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Serve un disciplinare e una certificazione per l'olio di oliva sostenibile

Serve un disciplinare e una certificazione per l'olio di oliva sostenibile

Il 74% degli italiani chiede maggiori informazioni su sostenibilità dell’olio e della filiera e otto consumatori su 10 si dichiarano più incentivati all’acquisto dopo una comunicazione incentrata sulla sostenibilità del prodotto

07 marzo 2026 | 10:00 | T N

La sostenibilità può essere un asset strategico per il mercato dell’olio made in Italy, ma bisogna trovare la giusta chiave formativa e informativa per colmare la distanza tra un consumatore con una naturale propensione all’acquisto sostenibile, e un prodotto intrinsecamente green. È quanto è emerso dal convegno “Quanta voglia di sostenibilità: dalla realtà scientifica alla narrazione per l’olio extravergine di oliva”, che si è svolto durante la giornata conclusiva di SOL Expo a Veronafiere.

Per Ettore Capri, Università Cattolica di Piacenza: “Il consumatore si trova in una situazione di scarsa conoscenza, ci vuole un percorso formativo che lo aiuti a comprendere le differenze. Una coltivazione sostenibile dà massima espressione al cultivar anche sotto il profilo organolettico. Da un punto di vista chimico i prodotti sostenibili hanno proprietà migliori, ma questa qualità va testimoniata e ci vogliono linee guida anche rispetto al processo di coltivazione”. Dello stesso parere anche Mariella Cerullo, direttrice relazioni istituzionali di Oleificio Zucchi, la prima azienda italiano ad ideare e applicare un disciplinare di produzione sostenibile: “Il consumatore non è un’entità astratta, si fida di quello che conosce e di quello che è univoco, chiaro e trasparente. Inoltre, restituisce sempre la narrazione: se quello che viene pubblicizzato è una promozione costante, sarà il prezzo l’unico driver di scelta. Per questo dobbiamo partire dalla chiarezza delle regole e dalla formazione. I consumatori italiani sono già fortemente interessati al tema, e la certificazione è l’elemento di garanzia alla base della loro fiducia. E a fare da garante dovrebbe essere lo Stato. Per questo abbiamo sviluppato e consegnato alle istituzioni delle linee guida per un disciplinare pubblico”.

“Secondo la consumer survey realizzata da Nomisma per SOL Expo, il 74% degli italiani chiede maggiori informazioni su sostenibilità dell’olio e della filiera – ha sottolineato Barbara Ferro, amministratrice delegata di Veronafiere –. Otto consumatori su 10 si dichiarano più incentivati all’acquisto dopo una comunicazione incentrata sulla sostenibilità del prodotto. Questo conferma quanto la sostenibilità significhi adottare stili di vita, comportamenti di consumo e prassi che consentano di preservare il nostro patrimonio per le generazioni future. Parliamo quindi resilienza e durata, e l’ulivo è il simbolo di questa durabilità. Gli ulivi hanno visto la trasformazione climatica e l’hanno attraversata”.

Come sottolineato anche da Abderraouf Laajimi, direttore aggiunto del Consiglio Oleicolo Internazionale (Coi): “La sostenibilità è centrale per il settore olivicolo: è una coltura resiliente, a basso consumo di acqua, capace di adattarsi ai diversi contesti e in grado di contribuire al sequestro di carbonio. Un ettaro può assorbire 4,5 tonnellate di CO2 all’anno, ciò significa che un solo albero può assorbire l’impronta di carbonio di una persona. Come Coi abbiamo avviato un’iniziativa per sviluppare un mercato volontario dei crediti di carbonio, così da disporre di uno strumento gratuito che possa essere utilizzato dai produttori e che permetta loro di ottenere reddito grazie ai crediti di carbonio. Siamo in fase di sviluppo del software ed è già attivo un progetto pilota con 28 Paesi coinvolti. Ma La sostenibilità – ha concluso – non è solo ambientale, è anche sociale ed economica: si tratta di una coltura presente in molte aree vulnerabili e marginali, dove produttori, agricoltori e numerose famiglie traggono da essa la propria fonte di reddito. È molto importante proteggere il settore e fare in modo che questo comparto contribuisca non solo alla salute del pianeta, ma anche alla salute dei consumatori, vista l’importanza dell’olio d’oliva dal punto di vista salutistico”.

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