L'arca olearia
L’importanza della geometria del frangitore sulla qualità dell’olio extravergine di oliva
La fase di frangitura delle olive in frantoio sta diventando sempre più strategica. Sempre più importante garantire un effetto differenziato sulle diverse parti dell'oliva per ottenere un olio extravergine di alta qualità
20 maggio 2025 | 13:00 | R. T.
Negli ultimi anni si è assistito a un rinnovato interesse per la fase di frangitura da parte di gruppi scientifici e industrie olearie. Dopo un lungo periodo di intense attività di ricerca incentrate sulla valutazione dell'impatto della gramolazione e delle tecnologie di estrazione assistita (ultrasuoni, vuoto, campi elettrici pulsati, ecc.) sulla resa e sulla qualità dell'olio extravergine di oliva (EVOO), la ricerca scientifica ha focalizzato la propria attenzione su nuovi frangitori a effetto di rottura differenziato sui frutti di oliva.
Uno studio dell’Università di Perugia ha analizzato un nuovo frangitore con un innovativo strumento di frantumazione “multilama” per valutare le sue prestazioni tecnologiche sulla conservazione della frazione fenolica e sul miglioramento dell’aroma dell’olio extravergine di oliva.
Sono state condotte diverse prove nell'arco di quattro stagioni olearie (2021/22-2024/25) su scala industriale (2-4 ton/h) in diversi frantoi italiani, confrontando la nuova tecnologia con frantoi a martelli e a coltelli. Le prove sperimentali sono state eseguite lavorando diverse cultivar Carolea, Cima di Melfi, Coratina, Frantoio, Leccino, Nocellara Etnea, Raggia e Peranzana e utilizzando diverse velocità di rotazione (2500-4000 rpm).

L'innovativa geometria degli utensili del rotore, in grado di garantire un effetto differenziato sulle diverse parti dell'oliva, è stata confrontata con i tradizionali frangitori a martelli e a coltelli.
Il nuovo frangitore ha rivelato effetti significativi sulla qualità dell'olio extravergine di oliva, aumentando i fenoli totali (4,6-37,0%) e la somma delle aldeidi (0-19,7%), e riducendo la somma degli alcoli (37,6-0%), rispetto a un frantoio tradizionale a martelli. Le prestazioni tecnologiche sono risultate abbastanza simili o in alcuni casi migliori anche rispetto al rotore a coltelli, con un miglioramento della frazione fenolica (0-18,1%) e volatile (aldeidi, 0-25,5%) che sembra essere influenzato principalmente dalle diverse cultivar.

L'innovativo frangitore non ha alterato i parametri di qualità legale e la resa di estrazione dell'olio, mantenendo invariata la portata rispetto ai sistemi a martelli e a coltelli.
Dalle altre prove sulla velocità del rotore è emerso un valore tecnologico ottimale compreso tra 3000 rpm e 3500 rpm. Questa velocità di rotazione ha garantito una maggiore estrazione di pigmenti e composti fenolici con una variabilità qualitativa e quantitativa dovuta all'origine genetica delle diverse drupe di oliva.
L'innovativa geometria del rotore, in grado di garantire un effetto differenziato sulle diverse parti dell'oliva, genera un effetto combinato di compressione e taglio delle olive durante la fase di frangitura migliorando le principali caratteristiche qualitative dell'olio relative alla salubrità e alle proprietà sensoriali del prodotto finale preservando l'efficienza lavorativa di un frangitore a martelli o a coltelli.
Bibliografia
Gianluca Veneziani et al, Recent advances on chrushing phase: impact of a new rotor on extra virgin olive oil quality, Expoliva 2025
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Xylella e olivo: la svolta green dei biopesticidi. Quale strategia conviene davvero?
Per anni, le armi principali sono state i pesticidi chimici di sintesi, come il rame, gli insetticidi piretroidi e i neonicotinoidi. Oggi si parla di biopesticidi. Un confronto tra efficacia ed impatto ambientale, come guida per gli olivicoltori che voglio contrastare Xylella fastidiosa
26 agosto 2026 | 15:00
L'arca olearia
Melograno e carruba contro la verticilliosi dell’olivo: gli estratti attivano le difese naturali della pianta
Estratti di melograno e carruba mostrano un potenziale effetto bioprotettivo contro Verticillium dahliae, il fungo responsabile della verticilliosi dell’olivo. Attivati di diversi geni coinvolti nelle risposte di difesa della pianta e una riduzione o stabilizzazione della biomassa fungina nelle piante trattate
25 agosto 2026 | 13:00
L'arca olearia
Aculus olearius: un nuovo nemico per l'olivicoltura
L'acaro parassita è già noto in Italia, Grecia, Spagna e Turchia. Causa danni significativi alle olive, tra cui imbrunimento dei germogli, disseccamento dei fiori, accartocciamento delle foglie e deformazioni dei giovani frutti. Ecco indicazioni pratiche per gli olivicoltori su come riconoscere i sintomi, monitorare le popolazioni e gestire il problema
24 agosto 2026 | 16:00
L'arca olearia
Olio extravergine d'oliva denocciolato: un tesoro di antiossidanti per la salute e la bellezza
La rimozione del nocciolo prima dell'estrazione dell'olio dalle olive Cerasuola aumenta significativamente la concentrazione di composti fenolici e flavonoidi, potenziando le proprietà antiossidanti dell'olio extravergine e aprendo nuove prospettive per l'industria cosmetica e alimentare
24 agosto 2026 | 15:00
L'arca olearia
Ftalati nell’olio extravergine d'oliva, arriva un nuovo metodo rapido per individuarli
Un sistema basato sulla fluorescenza riesce a distinguere sette diversi ftalati presenti nell’olio extravergine di oliva con un’accuratezza fino al 97,2%. La tecnica potrebbe diventare uno strumento di screening per controllare più rapidamente la sicurezza degli oli alimentari
24 agosto 2026 | 13:00
L'arca olearia
Limonene e cannella per proteggere l'olivo: nuovi biopesticidi naturali promettono un’olivicoltura più sostenibile
Uno studio dell’Università di Almeria analizza il comportamento ambientale di limonene e trans-cinnamaldeide, due composti naturali utilizzabili come biofitoprotettori. La ricerca evidenzia una rapida degradazione nell’ambiente acquatico e un basso rischio di accumulo, aprendo nuove prospettive per ridurre l’impiego di pesticidi sintetici anche negli oliveti
22 agosto 2026 | 09:00