L'arca olearia
PhenOlives apre la prima linea industriale al mondo di farina di olive
Il frantoio si evolve da produttore esclusivo di olio a piattaforma di recupero integrale della biomassa all'interno di uno schema di bioeconomia circolare, con la produzione di farina di oliva ricca di fibre e senza glutine e frazioni concentrate di polifenoli
03 marzo 2026 | 09:00 | C. S.
La startup israeliana di tecnologia alimentare PhenOlives ha lanciato la prima linea di produzione industriale completamente automatizzata e continua dedicata esclusivamente alla produzione di farina d’oliva da sottoprodotti oleari.
L'impianto, operativo dalla fine del 2025, segna il passaggio definitivo dalla fase pilota alla produzione commerciale, con una previsione di capacità fino a 400 tonnellate a stagione dal 2026/27, a seconda del volume del raccolto.
Nella sua prima stagione operativa ha già prodotto 10 tonnellate di farina di olive, consolidando la redditività industriale di una tecnologia che fino ad ora era in fase di validazione concettuale.
Il lancio arriva in un momento critico per l'industria olivicola internazionale. La volatilità climatica ha ridotto i rendimenti nelle diverse regioni produttrici, soprattutto in Europa, mettendo a dura prova la redditività dei frantoi. A questo si aggiunge l’impatto economico e normativo associato alla gestione di sottoprodotti.
Il sistema sviluppato da PhenOlives utilizza un processo brevettato e privo di sostanze chimiche che impedisce l'ossidazione dei sottoprodotti dell'olio - semi, polpa e acque - consentendo la loro stabilizzazione e trasformazione in ingredienti di alto valore. La tecnologia converte il 100% del flusso residuo, circa l’85% della massa d’oliva originale dopo l’estrazione dell’olio, in prodotti come la farina di oliva ricca di fibre e senza glutine e le frazioni concentrate di polifenoli.
Il modello consente di ridurre i costi di eliminazione dei sottoprodotti e di generare un'ulteriore fonte di entrate ricorrenti, fornendo diversificazione in campagne di produzione brevi o basse. In questo scenario, il frantoio si evolve da produttore esclusivo di olio a piattaforma di recupero integrale della biomassa all'interno di uno schema di bioeconomia circolare.
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