L'arca olearia
I danni da cicale su olivo: dalle ovideposizioni alla morte di giovani rametti
Sebbene le cicale siano state tradizionalmente considerate parassiti di poca o nessuna importanza, negli ultimi decenni, un aumento dei danni si sta registrando su olivo. Determinante la gestione del suolo
16 ottobre 2024 | 14:30 | R. T.
Le cicale sono per lo più insetti tropicali o subtropicali, ma molte specie abitano anche regioni temperate. Alcuni sono parassiti minori di varie colture, come la canna da zucchero, il riso, il caffè, gli alberi da frutto, o influenzano la vitalità degli alberi e la loro normale crescita incrementale radiale mediante alimentazione ninfale o danneggiando i rami durante l'oviposizione. Le colture si perdono quando le femmine si spezzano in punti indeboliti, che possono rompersi e cadere sotto il carico del raccolto, o a causa di forti venti.
Negli oliveti, le cicale sono frequenti nelle colture in Francia, nell'Africa nord-occidentale, in Italia, in Portogallo, Grecia, Tunisia e Spagna. In ogni caso, sono state classificate come parassiti di importanza localizzata e intermittente. Nella regione mediterranea, ci sono Cicada barbara (Stàl) e C. orni L., che sono due specie strettamente simili.
Dalla fine del decennio 2000-2010, un aumento delle popolazioni di cicadi si sta registrando negli oliveti mediterranei, così come nella gravità delle lesioni causate.
I danni da cicale su olivo: dalle ovideposizioni alla morte di giovani rametti


Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Analisi critica del consumo di olio extravergine di oliva: tra comunitario e 100% italiano
Cosa acquistano sugli scaffali dei supermercati gli italiani? Non è sufficiente solo il dato assoluto ma capire i comportamenti di consumo nelle varie aree Nielsen, differenziando tra olio comunitario e 100% italiano
01 maggio 2026 | 16:00 | Alberto Grimelli
L'arca olearia
La mosca dell'olivo in primavera: nuove strategie di controllo in condizioni di cambiamento climatico
Le dinamiche della mosca dell'olivo fuori stagione, in particolare tra inverno e primavera, siano determinanti per la crescita delle popolazioni. Ecco i meccanismi ecologici e fisiologici che regolano tali fasi e i nuovi approcci di gestione sostenibile alla luce dei cambiamenti climatici
01 maggio 2026 | 15:00
L'arca olearia
Valorizzazione della sansa di oliva come ammendante organico: implicazioni agronomiche e ambientali in oliveto
L’impiego della sansa fresca di oliva come ammendante organico rappresenta una strategia promettente per migliorare la fertilità dei suoli e ridurre l’impatto ambientale della filiera olearia. Gli effetti sulla chimica del suolo, sulla nutrizione minerale e sulla qualità del frutto
01 maggio 2026 | 14:00
L'arca olearia
Potatura da reddito dell'olivo: dimenticare le tradizioni
Presentati i primi oli degli OLIveti Certificati dalla Scuola, sostenibili, che esaltano non soltanto caratteristiche delle varietà autoctone ma che rispettano al massimo territorio, albero, uomo e ovviamente sana alimentazione. Forbici d'Oro è più di un concorso
01 maggio 2026 | 13:30 | Antonino Filippo Nobile
L'arca olearia
Machine learning e metabolomica per l’autenticazione geografica dell’olio extravergine d'oliva
L’integrazione tra spettroscopia NMR, gascromatografia-spettrometria di massa, analisi fenolica e algoritmi di machine learning apre nuove prospettive per la tracciabilità dell’olio extravergine di oliva. L’intelligenza artificiale può distinguere l’origine geografica e varietale degli oli
01 maggio 2026 | 13:00
L'arca olearia
Alternanza produttiva dell’olivo: effetti su nutrizione minerale e fotosintesi
Esistono variazioni significative nell’assorbimento di azoto, fosforo, potassio e calcio tra annate di carica e scarica dell'olivo, indicando nuove strategie di fertirrigazione per contenere l'alternanza e stabilizzare rese e qualità
01 maggio 2026 | 11:00