L'arca olearia

La resistenza allo stress idrico delle varietà di olivo mondiali

La resistenza allo stress idrico delle varietà di olivo mondiali

Ecco la resistenza allo stress idrico di alcune importante varietà di olivo, compresa l’italiana Frantoio, ma soprattutto comprendendo le cultivar più diffuse negli impianti superintensivi

26 luglio 2024 | R. T.

L'olivo (Olea europaea L.) è stato storicamente considerato un albero dotato di grande rusticità e resistenza alle condizioni avverse. Tuttavia, i grandi cambiamenti climatici come i forti aumenti delle temperature, i prolungati periodi di di siccità combinati con piogge puntuali irregolari e abbondanti, producono danni alle colture e alterazioni nella crescita e nello sviluppo degli oliveti.

La fase più colpita nell'oliveto è la fioritura, che è molto sensibile alla temperatura, e attualmente si sta verificando prima del solito nei mesi primaverili. Di conseguenza, anche la fase di sviluppo e maturazione dei frutti avviene prima, prima della fine dell'estate.

Le temperature elevate degli ultimi anni nei mesi primaverili causano la caduta dei fiori, con conseguenti coltivazioni meno produttive, con frutti di scarsa qualità e basse rese.

Uno studio spagnolo ha valutato la resistenza allo stress idrico di alcune importante varietà di olivo, compreso l’italiana Frantoio, ma soprattutto comprendendo le cultivar più diffuse negli impianti superintensivi.

Ecco allora le 14 varietà di olivo prese in considerazione nello studio: Arbequina, Arbosana, Chemlali, Cornicabra, Cornezuelo de Jaén, Empeltre, Frantoio, Hojiblanca, Koroneiki, Manzanilla de Sevilla, Martina, Picual, Sikitita1 e Sikitita2. Tutte sono certificate dalla Banca Mondiale del Germoplasma Olivicolo di Córdoba (Spagna).

Sono state sottoposte a deficit idrico totale per un minimo di 14 giorni e un massimo di 42 giorni. Sono stati raccolti dati come il contenuto di clorofilla, l'umidità del suolo e l'area fogliare specifica. Sono stati analizzati anche i parametri fotosintetici misurati alla rispettiva irradianza di saturazione di ciascuna cultivar: tasso di assimilazione, traspirazione, conduttanza stomatica, efficienza fotosintetica, quenching fotochimico e non fotochimico, densità di flusso fotonico, rapporto di trasferimento degli elettroni, uso efficiente dell'acqua e quantità di prolina e malondialdeide come indicatori di stress ossidativo.

Oltre al controllo, sono state analizzate due diverse condizioni sperimentali: siccità moderata, dopo 14 giorni di assenza di irrigazione, e siccità grave, dopo 28-42 giorni di assenza totale di acqua, a seconda della tolleranza di ciascuna cultivar.

Interessante notare che le cultivar con l'uso più efficiente dell'acqua non erano le più tolleranti. Potrebbero esserci adattamenti a livello cellulare o molecolare nelle cultivar più sensibili, in modo da utilizzare l'acqua rimanente nelle cellule in modo più efficiente, proteggendo così l'apparato fotosintetico ed evitando danni irreparabili.

Le 14 cultivar studiate sono state suddivise in quattro gruppi in base alla loro tolleranza alla siccità: (1) tolleranti, le più resistenti alla mancanza d'acqua, che, dopo 42 giorni senza irrigazione, sono state poco colpite e, in alcuni casi, in perfette condizioni; (2) moderatamente tolleranti, che, nonostante la loro resistenza, in alcune delle analisi effettuate, sembravano analisi effettuate, sembravano avere una certa sensibilità alla mancanza d'acqua. (3) moderatamente sensibili, che hanno resistito tra le 5 e le 6 settimane senza irrigazione, senza raggiungere l'ultimo giorno dell'esperimento e hanno mostrato chiari segni di appassimento e (4) sensibile, che ha resistito meno di 4-5 settimane senza irrigazione.

Koroneiki è una cultivar sensibile alla siccità, Chemlali è tollerante alla siccità.

Tra le varietà di olivo negli impianti superintensivi, l’Arbequina e la Koroneiki, quindi, sono le meno adatte a zone molto aride, per via della loro scarsa tolleranza alla siccità e andrebbero loro preferite l’Arbosana e la Sikitita che sono tolleranti.

Bibliografia

Rico, Elena Illana, et al. "Physiological and biochemical study of the drought tolerance of 14 main olive cultivars in the Mediterranean basin." Photosynthesis Research 159.1 (2024): 1-16

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Impollinazione e sviluppo dell’embrione nell’olivo: un viaggio nel cuore del frutto per migliorare le scelte in campo

Passo dopo passo il percorso dei tubetti pollinici e lo sviluppo dell’embrione dalla fioritura dell'olivo. L’impollinazione incrociata è efficace. Per l’olivicoltore italiano, questi dati offrono spunti concreti per progettare impianti misti, programmare interventi agronomici e ridurre il rischio di allegagione anomala

29 maggio 2026 | 16:00

L'arca olearia

Olivo e cambiamento climatico: come il caldo modifica crescita del frutto e accumulo di olio

Non sdolo più siccità, altri fattori meteo-climatici influenzano sensibilmente l'olivo da qui in avanti. Temperature elevate, maturazione anticipata e minore resa in olio: cosa emerge dai nuovi studi sugli oliveti lungo gradienti climatici

29 maggio 2026 | 16:00

L'arca olearia

L’olivo tra siccità e aumento della CO₂: strategie di sopravvivenza nel Mediterraneo che cambia

L’aumento dell’anidride carbonica atmosferica può compensare gli effetti negativi della siccità sull’olivo selvatico? Un recente studio rivela risposte sorprendentemente variabili, con implicazioni importanti di una delle specie più iconiche del Mediterraneo

29 maggio 2026 | 14:00

L'arca olearia

Determinazione assoluta dei fenoli nell’olio extravergine d’oliva per il riconoscimento del Health Claim UE

Il Regolamento Europeo 432/2012 riconosce un claim salutistico specifico per l’olio d’oliva, basato sul contenuto minimo di 250 mg/kg di composti fenolici derivati dall’idrossitirosolo e dal tirosolo. Il metodo Folin-Ciocalteu sottostima sistematicamente il contenuto fenolico

29 maggio 2026 | 13:00

L'arca olearia

Paclobutrazolo e alte temperature: una strategia per salvaguardare l’allegagione dell’olivo

Il paclobutrazolo, composto presente in diversi biostimolanti, può attenuare gli effetti negativi dello stress termico durante fioritura e post-fioritura, migliorando sensibilmente l’allegagione in condizioni climatiche critiche

28 maggio 2026 | 13:00

L'arca olearia

Oliveti resilienti al clima: compost, biochar e funghi benefici per rigenerare i suoli mediterranei

Uno studio condotto in Andalusia su oltre 3.000 olivi certificati dimostra il potenziale degli ammendanti organici e dei consorzi fungini nel migliorare la fertilità e la capacità di adattamento degli oliveti in asciutto, anche se gli eventi climatici estremi mettono in evidenza nuove criticità varietali

28 maggio 2026 | 09:00