L'arca olearia
Il pericolo nell'utilizzo dei piretroidi sull'olivo: alta residualità nell'olio di oliva
Sebbene agiscano per contatto i piretroidi utilizzati nella lotta contro la mosca dell'olivo, hanno un'elevata lipofilia, sciogliendosi nell'olio e contaminandolo, talvolta oltre il limite massimo previsto oppure a livello commercialmente intollerabile
29 gennaio 2026 | 13:00 | R. T.
La presenza di residui di fitofarmaci nelle olive commestibili e nell'olio d'oliva, anche a livelli inferiori al limite massimo di residui (MRL), può influire negativamente sulla qualità percepita dell'olio d'oliva. In caso di superamento dell'LMR, il prodotto finale non può essere scambiato sul mercato e in alcuni casi non si può escludere un rischio per il consumatore. I motivi principali per i superamenti della LMR sono le applicazioni non secondo le istruzioni dell'etichetta (uso improprio degli operatori), diversi intervalli di pre-raccolta rispetto a quello dell'etichetta, o contaminazione da colture vicine.
Anche in caso di utilizzo appropriato dei prodotti fitosanitari, la residualità del fitofarmaco può risultare commercialmente intollerabile ed è bene sapere quali sono gli insetticidi, soprattutto, con maggiore fattore di rischio.
Tra questi ci sono una classe apparentemente innocua: i piretroidi.
La lipofilia degli insetticidi piretroidi, utilizzati spesso contro tignola e mosca dell'olivo, rappresenta una delle caratteristiche chimico-fisiche più rilevanti di questi composti.
I piretroidi sono molecole di sintesi derivate strutturalmente dalle piretrine naturali e presentano un’elevata affinità per le fasi lipidiche, espressa da valori di coefficiente di ripartizione ottanolo/acqua (log P) generalmente elevati. Questa proprietà è legata alla presenza di catene idrocarburiche e di anelli aromatici che conferiscono alla molecola una marcata idrofobicità.
Dal punto di vista biologico, la lipofilia facilita la penetrazione dei piretroidi attraverso la cuticola cerosa degli insetti, favorendo un rapido assorbimento e contribuendo alla loro elevata efficacia insetticida. Una volta assorbiti, i piretroidi tendono a distribuirsi nei tessuti ricchi in lipidi, come il sistema nervoso, dove esercitano la loro azione interferendo con i canali del sodio voltaggio-dipendenti.
Non è un caso che, in uno studio greco, i residui di lambda-cialotrina, piretroide spesso utilizzato contro la mosca dell'olivo, sono stati trovati a livelli significativi nella maggior parte dei campioni di olio d'oliva, suggerendo il loro potenziale di accumularsi nella parte grassa del frutto o durante la conservazione in serbatoi a causa della contaminazione incrociata.
Spesso gli olivicoltori sottovalutano il problema della contaminazione dell'olio con piretroidi poichè questi prodotti non sono citotropici, quindi non penetrano nell'oliva, agendo solo per contatto. Tuttavia, a causa della loro elevata lipofilia, anche piccole quantità del prodotto possono venire a contatto con la polpa del frutto, con conseguente contaminazione. Contaminazione che è tanto più elevata nel momento in cui non vi è un rispetto del tempo di carenza poichè questi prodotti tenderanno a sciogliersi più nella fase oleosa che in quella acquosa durante l'estrazione.
La contaminazione dell'olio di oliva con piretroidi è un argomento largamente sottovalutato ma che sta diventando di attualità a causa della risuzione del nuomero di principi attivi utilizzabili contro la mosca dell'olivo, con la conseguenza di favorire un uso improprio o troppo intenso di quelli esistenti.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Biostimolanti e letame per l'olivo, l'effetto su allegagione e produzione
I biostimolanti possono aumentare la resistenza dell’olivo a condizioni ambientali sfavorevoli, quali siccità, alte temperature, salinità e stress da trapianto. Anche i concimi organici possono migliorare i parametri di fioritura e produzione
28 gennaio 2026 | 11:00
L'arca olearia
La strategia dell'olivo contro la siccità e l'aumento della CO2
Ecco come la variabilità genetica dell'olivo influisce sulla capacità dell’albero di resistere allo stress idrico in condizioni di CO₂ elevata, uno scenario considerato sempre più realistico per i prossimi decenni
26 gennaio 2026 | 13:00
L'arca olearia
L'applicazione fogliare di zolfo e azoto aumenta la quantità di olio extravergine di oliva senza influire sulla sua qualità nutrizionale
L'azoto è stato segnalato come il più importante da applicare insieme allo zolfo a causa del modo in cui questi due elementi interagiscono. Entrambi gli elementi sono essenziali nella sintesi proteica ed enzimatica
26 gennaio 2026 | 12:00
L'arca olearia
Gli effetti della grave carenza di boro sull'olivo sono una drastica riduzione della resa di materia secca
La tossicità di alluminio e manganese sono i fattori più importanti che limitano la sopravvivenza vegetale nei terreni acidi. Quando si applica la calce a terreni sabbiosi poveri di boro, si consiglia di utilizzare dosi moderate per evitare di indurre una carenza del microelemento.
24 gennaio 2026 | 13:00
L'arca olearia
La potatura dell'olivo: l'effetto della tecnica e dello strumento di taglio sul danno ai rami
I tempi, la tecnica e l'intensità della potatura sono di fondamentale importanza per i processi fisiologici che si verificano all'interno della pianta. Scegliere lo strumento adeguato è ugualmente importante per evitare danni all'olivo
23 gennaio 2026 | 16:30
L'arca olearia
Il mercato dei crediti di carbonio per l'olivo è davvero redditizio?
Gestire correttamente l'oliveto per la produzione di crediti di carbonio ha comportato una rimozione netta del carbonio o una riduzione delle emissioni di 15 oliveti. I benefici per le aziende olivicole in cinque anni e la potenziale redditività
23 gennaio 2026 | 16:00