L'arca olearia

La relazione tra mosca olearia e lebbra dell’olivo

La relazione tra mosca olearia e lebbra dell’olivo

La Grecia sta sperimentando una recrudescenza della lebbra dell’olivo che sta facendo nascere miti e leggende metropolitane. Gli agronomi della Messina hanno deciso di fare chiarezza

13 dicembre 2025 | 10:00 | C. S.

Gli olivicoltori greci si sono trovati alle prese con una recrudescenza di lebbra dell’olivo che ha provocato anche polemiche sulla stampa locale.

Gli agronomi della Messina hanno deciso di fare chiarezza, con alcune verità scientifiche e indicazioni tecniche utili anche in Italia.

E’ sbagliato ritenere che non ci sia alcuna correlazione tra mosca dell’olivo e lebbra dell’olivo. C’è una correlazione indiretta in due modi: attraverso le fessure di ovideposizione della mosca che causano una rottura della parete cellulare e quindi il punto di ingresso del fungo, la maturazione precoce del frutto dell’oliva intorno al punto di entrata o del foro di uscita e accelerazione dell’infezione da parte del patogeno che causa la lebbra.

E’ anche sbagliato ritenere che la mosca non sia vettore di C. acutatum, patogeno della lebbra dell’olivo. Uno studio presentato nel marzo 2023 presso l'Università Agraria di Atene e pubblicato nel maggio 2023 sulla stampa della rivista afferma quanto segue nelle conclusioni: “secondo quanto sopra, ci sono state per la prima volta forti prove a sostegno dell'ipotesi che la mosca olearia possa contribuire alla trasmissione dell'agente patogeno della lebbra all'oliva. Lo studio di cui sopra è stato condotto da K Paplomatas, Perdikis e Tzimas professori dell'Università agraria di Atene.

In generale, tuttavia, C. acutatum è un fungo che infetta durante la fioritura. Rimane latente fino all'inizio della maturazione (inizio autunno) e poi se le condizioni sono favorevoli, ne manifesta i sintomi. Può anche entrare però da ferite create dall'infestazione della mosca.

In conclusione, gli agronomi suggeriscono di proteggere gli ulivi durante la fioritura e la maturazione. Gli studi di cui sopra e l'osservazione empirica sistematica convergono sul fatto che mosca e lebbra dell’olivo sono direttamente e indirettamente correlati. Una corretta gestione della mosca è un fattore fondamentale per ridurre la diffusione della lebbra.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Valutazione dell'interazione tra condizioni climatiche e fenologia dell'olivo

Utilizzare modelli matematici per stimare i diversi periodi fenoligici dell'olivo, a partire dalla fioritura, può divenire molto utile non solo per affrontare i cambiamenti climatici ma anche per gestire le pratiche agronomiche in annate 

02 marzo 2026 | 14:00

L'arca olearia

Gli effetti del carico produttivo e del deficit idrico sul profilo fenolico delle olive

Il diradamento delle olive, simulando una cascola precoce, influisce  in modo limitato sull’accumulo di olio nel frutto. Il deficit idrico determina una diminuzione significativa della resa in olio già dalle fasi intermedie di maturazione. L'impatto sui fenoli

27 febbraio 2026 | 16:30

L'arca olearia

Intelligenza artificiale per l'olivicoltura: cosa sa fare e cosa ancora no

E' possibile utilizzare l'IA per migliorare l'efficienza e la sostenibilità dei processi di produzione, manutenzione e raccolta delle olive. Algoritmi di Deep Learning come Convolutional Neural Networks per l'identificazione della cultivar e la classificazione delle malattie fogliari e la previsione dei raccolti con elevate accuratezze

27 febbraio 2026 | 16:00

L'arca olearia

Differenziazione fiorale e dinamiche di allegagione nell'olivo

La differenziazione fiorale si avvia diversi mesi prima dell’antesi e comprende due fasi: induzione, regolata da segnali endogeni e da accumulo di freddo invernale, e differenziazione morfologica. L'equilibrio dinamico tra genetica, fisiologia e ambiente

27 febbraio 2026 | 15:30

L'arca olearia

Il contributo dell'olivo al mantenimento della stabilità del suolo e contro il dissesto idrogeologico

Gli olivi adulti forniscono un contributo comparabile a vigneti con inerbimento permanente, pur risultando inferiori a boschi. Tuttavia, rispetto a vigneti totalmente lavorati o aree arate, anche gli olivi garantiscono una riduzione apprezzabile della suscettibilità al dissesto

27 febbraio 2026 | 14:40

L'arca olearia

Gli olivi monumentali di Ostuni e la sfida della convivenza con la Xylella fastidiosa

La positività molecolare non coincide necessariamente con sintomatologia grave. In zona infetta la convivenza controllata può essere possibile in determinate condizioni, soprattutto per alberi monumentali ad alto valore paesaggistico

26 febbraio 2026 | 16:00