L'arca olearia

Un bioerbicida per controllare le malerbe dell'oliveto

Un bioerbicida per controllare le malerbe dell'oliveto

Gli studi scientifici del Progetto HERBILAV confermano il potenziale erbicida dei sottoprodotti della distillazione della lavanda, aprendo nuove prospettive per il controllo delle malerbe in oliveto e oltre

17 luglio 2026 | 10:00 | R. T.

Un consorzio che riunisce agricoltori, ricercatori e imprese ha dato vita al Gruppo Operativo HERBILAV, un'iniziativa che intende esplorare l'utilizzo dell'olio essenziale di lavanda come bioerbicida naturale. L'obiettivo è duplice: offrire un'alternativa sostenibile ai prodotti chimici di sintesi e, al contempo, creare nuove opportunità di valorizzazione per una coltura che oggi soffre per un eccesso di stock sul mercato. Il progetto si sviluppa in diversi comuni della Comunità di Madrid, tra cui Madrid, Alcalá de Henares, Pezuela de las Torres e Chinchón, e vede la partecipazione di BAIC Agro Europa, SAT Lavandas de Valilongo, UPA Madrid, IMIDRA e ARACOVE.

La scelta della lavanda come materia prima non è casuale. Le ricerche hanno dimostrato che l'olio essenziale di Lavandula angustifolia possiede una significativa attività fitotossica, grazie alla presenza di composti come linalolo, 1,8-cineolo e canfora. In esperimenti in vitro, l'olio di lavanda ha mostrato effetti inibitori sulla germinazione dei semi e sulla crescita delle malerbe, riducendo ad esempio lo sviluppo dell'ipocotile e della radice di Lolium multiflorum rispettivamente dell'87,8% e del 76,7% alla dose di 1 µL/mL.

I sottoprodotti della distillazione come alleati dell'agricoltore

Il cuore della ricerca di HERBILAV si concentra sull'identificazione dei principi attivi a capacità erbicida presenti nell'olio essenziale, per formulare un prodotto di origine vegetale, biodegradabile e con un profilo tossicologico favorevole. Un aspetto particolarmente innovativo del progetto riguarda l'utilizzo non solo dell'olio essenziale, ma anche dei suoi sottoprodotti.

Studi recenti, pubblicati sul Journal of Environmental Management, hanno dimostrato che sia gli idrolati (le acque reflue della distillazione) sia le paglie esauste di lavanda possiedono un significativo effetto allelopatico. In esperimenti condotti in vitro su diverse specie di malerbe (come il bromo, la loietto, il farinello e l'amaranto), gli idrolati di lavandino hanno inibito significativamente la germinazione e la crescita. Lo stesso effetto è stato osservato mescolando le paglie di distillazione al substrato di crescita.

L'analisi dei metaboliti ha rivelato la presenza di composti chiave per questa attività. In entrambi i sottoprodotti è stata identificata la lisofosfatidilcolina, mentre nelle paglie sono stati riscontrati anche il coumaroil esoside e il feruloyl esoside, metaboliti che potrebbero contribuire all'effetto inibitorio. Questi risultati aprono la strada all'utilizzo dell'intera filiera della distillazione della lavanda, trasformando quelli che oggi sono scarti in preziose risorse per l'agricoltura.

Una risorsa per l'olivicoltura biologica

Per il settore olivicolo, lo sviluppo di un bioerbicida a base di lavanda rappresenta una prospettiva di grande interesse. Negli oliveti, il controllo della vegetazione spontanea è una pratica essenziale, spesso affrontata con l'impiego di diserbanti chimici. I bioerbicidi, biodegradabili e a basso impatto ambientale, si configurano come una valida alternativa, in particolare per le aziende che conducono una produzione biologica, dove l'uso di erbicidi di sintesi è vietato.

Un aspetto interessante emerso dalla ricerca è la selettività degli idrolati di lavandino. Gli studi hanno evidenziato che, se da un lato essi inibiscono la crescita delle malerbe, dall'altro mostrano una tossicità molto ridotta nei confronti delle colture dicotiledoni come la lenticchia e la veccia. Questa caratteristica potrebbe rivelarsi preziosa per lo sviluppo di formulazioni che, una volta ottimizzate, siano in grado di distinguere tra le infestanti e la coltura principale, riducendo al minimo i danni collaterali.

Conclusione: verso un'agricoltura a minor impatto

Il progetto HERBILAV si inserisce in un più ampio movimento di ricerca di soluzioni fitosanitarie a basso impatto. Se i risultati delle sperimentazioni in campo confermeranno le potenzialità emerse in laboratorio, la lavanda potrebbe diventare una risorsa strategica non solo per la produzione di oli essenziali, ma anche per la difesa sostenibile delle colture. La possibilità di trasformare un surplus produttivo in un'opportunità economica, valorizzando al contempo i sottoprodotti della distillazione, rappresenta un esempio virtuoso di economia circolare applicata all'agricoltura. HERBILAV non si limita a cercare un nuovo prodotto, ma mira a costruire un modello di gestione più integrato e sostenibile, in grado di coniugare la redditività delle aziende agricole con il rispetto per l'ambiente, rispondendo alle crescenti esigenze di sostenibilità del settore primario.

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