L'arca olearia
Un'analisi della concentrazione oraria di polline per spiegare l'allegagione dell'olivo
La maggior parte della ricerca si è concentrata sulle variazioni giornaliere del polline dell'olivo ma sono così scarsi quelli dedicati ai modelli intradiurni. Differenze di vento che causano differenze tra i modelli giornalieri pre e post-picco pollinico
30 gennaio 2025 | 15:00 | R. T.
L’interesse per il comportamento aerobiologico del polline d'olivo è sempre stato elevato per la sua allergenicità ma anche per la produzione di olive.
Tuttavia, la maggior parte della ricerca si è concentrata sulle variazioni giornaliere del polline, o tendenze floreali di fenologia, ma sono così scarsi quelli dedicati ai modelli intradiurni.
La ricerca sul comportamento quotidiano indica che la dinamica del polline d'olivo è associata a vari fattori, tra cui la posizione di origine e le condizioni meteorologiche. Inoltre, questa influenza può essere positiva o negativa sulle concentrazioni di polline in caso di essere trattata come un’intera stagione o segmentata nelle stagioni pre e post-picco pollinico.
L'analisi pre-picco consente l'identificazione delle tendenze nel rilascio del polline, fornendo dati critici per prevedere l'inizio della stagione del polline di picco e consentendo avvisi di salute pubblica tempestivi. D'altra parte, l'analisi post-picco è essenziale per valutare la durata e il declino delle concentrazioni di polline.
L'analisi di entrambi i periodi aiuta anche nella valutazione delle tendenze a lungo termine e gli effetti delle variazioni climatiche sui tempi dei pollini.
Tuttavia, non sono ancora state condotte un'analisi approfondita e completa delle caratteristiche del polline intradiurne e dei fattori meteorologici che li influenzano. Tale conoscenza è vitale per affinare le pratiche agronomiche e aiutare i malati di allergie a ridurre al minimo l'esposizione agli allergeni. Pertanto, è essenziale uno studio approfondito dei cambiamenti orari dei pollini d'ulivo, dei modelli intradiurnali e delle dinamiche di trasporto.
Alcune regioni olivicole, come l'Andalusia o la Puglia, presentano un'alta densità di questa coltura, raggiungendo concentrazioni giornaliere di polline d'oliva nell'aria fino a 6.000 polline / m3.

L'Università di Cordoba ha caratterizzato i principali modelli intradiurni, identificando potenziali aree di origine del polline e l'influenza delle dinamiche del vento sui dati del polline di olivo a Cordoba.
I risultati rivelano la presenza di diversi picchi di polline nelle varie ore del giorno, a seconda della fase della stagione dei pollini (pre e post-picco) e delle dinamiche del vento.
Tuttavia, quello principale viene rilevato a mezzogiorno durante la stagione pre-picco, con picchi secondari di notte, mattina e tardo pomeriggio. Un esame approfondito delle dinamiche del vento ha evidenziato l'influenza significativa di fonti lontane e locali sui picchi di polline orari e quindi sui modelli intradiurologici.
L'analisi del modello intradiurno associato a diversi modelli di massa d'aria ha dimostrato una notevole variabilità nel verificarsi di concentrazioni di picco e quindi nel contributo delle fonti.
La caratterizzazione dei venti superficiali conferma le differenze sostanziali nelle dinamiche dei processi di trasporto atmosferico che influenzano i modelli intradiurni primari del polline d’ulivo in questa regione.
Bibliografia
M.A. Hernández-Ceballos, R. López-Orozco, P. Ruiz, C. Galán, H. García-Mozo, Exploring the influence of meteorological conditions on the variability of olive pollen intradiurnal patterns: Differences between pre- and post-peak periods, Science of The Total Environment, Volume 956, 2024, 177231, ISSN 0048-9697
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Oli monovarietali italiani: dalla chimica ai cluster sensoriali, un nuovo modello per riconoscere e valorizzare le cultivar
Ecco un approccio "olistico" che integra analisi sensoriale, composti fenolici, volatili e terpeni per distinguere gli oli monovarietali italiani. I risultati dello studio mostrano che nessun modello riesce a identificare la singola cultivar, ma è possibile raggruppare le cultivar in tre cluster sensoriali stabili
09 ottobre 2026 | 15:00
L'arca olearia
La mosca dell’olivo non vive solo nell’oliveto, si trova anche nei boschi
Monitorata la presenza di Bactrocera oleae lungo un gradiente uliveto-bosco: catture fino a 100 metri tra i pini, sporadiche a 300. Il microclima del bosco, più fresco dell’uliveto, sembra favorire la presenza del fitofago. Un’ipotesi di lavoro che apre scenari nuovi per la difesa integrata in un clima che cambia
09 ottobre 2026 | 14:00
L'arca olearia
Oliveto superintensivo: nessuna cultivar è perfetta, la scelta dipende dalla strategia aziendale
Uno studio decennale condotto in Spagna su sei varietà mette in luce come composizione dell'olio e stabilità ossidativa siano guidate dal genotipo, ma fortemente modulate dall'andamento climatico annuale. Per gli olivicoltori la lezione è chiara: servono prove di lungo periodo prima di decidere cosa piantare
09 ottobre 2026 | 13:00
L'arca olearia
Meteo, acqua e aroma dell’olio: come temperatura e piogge orientano il profilo volatile delle olive
La componente aromatica dell’olio extravergine non nasce soltanto in frantoio. Temperatura, disponibilità idrica, piogge durante la maturazione, stato di idratazione della drupa, cultivar e grado di maturazione condizionano il metabolismo che porta alla formazione di aldeidi, alcoli ed esteri responsabili delle note verdi, erbacee e fruttate
09 ottobre 2026 | 12:00
L'arca olearia
Documento di trasporto elettronico per l'olio d'oliva italiano, per decreto arriva il DAO
Il Documento di Accompagnamento Elettronico Olivicolo integra il SIAN e il Registro Telematico dell’Olio per rafforzare la tracciabilità delle movimentazioni di olive e olio. Tra le novità, la riduzione da sei a tre giorni dei termini di registrazione e un maggiore coinvolgimento degli olivicoltori nei controlli digitali
09 ottobre 2026 | 10:40
L'arca olearia
Crisi olivicola, Confagricoltura Corato/Bari BAT parteciperà alla manifestazione di lunedì 12 ottobre a Bari
Dopo il grido d’allarme sulla crisi strutturale del comparto, l’associazione invita olivicoltori, frantoiani, cooperative e agricoltori a sostenere le ragioni della protesta. “Da tempo sollecitiamo le istituzioni con proposte tecniche concrete, ma senza risposte. Ora serve una risposta unitaria: il tempo degli interventi spot è finito”
08 ottobre 2026 | 15:20