L'arca olearia

Mosca dell’olivo pericolosa anche a 35 gradi, ad alcune condizioni

Mosca dell’olivo pericolosa anche a 35 gradi, ad alcune condizioni

Le alte temperature tengono a bada la mosca dell’olivo ma in alcune condizioni la mortalità dell’ovideposizione può scendere al 50% anche a 35 gradi di temperatura massima. Le condizioni a cui prestare attenzione

08 agosto 2024 | R. T.

E’ opinione comune che, con temperature superiori ai 32-35 gradi, la mosca dell’olivo non sia attiva e quindi non ovideponga. Attenzione, questo non significa che l’insetto muoia, ma solo che la produzione di uova viene inibita o fortemente rallentata, con la conseguenza che si avranno poche punture e ancor meno punture fertili.

La mosca dell’olivo adulta è nota resistere anche a temperature superiori ai 40 gradi, in presenza di acqua, quindi la popolazione rimane inalterata durante le ondate di caldo, solo inattiva.

Vi sono però delle condizioni in cui, anche con temperature massime di 35 gradi, non si può dormire sugli allori, rimandando il monitoraggio, in particolare i campionamenti sulle olive e quindi il rilevamento dell’infestazione attiva.

In caso di alte temperature, infatti, la mobilità degli adulti è limitata e le trappole di monitoraggio non sempre rilevano una situazione di pericolo che può esistere, in determinate condizioni.

E’ il caso di forti escursioni di temperatura notte-giorno, del tipo 18-20 gradi di minima e 32-35 gradi di massima.

In questo caso, come suggerisce l’esperienza in campo, ma anche uno studio californiano, vi può essere un ritardo nella maturazione delle uova e una minore produzione di uova mature rispetto a temperature più miti, ma questo non significa l’inibizione completa.

La maturazione delle uova è possibile al regime di temperatura 18-35 gradi (rispettivamente minima e massima) quando alle femmine sono stati forniti acqua e cibo e la deposizione delle uova è avvenuta durante la fase fredda del ciclo termico, quindi durante la notte.

L’esperienza in campo, infatti, suggerisce che la massima mobilità degli adulti si ha all’alba e, in un lasso di tempo di poche ore, vi può essere un’attiva ovideposizione. L'accesso alle olive e l'ovodeposizione stessa favoriscono ulteriormente la maturazione delle uova, in un circolo visioso.

Ma con che percentuale di successo?

Con l'esposizione al regime di temperatura di 18-35°C, il 50% delle uova muore prima di schiudersi e la restante parte è comunque in gran parte compromessa, a meno che l’oliva non sia posta in condizioni tendenzialmente ombreggiate e/o sia ben imbibita di acqua. In questi ultimi casi, infatti, la temperatura “percepita” all’interno del frutto potrebbe portare alla sopravvivenza e allo sviluppo di parte delle uova.

In oliveti irrigui e/o ombreggiati, e in aree con forti escursioni termiche, è consigliabile continuare i monitoraggi anche in presenza di temperature massime di 35 gradi poiché non è affatto impossibile, nel volgere di 10-15 giorni, trovare infestazioni attive cumulate del 8-15% anche in condizioni apparentemente proibitive.

Anche infestazioni attive del 5-8%, in questa fase, potrebbero essere deleterie laddove il carico di frutti per albero è basso, poiché sono un incubatore di nuova popolazione e attacchi successivi che, già dalla seconda generazione (settembre-ottobre), potrebbero riguardare il 100% della produzione.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Il vero problema dell’olio italiano è il prezzo a scaffale dell’extravergine di oliva comunitario

Oggi nessun vero olio extravergine di oliva potrebbe essere venduto a scaffale a meno di 5,99 euro al litro in offerta. Ma impazzano i 3,99-4,99 euro/litro e così si comprimono le vendite di olio nazionale. E sull'olio italiano i buyer chiedono sconti indecenti. Ecco chi svilisce l'immagine dell'extravergine nazionale

26 giugno 2026 | 16:00 | Alberto Grimelli

L'arca olearia

L'influenza della gestione del suolo sull'olivo, ecco i vantaggi dell'olivicoltura conservativa

Uno studio triennale condotto in Sicilia ha confrontato gli effetti della lavorazione tradizionale e della non lavorazione del suolo su due cultivar autoctone di olivo, rivelando interessanti differenze varietali e confermando i benefici delle pratiche agronomiche conservative per la gestione idrica e la crescita delle giovani piante

26 giugno 2026 | 15:00

L'arca olearia

Imparare a gestire il caldo: l'impatto su olivo, olio di oliva e la resistenza delle varietà

Uno studio triennale nel cuore del Mediterraneo rivela come il caldo estremo e l'irrigazione con acque marginali influenzino la qualità dell'olio, aprendo nuove prospettive per la sostenibilità dell'olivicoltura italiana

26 giugno 2026 | 14:00

L'arca olearia

Ecco come gli oliveti superintensivi impattano sull'erosione del suolo in ambienti aridi

I nuovi impianti super-intensivi di olivo stanno rivoluzionando il panorama olivicolo italiano, ma quale impatto hanno sul territorio? Uno studio condotto in Sicilia occidentale quantifica per la prima volta l’erosione del suolo in questi sistemi, rivelando dati allarmanti per i terreni in pendenza

26 giugno 2026 | 13:00

L'arca olearia

Effetti sinergici di estratti di alghe, azoto e boro su produttività dell'olivo, stato nutrizionale e qualità dell’olio

L’integrazione con l’estratto di alghe, specialmente in combinazione con la coppia azoto-boro, migliora significativamente la resa produttiva, il contenuto in olio e la precocità di maturazione dei frutti, oltre a influenzare positivamente il profilo minerale delle foglie e la composizione acidica dell’olio, senza penalizzare il tenore in fenoli totali

26 giugno 2026 | 10:00

L'arca olearia

Residui di pesticidi nell’olio d’oliva, si riaccende l’attenzione sulla sicurezza della filiera

Una ricerca pubblicata su European Food Research and Technology ha analizzato la presenza di residui fitosanitari in oli d’oliva. I risultati mostrano una situazione generalmente conforme ai limiti europei, ma evidenziano anche criticità significative, tra cui il superamento del limite massimo per l’azoxystrobin e la presenza di phosmet, principio attivo vietato nell’Unione Europea dal 2022

25 giugno 2026 | 12:00