella gestione degli oliveti
31 ottobre 2026 | 09:00
L'arca olearia
Quanto costa produrre un chilo di olio extravergine di oliva nel 2026? Dalla frangitura al prezzo delle olive, i conti che non tornano
Un'analisi per la campagna 2026/27, con diversi scenari di resa e prezzi delle olive permette di stimare quanto può costare ottenere un chilogrammo di extravergine d'oliva prima di imbottigliamento, commercializzazione e margine aziendale
30 ottobre 2026 | 16:00
L'arca olearia
Fosforo e potassio nell'oliveto: la differenza a seconda del regime di agricoltura
I bilanci annuali di fosforo e potassio lungo un gradiente di gestione, dal convenzionale all'agroecologico. I sistemi nature-based riciclano fino al 72% del fosforo e al 59% del potassio, ma l'erosione del suolo può ribaltare i bilanci, soprattutto per il potassio. Ecco i numeri e le indicazioni pratiche per gli olivicoltori
30 ottobre 2026 | 15:00 | R. T.
L'arca olearia
Quando l'olio d'oliva racconta il suo territorio: elementi in traccia e fenoli per la tracciabilità geografica
La combinazione di profili elementari ICP-MS e indici spettrofotometrici classifica correttamente l'origine geografica di 117 oli extravergine italiani con un'accuratezza del 90% in validazione esterna. Indagato il legame tra suolo e olio, e scoperto che la trasformazione industriale pesa più di quanto si pensi sulla firma chimica del prodotto finale
30 ottobre 2026 | 14:00