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Remolido di Coratina: le differenze nell'olio di oliva tra prima e seconda estrazione

Remolido di Coratina: le differenze nell'olio di oliva tra prima e seconda estrazione

La seconda estrazione può portare a recuperare il 50% dell'olio di oliva contenuto nella sansa ma il remolido mostra un aumento significativo degli acidi grassi liberi, del numero di perossidi e degli indici spettrofotometrici, indicatori di fenomeni ossidativi e idrolitici più marcati

22 aprile 2026 | 13:00 | R. T.

L’innovazione nei processi di estrazione dell’olio di oliva vergine ha portato, negli ultimi decenni, a un progressivo affinamento delle tecnologie di separazione solido-liquido, con l’obiettivo di massimizzare le rese senza compromettere la qualità del prodotto finale. In questo contesto, la centrifugazione rappresenta lo stadio cruciale dell’intero processo industriale. Parallelamente, si è diffuso l’impiego di coadiuvanti tecnologici, come il talco micronizzato, per migliorare l’efficienza estrattiva in condizioni operative critiche. Lo studio analizzato si inserisce in questo filone, indagando in modo sistematico gli effetti della prima e della seconda centrifugazione della pasta di olive, nonché l’influenza dell’aggiunta di talco su resa, composizione chimica e profilo volatile degli oli ottenuti.

Evoluzione dei sistemi di centrifugazione

Il passaggio dai sistemi tradizionali a presse idrauliche ai decanter centrifughi ha rappresentato un salto tecnologico determinante. I moderni decanter a due e tre fasi consentono una lavorazione continua e una maggiore flessibilità operativa. Tuttavia, il sistema a due fasi, pur garantendo una migliore qualità sensoriale e un maggiore contenuto fenolico, produce una sansa più umida, difficilmente valorizzabile industrialmente. Per ovviare a tale limite, è stata introdotta la seconda centrifugazione, che prevede una nuova gramolazione seguita da separazione in decanter trifase, con l’obiettivo di recuperare ulteriori quote di olio residuo.

Effetti della seconda centrifugazione sulla resa

I risultati sperimentali evidenziano come la seconda centrifugazione determini una significativa riduzione dell’olio residuo nella sansa, con un recupero che può raggiungere circa il 50% in assenza di coadiuvanti. Tuttavia, l’aggiunta di talco nella prima fase estrattiva modifica sensibilmente questo scenario. Il talco agisce riducendo le forze capillari e le emulsioni olio-acqua, migliorando la separazione già nella prima centrifugazione. Di conseguenza, il beneficio marginale della seconda centrifugazione si riduce drasticamente, attestandosi intorno al 20%, rendendo discutibile la sostenibilità economica di una linea aggiuntiva di lavorazione .

Impatto sulla qualità chimica dell’olio

Dal punto di vista chimico, gli oli ottenuti dalla seconda centrifugazione mostrano un peggioramento dei parametri qualitativi. Si osserva un aumento significativo degli acidi grassi liberi, del numero di perossidi e degli indici spettrofotometrici, indicatori di fenomeni ossidativi e idrolitici più marcati. Contestualmente, si registra una diminuzione dei composti fenolici, attribuibile alla diluizione della pasta con acqua nel decanter trifase. Al contrario, pigmenti come clorofille e carotenoidi risultano più abbondanti, probabilmente per effetto di una maggiore estrazione dovuta ai tempi prolungati di gramolazione.

L’aggiunta di talco non altera significativamente la maggior parte dei parametri chimici, ma contribuisce a ridurre il numero di perossidi, suggerendo un effetto protettivo nei confronti dell’ossidazione durante l’estrazione.

Profilo dei composti volatili

L’analisi dei composti volatili rappresenta un indicatore sensibile della qualità sensoriale dell’olio. Gli oli di prima centrifugazione sono caratterizzati da un’elevata presenza di aldeidi, in particolare trans-2-esenale, associato a note erbacee e fresche. Dopo la seconda centrifugazione, si osserva una drastica riduzione di questi composti e un incremento significativo di alcoli, acidi e altri prodotti derivanti da ossidazione e fermentazione.

Tra i cambiamenti più rilevanti emerge l’aumento dell’etanolo e degli acidi organici, indicatori di processi fermentativi, e la comparsa di composti tipicamente associati a difetti sensoriali. Questo spostamento del profilo volatile suggerisce una perdita di freschezza aromatica e un peggioramento complessivo della qualità organolettica dell’olio di seconda centrifugazione .

Ruolo del talco nel processo estrattivo

Il talco micronizzato si conferma un coadiuvante efficace nel migliorare la resa estrattiva, soprattutto nella prima centrifugazione. La sua azione fisica favorisce la coalescenza delle gocce di olio e riduce l’intrappolamento nella matrice colloidale della pasta. Tuttavia, il suo impatto sulla qualità dell’olio appare limitato, senza alterazioni significative del profilo volatile o dei principali parametri chimici. Questo lo rende uno strumento tecnologico interessante per ottimizzare il processo senza compromettere le caratteristiche del prodotto.

Considerazioni conclusive

L’analisi integrata dei dati evidenzia come la seconda centrifugazione rappresenti una strategia efficace per il recupero dell’olio residuo, ma con importanti compromessi in termini di qualità. L’impiego del talco nella prima fase estrattiva consente di ottenere rese comparabili senza ricorrere a una seconda lavorazione, mantenendo al contempo standard qualitativi più elevati. In un’ottica industriale, ciò suggerisce che l’ottimizzazione della prima centrifugazione, mediante coadiuvanti adeguati, possa rappresentare una soluzione più efficiente e sostenibile rispetto all’introduzione di processi aggiuntivi.

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