L'arca olearia
L’acido jasmonico e salicilico per il controllo della mosca delle olive
L’applicazione combinata di due naturali ormoni vegetali può potenziare le difese naturali dell’olivo, riducendo gli attacchi di Bactrocera oleae e migliorando al contempo la qualità dell’olio
30 luglio 2026 | 13:00 | R. T.
La mosca delle olive (Bactrocera oleae) rappresenta la minaccia più insidiosa per l’olivicoltura mondiale. Le sue larve si sviluppano all’interno della drupa, causando un danno diretto che si traduce in una riduzione della resa in olio, un incremento dell’acidità e una drastica perdita di composti fenolici, compromettendo irrimediabilmente la qualità del prodotto finale. Per decenni, la lotta a questo fitofago si è basata sull’impiego di insetticidi, ma la crescente attenzione verso la sostenibilità ambientale e il rischio di sviluppare resistenze ha spinto la ricerca verso soluzioni alternative. Tra queste, l’induzione delle difese naturali della pianta si sta rivelando una strada particolarmente promettente.
Due ormoni, una sinergia vincente
Un recente studio pubblicato sulla rivista Plant Pest Research ha indagato l’effetto dell’applicazione combinata di due ormoni vegetali, l’acido jasmonico (JA) e l’acido salicilico (SA), nel proteggere l’olivo dagli attacchi della mosca. Questi due composti sono noti per essere i principali regolatori delle risposte di difesa delle piante contro patogeni e insetti. Mentre l’acido salicilico è tradizionalmente associato alla resistenza contro patogeni biotrofi, l’acido jasmonico è il protagonista nella risposta a danni meccanici e attacchi di insetti masticatori. Tuttavia, il loro dialogo (il cosiddetto “cross-talk”) è complesso e la loro azione combinata può dare vita a effetti sinergici o, talvolta, antagonisti, a seconda delle specie e delle concentrazioni utilizzate.
Per testare questa strategia, i ricercatori hanno condotto un esperimento biennale in un oliveto della regione di Guilan, in Iran, utilizzando tre diverse cultivar: Fishomi (varietà locale), Amigdalifolia e Kalamata. Le piante sono state sottoposte a due trattamenti fogliari, uno prima della fioritura e uno prima dell’ingrossamento dei frutti, con diverse concentrazioni di JA (1 e 2 mg/litro) e SA (1 e 2 mM). L’efficacia del trattamento è stata poi valutata monitorando i livelli di infestazione e analizzando i profili biochimici delle drupe raccolte.
Risultati sorprendenti: una difesa su più fronti
I risultati dello studio sono stati notevoli. L’applicazione combinata dei due ormoni ha portato a una drastica riduzione dell’infestazione in tutte le fasi di sviluppo della mosca – uova, larve di diversa età e pupe – in tutte e tre le cultivar testate. Tuttavia, la varietà Amigdalifolia ha mostrato la risposta più pronunciata, suggerendo che il successo della strategia possa dipendere anche dalla suscettibilità intrinseca della cultivar.
Ma cosa succede a livello biochimico? I ricercatori hanno misurato il contenuto di composti fenolici, clorofille e carotenoidi negli oli estratti da olive sane e infestate. I risultati hanno rivelato che le piante trattate con la combinazione di JA e SA hanno prodotto drupe con un contenuto significativamente più elevato di queste sostanze, rispetto ai controlli non trattati. In particolare, la dose più alta di entrambi gli ormoni (2 mg/l di JA e 2 mM di SA) ha determinato l’incremento massimo di fenoli totali, clorofilla e carotenoidi.
Questo dato è di fondamentale importanza per due ragioni: innanzitutto, i fenoli sono molecole chiave nella difesa delle piante, agendo come deterrenti per gli insetti e tossine per le loro larve. Il loro aumento nei frutti trattati è direttamente correlato alla minore incidenza dell’attacco. In secondo luogo, i fenoli, insieme a clorofille e carotenoidi, sono i componenti che conferiscono all’olio d’oliva le sue preziose proprietà organolettiche e nutraceutiche. L’aumento di queste sostanze, anche in presenza di infestazione, rappresenta un vantaggio qualitativo di non poco conto.

Dalla teoria alla pratica: consigli per l’olivicoltore
Questa ricerca apre prospettive interessanti per un’olivicoltura più sostenibile. L’uso di acido jasmonico e salicilico, in particolare la loro combinazione sinergica, si configura come un “corroborante” di eccellenza: una sostanza che non agisce direttamente sul parassita, ma che ne potenzia le difese immunitarie della pianta, rendendola meno appetibile e più resistente.
L’applicazione deve essere effettuata in momenti strategici del ciclo vegetativo: un primo intervento prima della fioritura e un secondo prima della crescita rapida del frutto. Questa finestra temporale consente alla pianta di attivare le vie metaboliche di difesa nel momento in cui è più vulnerabile all’attacco della mosca.
È importante sottolineare che il successo della tecnica può variare in base alla cultivar, come dimostra la maggiore reattività della varietà Amigdalifolia rispetto alle altre. Pertanto, è consigliabile condurre prove preliminari in campo per tarare le dosi e i tempi di intervento in funzione delle proprie varietà e delle condizioni pedoclimatiche locali. La scelta di cultivar con una predisposizione genetica a una buona risposta difensiva, come quelle con un profilo fenolico naturalmente elevato, potrebbe massimizzare l’efficacia del trattamento.

Un futuro più verde per l’oliveto
L’impiego di induttori di resistenza come l’acido jasmonico e salicilico rappresenta un avanzamento significativo verso una gestione integrata e sostenibile della mosca delle olive. Questa strategia non solo riduce la pressione del parassita, limitando l’uso di insetticidi di sintesi, ma contribuisce anche a migliorare la qualità nutrizionale e organolettica dell’olio prodotto. Sebbene siano necessarie ulteriori ricerche per ottimizzare i protocolli su larga scala e comprendere appieno i meccanismi molecolari alla base del “cross-talk” ormonale in diverse varietà, i risultati finora ottenuti indicano che la chiave per un’olivicoltura più resiliente e di qualità potrebbe trovarsi nella capacità di ascoltare e potenziare i segnali di difesa intrinseci della pianta.
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