L'arca olearia

Il nocciolino d'oliva per l'isolamento termico dei mattoni

Il nocciolino d'oliva per l'isolamento termico dei mattoni

Sostenibilità energetica, sociale ed economica nell'uso del nocciolino d'oliva per l'insolamento termico degli edifici, attraverso l'uso di mattoni di malta perforati contenenti il sottoprodotto

18 giugno 2024 | R. T.

L'incorporazione dei nocciolini di oliva in mattoni di malta GERO (perforati) migliora le proprietà come isolamento termico e rivaluta questo sottoprodotto dell'industria olearia.

Alejandro San Vicente Navarro ha dimostrato la sua sostenibilità energetica, economica e sociale, nonché la sua sostenibilità ambientale, nella tesi con cui ha ottenuto il dottorato in Ingegneria Meccanica presso l’Università di La Rioja.

La frangitura delle olive per produrre olio genera frantumi di nocciolo di oliva, un sottoprodotto che viene utilizzato come combustibile nelle caldaie a biomassa.

"I mattoni con i noccioli d'oliva perdono una certa resistenza meccanica, ma aumentano la loro capacità di isolamento termico, riducendo al minimo la trasmissione del calore", spiega Alejandro San Vicente. Cerca un equilibrio che li renda ottimali per la costruzione di nuovi edifici in Spagna.

I mattoni testati contengono tra il 5% e il 30% del nocciolo d'oliva, ma i migliori risultati sono stati ottenuti con percentuali dal 5% al 15%.

I mattoni così fabbricati aumentano la loro capacità isolante, che ridurrà il consumo di riscaldamento e condizionamento delle case che vengono costruite con loro.

Pertanto, sebbene il costo iniziale sia più alto, si stima che entro 11-40 anni (a seconda della percentuale di nocciolo di oliva incorporato) l'investimento iniziale è ammortizzato con il risparmio nelle bollette dell'approvvigionamento energetico.

Oltre alla sua redditività tecnica ed economica, l’analisi del ciclo di vita dimostra la riduzione delle emissioni di CO2 a lungo termine nelle case costruite con questo tipo di mattone, in particolare quelle che utilizzano fonti di energia dipendenti dall’elettricità (riscaldamento elettrico, aria condizionata, ecc.).

L'uso e il riciclaggio di questi sottoprodotti dell'industria olivicola contribuiscono a raggiungere gli obiettivi dell'economia circolare, riducendo l'impatto negativo dell'attività umana sull'ambiente.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

L’Italia ha prodotto 30 mila tonnellate di olio extravergine di oliva a ottobre. Resa media al 12,59%

Al 27 ottobre sono state molite 253 mila tonnellate di olive e prodotte 31.845 tonnellate di olio in questa campagna olearia. A rilento la produzione in tutto il sud che ha prodotto 11 mila tonnellate. Regina della raccolta anticipata è la Toscana con oltre 6 mila tonnellate prodotte

28 ottobre 2026 | 13:00

L'arca olearia

Quanto costa la raccolta con abbacchiatori al fisico dei raccoglitori di olive?

Uno studio pilota italiano pubblicato su Applied Sciences ha misurato gli effetti acuti di soli 15 minuti di lavoro con un abbacchiatore elettrico. Risultato: aumento significativo di tono e rigidità nei muscoli del braccio dominante, asimmetrie marcate tra i due lati del corpo

27 ottobre 2026 | 13:00

L'arca olearia

La lebbra dell'olivo: conoscerla per difendere la resa e la qualità dell'olio

La lebbra colpisce i frutti in maturazione, provocandone la caduta o la mummificazione, con perdite di produzione che possono arrivare alla totalità del raccolto e con un degrado sensibile della qualità dell'olio. La difesa efficace richiede un approccio olistico

26 ottobre 2026 | 16:00

L'arca olearia

Gli olivicoltori devono imparare a monetizzare la riduzione dei pesticidi

Una ricerca su oltre 5.000 consumatori in cinque Paesi UE dimostra che il 73% è disposto a pagare un premio medio del 24% per un olio extravergine prodotto con il 40% in meno di pesticidi. Ecco cosa dicono i dati e cosa possono fare concretamente le aziende olivicole

26 ottobre 2026 | 14:00

L'arca olearia

Ecco perchè l'olio d'oliva italiano perde terreno: specializzazione alta ma competitività in fuga

Mentre Portogallo e Cile corrono grazie a impianti superintensivi e strategie export aggressive, l'Italia registra il peggior contributo competitivo del campione. La Tunisia è la più specializzata ma la più fragile, la Spagna resta grande ma stagnante. Per il Belpaese la sfida si gioca su qualità, tracciabilità e rilancio del valore, non sui volumi

26 ottobre 2026 | 13:00

L'arca olearia

Dagli olivi di San Lorenzo Maggiore arriva la prima "carta d'identità" chimica e spettroscopica dell'olio

Uno studio dell'Università della Campania Luigi Vanvitelli ha analizzato 45 oli di piccoli produttori della Valle Telesina: la maggior parte rientra nei limiti individuali di acidità e perossidi, quattro campioni li superano. L'ATR-FTIR si conferma strumento rapido di fingerprinting

25 ottobre 2026 | 11:00