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Uccelli e pipistrelli: alleati preziosi per l’olivicoltura contro la mosca delle olive

Uccelli e pipistrelli: alleati preziosi per l’olivicoltura contro la mosca delle olive

Un recente studio pubblicato sulla rivista Basic and Applied Ecology quantifica per la prima volta il valore economico del controllo biologico esercitato da uccelli e pipistrelli contro la mosca delle olive. Il loro aiuto vale 643 milioni di euro all’anno per il settore in Europa

12 luglio 2026 | 11:00 | R. T.

Per valutare il contributo di uccelli e pipistrelli al controllo della mosca delle olive, il team di ricerca guidato da José M. Herrera ha condotto un esperimento di esclusione della durata di due anni in due oliveti del Portogallo, caratterizzati da diversi livelli di intensità produttiva . In ciascun oliveto, dieci alberi sono stati isolati all’interno di gabbie in rete di nylon, progettate per impedire l’accesso a uccelli e pipistrelli ma non alla mosca Bactrocera oleae, le cui dimensioni adulte si aggirano tra i 4 e i 5 mm . Altri dieci alberi, non protetti, sono stati utilizzati come controllo.

Il confronto tra il tasso di infestazione delle olive nei due gruppi ha permesso di quantificare l’effetto biocontrollo: nelle piante escluse, dove i predatori alati non potevano agire, il livello di attacco della mosca era significativamente più alto. La riduzione massima dell’infestazione attribuibile a uccelli e pipistrelli è risultata pari a circa il 14% . Questo dato è il primo a dimostrare sperimentalmente che i vertebrati volanti possono fungere da efficaci agenti di biocontrollo contro B. oleae, anche in sistemi produttivi ad alta intensità.

Il valore economico: quasi 650 milioni di euro all’anno

La riduzione dell’infestazione ha un impatto diretto sulla qualità e sul prezzo dell’olio extravergine d’oliva, che diminuisce all’aumentare della percentuale di frutti colpiti dalla mosca. Utilizzando una funzione di decadimento esponenziale che lega il tasso di infestazione al prezzo dell’olio, i ricercatori hanno stimato l’incremento di profitto ottenuto grazie all’azione dei predatori .

Partendo dal dato medio di riduzione dell’infestazione osservato in Portogallo (13,8%) ed estrapolandolo all’intera superficie olivicola dei principali paesi produttori del Mediterraneo, lo studio calcola il valore complessivo del servizio ecosistemico fornito da uccelli e pipistrelli: 642,79 milioni di euro all’anno, con un intervallo di stima compreso tra 442,45 e 831,43 milioni .

I maggiori benefici si concentrano in Spagna (circa 332 milioni di euro), Italia (143 milioni) e Grecia (73 milioni), i tre maggiori produttori di olio d’oliva, che rappresentano l’ossatura economica del settore .

La tabella seguente riporta i dati principali per paese:

Un servizio ecosistemico che dipende dalla complessità strutturale

I ricercatori sottolineano che la capacità di uccelli e pipistrelli di svolgere questo servizio è strettamente legata alla complessità strutturale dell’oliveto . La presenza di alberi autoctoni sparsi, come il leccio (Quercus ilex) e la sughera (Quercus suber), all’interno o ai margini dell’impianto, fornisce siti di foraggiamento e rifugio essenziali per questi predatori. Questa complessità si rivela più importante della semplice vicinanza a macchie di vegetazione seminaturale, garantendo l’erogazione del servizio anche in oliveti intensivi .

Le pratiche di intensificazione, che portano a una semplificazione del paesaggio e alla riduzione della vegetazione non coltivata, minacciano quindi non solo la biodiversità, ma anche il valore economico dei servizi ecosistemici che essa fornisce. Dati preliminari del progetto ECO-OLIVES, condotto in Toscana, hanno già evidenziato come una maggiore copertura di habitat seminaturali intorno agli oliveti sia associata a una maggiore biodiversità di uccelli e pipistrelli e a un incremento della resa delle olive . Inoltre, uno studio correlato ha dimostrato che in oliveti con bassa complessità strutturale si verificano maggiori disallineamenti temporali tra i picchi di attività di caccia di Pipistrellus kuhlii e la presenza della tignola dell’olivo (Prays oleae), riducendo l’efficacia del biocontrollo proprio nei periodi di maggior bisogno .

Un incentivo concreto per un’agricoltura sostenibile

La quantificazione economica del biocontrollo offre un argomento convincente per incentivare gli olivicoltori e i decisori politici a integrare la gestione della biodiversità nelle pratiche agricole. Il risparmio potenziale derivante da una minore necessità di interventi fitosanitari e dalla protezione del valore del prodotto finale rappresenta un chiaro ritorno economico, in linea con gli obiettivi di riduzione dei pesticidi fissati dalla Strategia Farm to Fork dell’Unione Europea .

Sebbene lo studio si basi su un’estrapolazione e gli autori stessi raccomandino di considerarlo come una prima, conservativa stima, i risultati sono chiari: conservare la natura, in questo specifico caso la presenza di uccelli e pipistrelli insettivori e degli alberi che li ospitano, non è solo un gesto etico, ma un investimento economicamente vantaggioso per l’olivicoltura del Mediterraneo. La sfida futura è sviluppare modelli più precisi su scala locale, ma il messaggio è già solido: un oliveto più ricco di biodiversità è anche un’azienda più redditizia e resiliente.

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