L'arca olearia

L'olio essenziale di rosmarino contro la psilla dell'olivo

L'olio essenziale di rosmarino contro la psilla dell'olivo

Dimostrata l'efficacia insetticida dell'olio essenziale di Rosmarinus officinalis contro Euphyllura phillyreae. Grazie all'elevato contenuto di eucaliptolo (1,8-cineolo), il trattamento si è rivelato letale al 100% entro 72 ore sulle ninfe e 24 ore sugli adulti

18 settembre 2026 | 10:00 | R. T.

L'olivo (Olea europaea L.) è una delle specie frutticole più importanti del bacino mediterraneo, apprezzata per la sua straordinaria capacità di adattamento anche in ambienti semi-aridi e aridi. In Algeria, come in molte altre regioni olivicole, la coltura deve però fare i conti con numerosi fitofagi, tra cui spicca oggi Euphyllura phillyreae, la psilla dell'olivo. Questo insetto emergente può causare perdite di produzione fino al 50-60%: quando la popolazione delle ninfe degli ultimi stadi (L4 e L5) supera le 7-8 unità per infiorescenza, i danni diventano considerevoli.

La lotta a questo parassita si basa tradizionalmente su pesticidi di sintesi, il cui impiego eccessivo comporta tuttavia pesanti conseguenze: contaminazione ambientale, perdita di biodiversità, sviluppo di resistenze e rischi per la salute legati ai residui in olive e olio. Da qui la crescente attenzione verso alternative eco-compatibili, rappresentate in primo luogo dalle piante aromatiche e medicinali, ricche di composti bioattivi e oli essenziali dalle proprietà insetticide e repellenti.

Il rosmarino, una risorsa del territorio

Tra le specie più promettenti c'è il rosmarino (Rosmarinus officinalis, oggi Salvia rosmarinus), abbondante in Algeria e valorizzato per molteplici usi: culinari, medicinali e proprio per le sue proprietà antiossidanti, antimicrobiche e insetticide. I ricercatori dell'Università Ferhat Abbas Sétif 1 hanno voluto verificare sperimentalmente il potenziale di questa pianta come trattamento di contatto contro E. phillyreae in condizioni di laboratorio.

Come si ottiene e cosa contiene l'olio

La parte aerea del rosmarino (fusti, foglie e fiori), raccolta nella regione di Sétif nell'aprile 2023 ed essiccata all'ombra per dieci giorni, è stata sottoposta a idrodistillazione con apparecchio Clevenger per 3-4 ore. Il rendimento è stato di circa 1,2%, un valore in linea con quelli riportati per il Nord Africa (1,25% in Marocco, 1,2% a Tlemcen).

L'analisi gascromatografica accoppiata alla spettrometria di massa (GC/MS) ha identificato 23 composti, pari al 99,12% della composizione totale. L'olio risulta dominato dai monoterpeni ossigenati, con tre costituenti principali:

  • Eucaliptolo (1,8-cineolo): 36,72%

  • Canfora: 13,31%

  • α-pinene: 8,15%

Seguono canfene (5,83%) e β-pinene (5,27%). Questo profilo chimico è coerente con quanto osservato in Marocco da Alaoui-Jamali e collaboratori (2018), che avevano rilevato 1,8-cineolo al 32,18%, canfora al 16,20% e α-pinene al 15,40%. Tali similitudini rafforzano l'ipotesi che l'attività insetticida sia legata proprio alla predominanza dei composti monoterpenoidi, in particolare dell'1,8-cineolo.

I test di tossicità

Per i saggi biologici sono state preparate dosi volumetriche crescenti (0,5 – 0,7 – 1 – 2 μl/ml) utilizzando una formulazione composta al 50% da olio essenziale come principio attivo, 30% di etanolo come stabilizzante e 20% di Tween 80 come emulsionante. Il controllo (T0) conteneva invece acqua distillata, etanolo e Tween 80. Le soluzioni sono state applicate per irrorazione su ninfe (L4 e L5) e adulti (maschi e femmine) di E. phillyreae, con quattro repliche per saggio. La mortalità è stata registrata a 2, 3, 6 e 24 ore per gli adulti e a 24, 48 e 72 ore per le ninfe, con correzione dei dati secondo la formula di Abbott.

Risultati: un'efficacia dose- e tempo-dipendente

I risultati sono netti. L'olio essenziale di rosmarino ha esercitato un marcato effetto insetticida su entrambi gli stadi di sviluppo, con mortalità crescente all'aumentare della concentrazione e del tempo di esposizione. Il trattamento ha raggiunto il 100% di mortalità a 2 μl/ml entro 72 ore sulle ninfe e 24 ore sugli adulti.

Nel dettaglio:

  • La ninfa di quarta età (L4) si è dimostrata più sensibile della quinta (L5), con valori di LT50 di 23,99 ore contro 40,25 ore.

  • Gli adulti sono risultati generalmente più suscettibili delle ninfe, e i maschi più sensibili delle femmine, soprattutto alle concentrazioni intermedie e alte.

  • I valori di LD50 e LD90 sono diminuiti con l'aumentare del tempo di esposizione, confermando che la tossicità diventa più pronunciata nel tempo.

Questi dati trovano riscontro in letteratura: Benelli e collaboratori (2012) avevano osservato mortalità superiori al 70% dopo 24 ore su Ceratitis capitata; Tani e colleghi (2008) avevano segnalato una forte attività contro Acanthoscelides obtectus; Bosly e Abo (2022) avevano documentato il 100% di mortalità a 1000 ppm sulle ninfe di terza età di Culex pipiens.

Perché funziona

L'attività insetticida registrata è verosimilmente attribuibile all'elevata proporzione di 1,8-cineolo, componente maggioritario dell'olio, insieme agli altri monoterpeni ossigenati. Numerosi studi hanno sottolineato l'importanza di questo composto negli oli essenziali impiegati per il controllo degli insetti. I risultati rafforzano quindi l'ipotesi che la composizione chimica dell'olio di rosmarino, e in particolare la sua ricchezza in monoterpenoidi, giochi un ruolo determinante nella sua efficacia insetticida.

Prospettive per l'olivicoltura

Nel complesso, lo studio dimostra che l'olio essenziale di R. officinalis possiede una forte attività insetticida contro Euphyllura phillyreae. Considerata la sua persistenza e biodegradabilità, questo olio essenziale potrebbe rappresentare un'alternativa naturale agli insetticidi di sintesi, da integrare in formulazioni insetticide per migliorarne la sostenibilità e la sicurezza.

Per l'olivicoltura mediterranea, alle prese con la crescente pressione di parassiti emergenti e con la necessità di ridurre l'impatto ambientale dei trattamenti, si tratta di una prospettiva incoraggiante: una pianta spontanea e diffusa nel territorio potrebbe diventare la base di un bioinsetticida efficace, sicuro e a basso costo.

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