L'arca olearia

L’utilizzo di leguminose autoseminanti per la fertilizzazione azotata dell’olivo

L’utilizzo di leguminose autoseminanti per la fertilizzazione azotata dell’olivo

Alcune specie e varietà di leguminose sembrano più adatte a essere seminate in oliveti in asciutta con una bassa richiesta di azoto dell’olivo in regioni soggette a siccità

12 febbraio 2024 | R. T.

I fertilizzanti biologici commerciali autorizzati per l'agricoltura biologica sono non sono un'opzione praticabile, poiché hanno prezzi elevati rispetto al loro valore fertilizzante. Oltre all’azoto fissato, le coperture forniscono anche una protezione contro l'erosione del suolo. I semi germinano con le prime piogge autunnali, mantenendo una pacciamatura vivente durante la stagione umida e una pacciamatura secca durante l'estate.

Dato l'impatto ambientale della produzione e dell'uso di fertilizzanti azotati (N), la gestione sostenibile degli agrosistemi dovrebbe essere perseguita attraverso la coltivazione di leguminose azoto-fissatrici.

Undici leguminose annuali autoseminanti sono state coltivate in coltura pura o come inerbimento pacciamante in un oliveto.

La resa in sostanza secca, il contenuto di azoto nella biomassa fuori terra, la percentuale di copertura del suolo e la persistenza delle specie seminate sono stati valutati durante quattro stagioni di crescita.

L’utilizzo di leguminose autoseminanti per la fertilizzazione azotata dell’olivo

Tutte le coperture hanno fornito una protezione sufficiente del suolo durante l'anno, con piante vive durante il periodo autunno-invernale e una pacciamatura di residui morti durante l'estate.

Le leguminose hanno superato una falsa rottura osservata nel terzo anno recuperando la dominanza nell’inerbimento nella quarta stagione di crescita. Ciò significa che la banca dei semi costituita nelle stagioni precedenti ha garantito la persistenza della leguminosa seminata anche quando si è verificato un vuoto nella produzione di semi.

È anche importante notare che alcune leguminose seminate, Prolific e Frontier, hanno subito danni significativi a causa del freddo invernale.

Le cultivar a maturazione precoce hanno prodotto meno biomassa e fissato meno azoto (circa 50 kg N/ha/anno presenti nella biomassa fuori terra) rispetto a quelle a maturazione tardiva, ma competerebbero meno per l'acqua poiché il ciclo di crescita termina prima in primavera. Sembrano più adatte a essere coltivate in oliveti aridi con una bassa richiesta di azoto in regioni soggette a siccità.

Queste leguminose crescono attivamente dall'autunno alla metà della primavera, che coincide con il periodo di riposo dell'olivo.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

L’olio d'oliva si “costruisce” in campo: come clima e agronomia determinano la resa finale

Temperatura, disponibilità idrica, rapporto foglie/frutti, nutrizione minerale, carico produttivo e momento della raccolta intervengono direttamente sulla capacità della drupa di accumulare sostanza secca e lipidi

07 settembre 2026 | 16:00

L'arca olearia

Scoperto il meccanismo cellulare che regola il distacco delle olive

Uno studio sull’olivo identifica i processi molecolari e cellulari che preparano il frutto al distacco naturale. A cambiare sono la comunicazione tra le cellule, il pH e la struttura delle pareti cellulari. Un ruolo centrale è svolto dall’etilene

07 settembre 2026 | 14:00

L'arca olearia

Olio d’oliva europeo, l’export regge ma perde valore: la Spagna avanza, l’Italia paga il crollo degli Stati Uniti

Nei primi nove mesi della campagna 2025/26 l’Unione europea ha esportato verso i Paesi terzi oltre 551 mila tonnellate di olio d’oliva, un volume praticamente stabile rispetto allo scorso anno e persino superiore alla media dell’ultimo quinquennio. Ma il fatturato è precipitato del 16%. L’Italia arretra dell’11% in volume e del 25% in valore

07 settembre 2026 | 13:00 | Alberto Grimelli

L'arca olearia

Un alleato dal suolo: il batterio OEE1 accende le difese dell’olivo contro la verticilliosi

Il ceppo OEE1 di Bacillus velezensis, applicato in via preventiva e curativa, è in grado di "armare" la pianta a livello genetico, attivando geni chiave della difesa in appena 3 giorni dall'infezione da Verticillium dahliae. Ecco come funziona questa nuova frontiera del biocontrollo

06 settembre 2026 | 11:00

L'arca olearia

La potatura dell’olivo cambia davvero la resa? Il progetto OLIVE–EduTech cerca le risposte

Quanto incide la potatura sulla produttività dell’olivo e, soprattutto, sulla qualità delle olive e dell’olio? Il progetto interdisciplinare OLIVE–EduTech nasce per colmare una lacuna della ricerca scientifica e trasformare una pratica agronomica spesso affidata all’esperienza in una tecnica misurabile e trasferibile agli olivicoltori

05 settembre 2026 | 11:00

L'arca olearia

PAC e olivicoltura italiana, un aiuto che non aiuta tutti: ecco chi ci guadagna e chi ci perde

L’analisi condotta su dati FADN 2010-2022 rivela che il sostegno del secondo pilastro funziona solo per un terzo delle aziende. Quelle più fragili e marginali ottengono un vero vantaggio, mentre le imprese già competitive non traggono benefici significativi. Un campanello d’allarme

04 settembre 2026 | 16:00