L'arca olearia

L’effetto di diversi tipi di inerbimento dell’olivo sul suolo

L’effetto di diversi tipi di inerbimento dell’olivo sul suolo

Rispetto alla lavorazione del suolo, tutti gli inerbimenti dell’olivo aumentano la sostanza organica del suolo e il livello di macronutrienti, soprattutto il fosforo

02 maggio 2024 | R. T.

L'area di coltivazione dell'olivo è ampiamente estesa in terreni marginali con elevata pendenza. Pertanto, l'inclusione di colture di copertura è una soluzione sostenibile per aumentare la produttività dell'ecosistema, migliorare la fertilità del suolo e la produzione in olio.

Tuttavia, in aree aride pochi studi hanno analizzato l'effetto delle leguminose di copertura sulla produttività dell'olivo.

Ricercatori tunisini hanno valutato gli effetti a breve termine, in due stagioni consecutive, di diverse colture di copertura seminate e di pratiche di gestione del suolo sull’inerbimento e sulle caratteristiche del suolo, nonché sulle attività enzimatiche e sulla relativa diversità microbica.

L’effetto di diversi tipi di inerbimento dell’olivo sul suolo

Sono state testate sei tipologie di inerbimento: vegetazione spontanea, frumento, veccia, avena, fieno greco, miscela veccia-avena, confrontati con il controllo (3 lavorazioni periodiche/anno senza colture intercalari).

Durante la prima stagione colturale, le colture di copertura sono state tagliate come mangime per gli animali e solo i residui sono stati incorporati nel terreno.

Nel secondo anno, invece, tutta la biomassa delle colture di copertura è stata incorporata nel suolo.

I risultati indicano che la biomassa secca e l'assorbimento di carbonio sono stati significativamente più elevati nelle specie erbacee (grano e avena).

Ma il livello più alto di azoto è stato riscontrato nelle colture di copertura di fieno greco.

Rispetto al controllo, tutte le colture di copertura, compresa la vegetazione spontanea, hanno aumentato la sostanza organica del suolo e il livello di macronutrienti, soprattutto il fosforo.

L'attività maggiore di β-glucosidasi, fosfatasi e arisolfatasi è stata riscontrata nelle colture di copertura di grano e avena.

L'utilizzo delle fonti di carbonio è stato dominato da ammidi, ammine e amminoacidi nell'appezzamento di fieno greco, mentre è stato dominato da polimeri e acidi carbossilici nel caso di frumento e avena.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Un nuovo processo sottovuoto per rivoluzionare la produzione di olive da tavola

Attraverso l’utilizzo del vuoto come strumento tecnologico, si vuole ridurre i danni provocati dall’ossidazione e dalle fermentazioni incontrollate, migliorando allo stesso tempo la qualità organolettica e commerciale delle olive

09 marzo 2026 | 09:00

L'arca olearia

Serve un disciplinare e una certificazione per l'olio di oliva sostenibile

Il 74% degli italiani chiede maggiori informazioni su sostenibilità dell’olio e della filiera e otto consumatori su 10 si dichiarano più incentivati all’acquisto dopo una comunicazione incentrata sulla sostenibilità del prodotto

07 marzo 2026 | 10:00

L'arca olearia

Promozioni ai massimi e prezzi dell’olio extravergine di oliva ai minimi: l’immagine dello scaffale

I dati Nielsen certificano che il mondo dell’industria e dell’imbottigliamento dell’olio extravergine di oliva si è arreso alla logica delle rotazioni e volumi. Monini, De Cecco e Clemente dominano i volantini. La percezione dell’olio cade sempre più in basso: l’italiano si vende solo a buon prezzo

06 marzo 2026 | 17:30 | Alberto Grimelli

L'arca olearia

Ecco la squadra di potatura dell’olivo più efficace o economica

Al momento la potatura è seconda solo alla raccolta in termini di costi, poiché rappresenta generalmente circa il 20-30% dei costi annuali di coltivazione. Confrontate cinque squadre di potatura dell’olivo con strumenti diversi

06 marzo 2026 | 15:00

L'arca olearia

Quali sono le differenze chiave tra gli oli extravergini di oliva monovarietali italiani?

La caratterizzazione volatile, fenolica e terpenica e profilo sensoriale alla base delle differenze tra gli oli monovarietali italiani. Ecco la caratterizzazione sensoriale/chimica completa di 320 campioni 13 cultivar italiane

06 marzo 2026 | 14:00

L'arca olearia

Controllo biologico dell'occhio di pavone dell'olivo con Aureobasidium pullulans

Riscontrati vari gradi di inibizione della crescita fungina, con Alternaria tenuissima che si è dimostrata molto sensibile. Il test in vivo dimosra una soppressione al 100% dei sintomi dell'occhio di pavone dell'olivo, evidenziando il suo notevole potenziale come agente di biocontrollo

06 marzo 2026 | 13:00