L'arca olearia

L’effetto dei colpi di calore sull’olivo e sulle olive

L’effetto dei colpi di calore sull’olivo e sulle olive

Colpi di calore, con temperature a 35 gradi e più, possono disturbare la fisiologia dell’olivo e causare una precoce cascola dei frutticini. I sintomi da non sottovalutare sulla pianta e sulle olive

18 giugno 2024 | R. T.

Sono in arrivo le prime ondate di calore africano in Italia, in particolare al centro e al sud, le regioni olivicole per eccellenza.

Temperature sopra i 35 gradi, come quelle previste per alcune aree olivicole, possono disturbare la fisiologica dell’olivo in una fase delicata, quella della divisione cellulare all’interno dei frutticini. Si tratta di una fase fisiologica con alto dispendio di risorse, al pari della fioritura e allegagione, che richiede che l’olivo sia nelle migliori condizioni idriche e nutritive.

In caso di colpi di calore improvvisi, l’olivo può andare in stress. Tanto più il colpo di calore è improvviso, quindi le temperature precedenti erano miti, tanto più la mancata acclimatazione può accentuare alcuni sintomi.

Spesso i primi organi che manifestano la sofferenza sono i germogli, che perdono turgore (tendono ad afflosciarsi), quindi le foglie che tendono a incurvarsi e, nei casi più gravi di insolazione, si verificano scolorimenti o imbruniture più o meno localizzate. Le bruciature fogliari, caratterizzate da necrosi e disseccamento delle punte e degli altri margini delle foglie possono solitamente in caso di clima caldo, secco e ventoso. Si tratta di una condizione fisiologica in cui le foglie perdono acqua più rapidamente di quanto le radici siano in grado di fornirla. La sintomatologia è aggravata dalla compattazione del terreno, da carenze di nutrienti, terreni poveri o spazio limitato per la crescita delle radici.

Nei casi più gravi i colpi di calore, generalmente con temperature superiori ai 40 gradi, si nota un deperimento dell’olivo nel suo complesso.

L'effetto del colpo di calore sull'oliva nella fase di crescita

Sui frutticini in crescita la sintomatologia più frequente è il disseccamento apicale. L’oliva è ancora troppo piccola per notare perdite di turgore e raggrinzimento. Molto più frequente che si noti un lieve disseccamento sull’apice dell’oliva, ovvero al lato opposto del peduncolo. Tale sintomatologia è indice di uno stress irreversibile, provocando il rapido disseccamento dell’intero frutticino e la sua cascola.

Tipicamente la fase di rapida divisione cellulare nell’oliva inizia a poche settimane dall’allegagione e prosegue fino all’indurimento del nocciolo che si verifica dalla metà alla fine di luglio, a seconda dell’area olivicola. In questa fase la stessa oliva è fotosinteticamente attiva. L’oliva non è autotrofa, ovvero per la sua crescita necessita, anche in questo periodo, dell’apporto di assimilati, in termini assoluti infatti si può affermare che la fotosintesi del frutticino corrisponde alla metà di quella di una foglia (complessivamente la fotosintesi del frutto contribuisce al suo accrescimento per un 8%). Essendo fotosintenticamente attiva l’oliva ha un fabbisogno idrico molto elevato che aumenta con l’aumentare della temperatura e la riduzione dell’umidità relativa dell’aria.

Non bisogna confondere il disseccamento con la scottatura dell’epidermide (buccia) delle olive che è un disturbo fisiologico associato a gravi danni ai tessuti verdi superficiali causati dall'esposizione dei frutti alla luce solare intensa. La scottatura/insolazione è la decolorazione della buccia delle olive causata dall'esposizione dei frutti alla luce solare intensa. La decolorazione di solito non si estende in profondità nella polpa, al contrario di quanto avviene per il disseccamento apicale. Il fenomeno può essere aggravato dalla defogliazione degli alberi dovuta a insetti o malattie. Lo stress idrico può aumentare l'incidenza e la gravità delle scottature solari.

Nei casi più gravi si ha la comparsa della “ruggine” che si verifica quando le cellule più esterne (epiteliali) del frutto sono danneggiate e si formano cellule callose, producendo una lesione simile alla ticchiolatura. Livelli di umidità elevati o frutti continuamente bagnati e le temperature elevate durante la fase di sviluppo del frutto, sono comunemente associati alla comparsa della ruggine. La rugginosità può essere associata anche a forti venti, quando i frutti immaturi sfregano contro altri frutti, foglie o steli.

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