L'arca olearia
Monocultivar o IGP: ecco come scommettere sull’oliva Taggiasca
La Liguria entra in una nuova campagna olearia con la promessa di una buona produzione di olive da tavola. Ma quali? In attesa di parlarne il 3 ottobre a Imperia ecco le valutazioni di Roberto De Andreis, uno dei maggiori esperti italiani nel settore dell’analisi sensoriale delle olive da tavola
30 ottobre 2026 | 12:00 | T N
Quella che sta per entrare nel vivo sarà la prima vera campagna delle olive da tavola per l’IGP Taggiasca.
Nonostante sia stata approvata a ottobre 2025, a causa della scarsa produzione, praticamente si è saltata la campagna olearia 2025/2026, anche se il Ministero aveva concesso l’utilizzo del marchio e del percorso certificativo per le olive della campagna 2024/2025.
E’ però, di fatto, la prima campagna in cui la filiera olivicolo-olearia ligure si confronterà con l’IGP e si capirà la forza del brand Taggiasca, unito al percorso certificativo, per i contratti tra olivicoltori, trasformatori, industriali e ovviamente Grande Distribuzione.
In attesa del convegno del 3 novembre prossimo a Imperia, organizzato nell’ambito della rassegna Olioliva 2026, abbiamo cercato di cogliere rischi e opportunità, che poi verranno approfonditi nel corso del convegno, con Roberto De Andreis, ligure, uno dei maggiori esperti italiani nel settore dell’analisi sensoriale delle olive da tavola.
- Come si prospetta la campagna?
Buona, direi molto buona. E’ iniziata con qualche problema di siccità. Infatti gli oli erano molto amari e le olive rattrappite. Sono arrivate le piogge e ora va meglio. Anche per le olive da tavola dove ci aspettiamo il calibro idoneo.
- Quindi quando troveremo le prime olive Taggiasca IGP “novelle”?
Probabilmente da fine marzo, inizi di aprile chi utilizza gli starter per velocizzare lo sviluppo di batteri lattici potrà iniziare a invasettare per distribuire. Chi invece preferisce acqua e sale, come da tradizione, probabilmente da giugno.
- Quanto interesse c’è per l’IGP?
Per fortuna vediamo interesse per l’oliva da tavola IGP Taggiasca, soprattutto da parte della Grande Distribuzione. Poi occorrerà al consumatore prestare attenzione e premiare questo prodotto. In commercio ci sarà l’oliva da tavola monocultivar Taggiasca, che potrà provenire non solo dalla Liguria ma dall’Italia e dal mondo, e quella IGP, origine certa e qualità certificata. Occorre che l’IGP venga capito e valorizzato dal consumatore, quindi ne beneficerà il territorio.
- Si aspetta un premio di prezzo tra Taggiasca e Taggiasca IGP?
Spero di sì, con il tempo. Oggi, bisogna riconoscerlo, i trasformatori non sempre riconoscono una differenza di prezzo agli olivicoltori. Spesso pagano di più purchè sia Taggiasca. Oggi è facoltativo non deriva da un contratto di filiera in quanto manca ancora il Consorzio di tutela per l’ IGP. Occorre creare un mercato interno che premi maggiormente il prodotto certificato. Solo così gli agricoltori si sobbarcheranno gli oneri e i costi dell’iscrizione al Consorzio e al percorso di certificazione.
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