L'arca olearia
Quando l’occhio di pavone dell’olivo può ridurre fioritura e allegagione
Le condizioni favorevoli allo sviluppo dell’occhio di pavone dell'olivo sono temperature comprese tra 15 e 20 °C e piogge persistenti. A queste temperature, la durata della bagnatura fogliare necessaria per le infezioni è minima. L’effetto su fioritura e allegagione
29 marzo 2024 | R. T.
Venturia oleaginea, l’agente patogeno dell’occhio di pavone dell’olivo, attacca principalmente le foglie dell'olivo, talvolta i peduncoli dei frutti e raramente i germogli e i frutti teneri.
I primi sintomi della malattia sono piccole macchie rotondeggianti, che possono essere tondeggianti e nere, disposte in cerchi concentrici con un centro da verde oliva a olivaceo scuro e anelli periferici con aloni bruno-rossastri, gialli o verdi. Le foglie infette cadono prematuramente e la defogliazione influisce negativamente sull'attività vegetativa e riproduttiva degli alberi.
La suscettibilità degli alberi all’occhio di pavone dipende in larga misura dalle condizioni ambientali (è favorita dall'elevata umidità dell'aria), dalla densità di piantagione, dalla cultivar e dall'età delle foglie (le foglie vecchie sono meno sensibili).
Le condizioni favorevoli allo sviluppo della malattia sono temperature comprese tra 15 e 20 °C e piogge persistenti. A queste temperature, la durata della bagnatura fogliare necessaria per le infezioni è minima. La progressione della malattia è ridotta da condizioni di caldo e siccità.
E’ noto che la potatura riduce l'umidità e l'ombreggiatura delle chiome degli olivi.
Non si conoscono relazioni chiare sugli effetti della malattia sulla fioritura, sull'allegagione e sulla produzione finale delle olive.
Quando l’occhio di pavone dell’olivo può ridurre fioritura e allegagione
La malattia dell'occhio di pavone dell'olivo è stata valutata in oliveti biologici in Palestina. In ogni oliveto sono stati scelti a caso sei alberi (tre potati e tre non potati). La gravità è stata stimata a intervalli di 20 giorni determinando la percentuale di foglie infette nelle parti superiore, media e inferiore della chioma di ciascun albero. Sono state stimate le percentuali di foglie sintomatiche e quelle con infezioni asintomatiche utilizzando il test NaOH. In primavera, la lunghezza delle infiorescenze è stata determinata appena prima della fioritura (stadio bianco). Sono state calcolate anche le proporzioni dell'allegagione su rami piccoli ed etichettati. Tra i diversi oliveti analizzati, sono state riscontrate differenze significative nel livello di infezione, legate alle condizioni climatiche.
La potatura ha ridotto la suscettibilità degli alberi alla malattia.
Le infezioni erano molto più numerose nelle parti inferiori della chioma.
L'occhio di pavone ha ridotto notevolmente la lunghezza delle infiorescenze e l'allegagione.

Le differenze nell'allegagione possono essere analizzate anche valutando le relazioni tra le proporzioni di defogliazione e l'allegagione. Anche in questo caso è stata riscontrata una correlazione lineare significativa. Ciò significa che le differenze nell'allegagione erano anche significativamente associate alla defogliazione causata dalla malattia dell'occhio di pavone. Infatti, è è possibile notare che, a seconda del livello di defogliazione, il numero di frutti può ridursi fino a un quinto (20%), quando la defogliazione raggiunge valori intorno al 50%, rispetto a quelli ottenibili in condizioni di defogliazione molto bassa. Ciò significa che l'impatto della malattia sulla produzione potenziale degli alberi potrebbe essere molto elevato.
In base agli effetti sull'allegagione, la malattia potrebbe ridurre gravemente la resa delle olive.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Raccolta delle olive meccanica vs manuale: stato attuale e futuro
La scelta tra raccolta manuale e meccanica è oggi una delle decisioni più strategiche per l’olivicoltore. Se da un lato la raccolta a mano garantisce delicatezza e selezione, dall’altro la meccanizzazione riduce i costi e accelera le operazioni. Ecco prestazioni e criticità delle due tecniche
12 ottobre 2026 | 15:00
L'arca olearia
Le rese in olio al frantoio in Italia tornano in media: 11% ai primi di ottobre. Eccezioni in Calabria e Liguria
Al 5 ottobre le olive molite a livello nazionale ammontano a 9.809 tonnellate, con una produzione di olio pari a 1.111 tonnellate e una resa media nazionale dell'11,33%. Il confronto con le rese medie storiche di ottobre evidenzia come la campagna in corso si collochi su valori generalmente in linea, o lievemente inferiori, rispetto alle annate precedenti
12 ottobre 2026 | 14:00
L'arca olearia
Giacenze di olio extravergine di oliva italiano a 82 mila tonnellate: la filiera rischia il blocco
Si confermano le previsioni di Teatro Naturale che ipotizzava scorte a 80 mila tonnellate a fine campagna olearia. E' da evitare il panico, si può prefigurare uno scenario simile al 2021. Occorre solo evitare la trappola finanziaria per frantoi e imbottigliatori
12 ottobre 2026 | 11:00 | Alberto Grimelli
L'arca olearia
Irrigare l’oliveto intensivo: benefici produttivi e costi ambientali. Cosa insegna la ricerca sul modello Arbequina
Uno studio decennale condotto su larga scala su cultivar Arbequina ha analizzato gli effetti dell’irrigazione sulle caratteristiche del frutto, sul lavoro dei frantoi e sull’impronta idrica. I risultati mostrano che l’irrigazione aumenta la resa per ettaro, ma riduce il contenuto di grasso sul peso fresco e peggiora le prestazioni ambientali legate al consumo di acqua blu
11 ottobre 2026 | 11:00
L'arca olearia
Piano straordinario per la rigenerazione olivicola della Puglia: ricerca e innovazione contro Xylella fastidiosa
Ecco lo stato dell'arte, i risultati e le conclusioni al 30 giugno 2026 degli 11 progetti di ricerca finanziati dal Ministero della sovranità alimentare contro Xylella fastidiosa, il killer degli olivi
11 ottobre 2026 | 09:00
L'arca olearia
Aggiungere acqua durante la frangitura peggiora resa e qualità dell’olio d'oliva
Uno studio sperimentale mette in discussione una pratica utilizzata nei frantoi per gestire paste particolarmente asciutte: l’aggiunta di acqua durante la frangitura. L’intervento non migliora l’estrazione e può ridurre significativamente polifenoli e pigmenti dell’olio extravergine di oliva
10 ottobre 2026 | 11:00