L'arca olearia

Vendute 11 mila tonnellate di olio di oliva italiano a giugno ma si continua a giocare al ribasso con i prezzi

Vendute 11 mila tonnellate di olio di oliva italiano a giugno ma si continua a giocare al ribasso con i prezzi

Le giacenze di olio extravergine di oliva italiano nelle regioni in cui hanno sede gli imbottigliatori restano basse, contando sull’abbassamento delle quotazioni per oli borde line. In Puglia, Calabria e Sicilia 82 mila tonnellate di stock, contro le 112 mila del totale Italia

13 luglio 2026 | 16:00 | T N

In Puglia, Calabria e Sicilia 82 mila tonnellate di stock di olio extravergine di oliva, su 112 mila tonnellate di olio italiano secondo i dati Frantoio Italia dell'ICQRF al 30 giugno.

Se ci aggiungiamo quasi 11 mila tonnellate in Toscana, 6 mila in Umbria e 3 mila in Liguria, le giacenze in sei regioni sono pari a 102 mila tonnellate. Significa che le altre regioni olivicole nazionali hanno in giacenza circa 10 mila tonnellate di extravergine.

A giugno sono state vendute 11 mila tonnellate di olio italiano, anche per via delle buone performance di vendite nella GDO nei mesi di maggio e giugno di extravergine nazionale.

Gli imbottigliatori e gli industriali, però, non stanno facendo stock. Anzi, stanno facendo solo acquisti speculativi, contando sull’abbassamento delle quotazioni per oli borde line. In effetti in alcuni frantoi che non hanno impianti di stoccaggio condizionati l’olio sta iniziando a deteriorarsi per via del gran caldo. Le riunioni in Puglia e Calabria da parte di imbottigliatori con gruppi di frantoiani si susseguono, con indicazioni di prezzo abbondantemente più basse delle attuali.

Un trend speculativo che non tiene conto di stock non così abbondanti, saranno probabilmente 80 mila tonnellate a fine settembre, e di una campagna di carica non abbondante in tutto il Sud Italia ma anche nel Centro, alle prese con le ondate di caldo che si susseguono.

L’impressione è che gli imbottigliatori stiano adottando un atteggiamento prudente per via delle indicazioni contrastanti del mercato, specie sul fronte export, ma anche “punitivo” nei confronti di olivicoltori e frantoiani, rei di aver guadagnato troppo nelle due campagne precedenti.

Si riducono anche di 1000 tonnellate le giacenze in Toscana, mentre restano sostanzialmente invariate in Umbria e Liguria a testimonianza dell’atteggiamento molto attendista del commercio oleario.

La Puglia resta la regione regina degli scambi commerciali, con 6 mila tonnellate vendute a giugno, a cui si aggiungono mille tonnellate ciascuna in Calabria e Sicilia.

Sul fronte delle denominazioni di origine, le uscite restano alte, circa 2000 tonnellate a giugno, portando lo stock a 11 mila tonnellate. Restano a disposizione circa 7 mila tonnellate di Dop Terra di Bari, a cui si aggiungono circa 600 tonnellate di Igp Puglia. Ci sono poi circa 2500 tonnellate di olio in Sicilia tra Igp, Dop Valli Trapanesi e Val di Mazara. A queste si aggiungono 1000 tonnellate di olio di Calabria Igp.

Per il biologico lo stock è di 30 mila tonnellate, anche in questo caso in riduzione di circa 2 mila tonnellate rispetto al mese precedente.

In diminuzione anche le giacenze di olio tunisino a 12 mila tonnellate, contro le 15 mila del mese precedente.

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