L'arca olearia

Un confronto tra le caratteristiche qualitative e salutistiche degli oli extravergini di oliva del Lazio

Un confronto tra le caratteristiche qualitative e salutistiche degli oli extravergini di oliva del Lazio

Un confronto tra gli oli della Dop Sabina e quelli della Dop Tuscia. Uno dei modi principali per caratterizzare e autenticare gli oli a denominazione di origine è attraverso la loro composizione volatile

15 aprile 2025 | 18:00 | T N

Nella categoria dell’olio d’oliva, l’Italia ha il record delle denominazioni di origine e indicazione geografiche d'origine in Europa.

Nel Lazio, la Sabina DOP è stata una delle prime denominazioni di origine per l’olio extravergine di oliva (EVOO) ad essere iscritta in Italia ed è in vigore dal 1996. L’area di produzione si trova nel Lazio e comprende 32 comuni della provincia di Rieti e 14 in provincia di Roma. Secondo il disciplinare di produzione, almeno il 75% del EVOO protetto è ottenuto dal frutto degli ulivi (Olea europaea L.) delle seguenti cultivar: Carboncella, Leccino, Raja, Pendolino, Frantoio, Moraiolo, Olivastrone, Salviana, Olivago, Rosciola. 

La Tuscia DOP EVOO, riconosciuta nel 2005, è prodotta anche nel Lazio. Nello specifico, l’area di produzione e trasformazione comprende 51 comuni della provincia di Viterbo. Le Tuscia DOP EVOO devono essere prodotte a partire da olive delle cultivar Frantoio, Caninesi e Leccino, di cui almeno il 90% deve essere presente, da solo o combinate. Una percentuale massima del 10% delle altre varietà può essere presente negli oliveti.

A causa del forte legame con il territorio a cui appartiene, ogni olio DOP ha componenti chimici unici e proprietà sensoriali Uno dei modi principali per caratterizzare e autenticare EVOO è attraverso la sua composizione volatile. Ciò vale in particolare per i prodotti a denominazione di origine protetta. L'influenza dell'ambiente e della cultivar sulla composizione chimica, le proprietà sensoriali e salutistiche degli EVOO è stata evidenziata in diversi articoli. L’effetto combinato di diverse cultivar e ambienti della stessa regione sui componenti volatili, la capacità antiossidante e le proprietà sensoriali degli oli DOP è stato poco studiato. Un recente rapporto del nostro gruppo di ricerca sui profili antiossidanti e l'analisi sensoriale degli olivi di diverse qualità ha rilevato differenze significative tra le diverse categorie di oli d'oliva.

Le caratteristiche sensoriali, l’attività antiossidante, gli acidi grassi e i composti volatili degli oli extravergine di oliva (EVOO) delle due diverse deniminazioni di origine protette (DOP) laziali sono stati analizzati per identificare eventuali differenze che potrebbero essere utili per caratterizzarli.

I profili sensoriali dei campioni di Sabina DOP sono stati caratterizzati da una media intensità per gli attributi positivi di fruttato (da 3,0 a 5,0), amaro (da 2,8 a 4.0) e pungente (da 3,0 a 5,0). Vale la pena sottolineare che i risultati confermano la presenza di una tipica nota di pomodoro in tutte le EVOO Sabina DOP analizzate.

Invece, con intensità che vanno da 3,5 a 4,5, la nota di carciofo è presente in tutti i campioni di Tuscia DOP.

Tra i composti volatili, (E)-2-hexenal è stato il più abbondante, con grande variabilità negli oli Sabina DOP (dal 5,3% al 72,6%) e percentuali più elevate nella DOP della Tuscia (dal 55,0% all'80,6%).

E' molto utile sia per gli agricoltori che per i produttori avere una migliore conoscenza dei parametri territoriali che influenzano le caratteristiche qualitative degli oli extravergine di oliva legati alla denominazione di origine.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

La lebbra dell'olivo: conoscerla per difendere la resa e la qualità dell'olio

La lebbra colpisce i frutti in maturazione, provocandone la caduta o la mummificazione, con perdite di produzione che possono arrivare alla totalità del raccolto e con un degrado sensibile della qualità dell'olio. La difesa efficace richiede un approccio olistico

26 ottobre 2026 | 16:00

L'arca olearia

Gli olivicoltori devono imparare a monetizzare la riduzione dei pesticidi

Una ricerca su oltre 5.000 consumatori in cinque Paesi UE dimostra che il 73% è disposto a pagare un premio medio del 24% per un olio extravergine prodotto con il 40% in meno di pesticidi. Ecco cosa dicono i dati e cosa possono fare concretamente le aziende olivicole

26 ottobre 2026 | 14:00

L'arca olearia

Ecco perchè l'olio d'oliva italiano perde terreno: specializzazione alta ma competitività in fuga

Mentre Portogallo e Cile corrono grazie a impianti superintensivi e strategie export aggressive, l'Italia registra il peggior contributo competitivo del campione. La Tunisia è la più specializzata ma la più fragile, la Spagna resta grande ma stagnante. Per il Belpaese la sfida si gioca su qualità, tracciabilità e rilancio del valore, non sui volumi

26 ottobre 2026 | 13:00

L'arca olearia

Dagli olivi di San Lorenzo Maggiore arriva la prima "carta d'identità" chimica e spettroscopica dell'olio

Uno studio dell'Università della Campania Luigi Vanvitelli ha analizzato 45 oli di piccoli produttori della Valle Telesina: la maggior parte rientra nei limiti individuali di acidità e perossidi, quattro campioni li superano. L'ATR-FTIR si conferma strumento rapido di fingerprinting

25 ottobre 2026 | 11:00

L'arca olearia

HACCP nelle olive da tavola: ecco due metodi di valutazione del rischio

Una ricerca condotta su un impianto industriale di Siviglia mette a confronto la matrice 4×4 e l'analisi FMEA applicate alla produzione delle olive verdi alla spagnola e delle olive nere alla californiana: entrambi gli strumenti individuano gli stessi pericoli significativi, ma con sensibilità diverse

25 ottobre 2026 | 09:00

L'arca olearia

Ecco come si distinguono le varietà di olivo: la morfo-anatomia fogliare come strumento per scegliere le cultivar

Differenze significative tra le varietà di olivo per area fogliare (339-872 mm²), spessore della lamina (331-489 µm), densità dei tricomi (71-206 per mm²) e rapporti tra tessuti fotosintetici e di conduzione. Emergono due strategie funzionali distinte, una "acquisitiva" e una "conservativa"

24 ottobre 2026 | 11:00