L'arca olearia

Un nuovo atomizzatore per l'oliveto che riduce deriva e consumi energetici

Un nuovo atomizzatore per l'oliveto che riduce deriva e consumi energetici

Secondo i risultati delle prove in campo effettuate dai ricercatori delle Scuole Politecniche Superiori di Jaén e Linares, il dispositivo è in grado di diminuire la deriva del 65% e la deposizione del prodotto sul terreno del 70%

13 maggio 2026 | 16:00 | R. T.

Un team di ricerca del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Mineraria dell’Università di Jaén (UJA), in Spagna, ha sviluppato e brevettato un innovativo nebulizzatore ad aria per la distribuzione di prodotti fitosanitari, capace di migliorare significativamente l’efficienza dei trattamenti in colture arboree come l’oliveto.

La nuova tecnologia punta a ridurre sia l’impatto ambientale sia i consumi energetici rispetto ai sistemi convenzionali. Secondo i risultati delle prove in campo effettuate dai ricercatori delle Scuole Politecniche Superiori di Jaén e Linares, il dispositivo è in grado di diminuire la deriva del 65% e la deposizione del prodotto sul terreno del 70%.

In agricoltura, il fenomeno della “deriva” indica la dispersione nell’aria di una parte del fitosanitario che non raggiunge la pianta bersaglio, finendo spesso sul suolo, nei corsi d’acqua o su colture vicine. Oltre alle conseguenze ambientali, questa perdita comporta anche un utilizzo inefficiente dei prodotti chimici e un aumento dei costi per gli agricoltori.

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Smart Agricultural Technology con il titolo Design and Field Testing of a Novel Low-Drift Sprayer for Sustainable Crop Protection in Olive Trees, descrive un sistema di irrorazione “a bassa deriva” progettato per limitare al massimo la dispersione del prodotto durante il trattamento.

A differenza degli atomizzatori tradizionali, nei quali il liquido viene proiettato a diversi metri di distanza e può essere facilmente trasportato dal vento, il nuovo dispositivo lavora in prossimità diretta della vegetazione. Il percorso delle gocce è quindi molto più breve, aumentando la precisione del trattamento e riducendo drasticamente le perdite.

Applicazione ravvicinata e adattamento dinamico

Il sistema utilizza un meccanismo di applicazione di prossimità che porta il flusso d’aria e la nebulizzazione molto vicino alla chioma dell’albero. In questo modo, il trattamento si adatta dinamicamente all’architettura della coltura, garantendo una copertura più uniforme e controllata.

“Riusciamo ad adattare il sistema alla forma specifica della pianta, riducendo la quantità d’aria necessaria e assicurando una distribuzione precisa ed efficiente”, ha spiegato Juan Antonio Almazán Lázaro, autore principale dello studio.

Il nebulizzatore è dotato di bracci articolati e telescopici che possono aprirsi, chiudersi, alzarsi o abbassarsi per seguire il profilo della vegetazione e adattarsi a diverse larghezze dei filari, comprese tra 2 e 12 metri.

Consumi energetici ridotti dell’85%

Uno degli aspetti più innovativi del progetto riguarda anche l’efficienza energetica. Secondo i ricercatori, il nuovo sistema consuma fino all’85% di energia in meno rispetto agli atomizzatori commerciali attualmente in uso, con un fabbisogno energetico fino a sette volte inferiore.

Questo risultato è stato ottenuto modificando completamente l’architettura del flusso d’aria. Al posto di un grande ventilatore centrale, il dispositivo utilizza condotti ottimizzati che indirizzano l’aria direttamente verso la chioma dell’albero.

Le prove sperimentali hanno inoltre dimostrato che il prodotto fitosanitario si deposita quasi esclusivamente sul fogliame, limitando fortemente la contaminazione del terreno e dell’ambiente circostante.

Possibili applicazioni in altri settori agricoli

Sebbene il prototipo sia stato progettato inizialmente per l’olivicoltura, la struttura regolabile del nebulizzatore ne consente l’utilizzo anche in altre colture arboree, come agrumi, frutteti e vigneti.

Il progetto si inserisce nel crescente filone delle tecnologie per l’agricoltura sostenibile e di precisione, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale dei trattamenti fitosanitari migliorandone al tempo stesso l’efficacia.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Amaro e sano: l’olio extravergine ad alto contenuto di polifenoli tra qualità nutrizionale e gradimento del consumatore

L’olio extravergine di oliva ricco di polifenoli è un alleato della salute, ma il suo gusto amaro e piccante può ridurre l’accettazione da parte dei consumatori. Ecco come attributi sensoriali come fruttato, dolce e amaro influenzano le preferenze, evidenziando differenze di genere

13 maggio 2026 | 13:00

L'arca olearia

Monitoraggio della tignola dell’olivo: picchi di popolazione e strategie di difesa integrata

Monitorate le fluttuazioni di Prays oleae, la tignola dell’olivo: il picco massimo di popolazione si verifica nella terza settimana di settembre, mentre le precipitazioni abbondanti e i trattamenti insetticidi riducono drasticamente la presenza dell’insetto

13 maggio 2026 | 12:00

L'arca olearia

Nutrizione dell’olivo: il ruolo strategico di potassio, calcio, azoto e silicio contro gli stress

Ecco come la gestione nutrizionale sta diventando una leva decisiva per aumentare la tolleranza dell’olivo agli stress idrici, salini, termici e fitopatologici nei moderni sistemi olivicoli mediterranei

12 maggio 2026 | 14:00

L'arca olearia

L’olivo “impara” la siccità: il drought priming migliora resilienza e uso dell’acqua

Uno studio su Olea europaea dimostra che una precedente esposizione controllata allo stress idrico consente alle piante di affrontare meglio periodi successivi di siccità severa, grazie a profonde modificazioni fisiologiche, strutturali e proteomiche

12 maggio 2026 | 09:00

L'arca olearia

Le alte giacenze di olio di oliva italiano: oltre 130 mila tonnellate

La metà dell’extravergine italiano si trova in Puglia ma a preoccupare sono le 17 mila tonnellate in Calabria, più delle 11 mila tonnellate in Sicilia. L’industria olearia riduce gli stock e c’è già chi vede giacenze di 80 mila tonnellate a fine settembre

11 maggio 2026 | 15:00

L'arca olearia

Come temperatura e piogge influenzano la produzione di fiori e polline nell’olivo

Temperature elevate in inverno e inizio primavera riducono la produzione dell'olivo, mentre le piogge primaverili la favoriscono. L’incremento della produzione di polline ad alta quota rappresenta una strategia riproduttiva per compensare la fioritura più breve

11 maggio 2026 | 13:00