L'arca olearia

ECCO I PASSAGGI ESSENZIALI NECESSARI AL LANCIO DI UN EXTRA VERGINE SUL MERCATO. IL RUOLO DEL SELEZIONATORE DELLA QUALITA' ALLE PRESE CON LA CREAZIONE DI UN BLEND

L'esperienza maturata sul campo secondo le valutazioni di Marcello Scoccia. Fondamentale lo studio del mercato, in relazione alla ricerca dei bisogni – anche latenti, inespressi o semplicemente non ancora soddisfatti – del consumatore. Ogni singola fase del processo di creazione del prodotto va sempre testata tramite interviste individuali e focus group

17 novembre 2007 | Marcello Scoccia

Presentiamo qui di seguito l'intervento di Marcello Scoccia al convegno "La sfida della moderna Olivicoltura? Come progettare un profilo degli oli Extravergini adatto al mercato". Il convegno, tenutosi il 15 novembre scorso presso Fiera Milano-Rho, nell'ambito della ventiduesima edizione del Simei e della sesta di Enovitis, fa parte di una tra le tante iniziative dell'Unione Italiani Vini.
Per info:
- link esterno
- link esterno




La professione del “selezionatore di qualità” non si limita alla sola scelta degli extra vergini da utilizzare per formulare i blend.
L’assaggiatore professionista partecipa insieme con il Marketing a tutte le fasi di studio del mercato che anticipano il lancio di un prodotto destinato a soddisfare una specifica esigenza del consumatore.

Le strade che portano alla creazione di un nuovo prodotto sono molteplici.
L’idea di un nuovo concetto può nascere dal “genio creatore” del Marketing; da un’analisi della concorrenza e della sua offerta; o dallo studio del mercato in relazione alla ricerca dei bisogni – anche latenti, inespressi o semplicemente non ancora soddisfatti – del consumatore.
In ogni caso, prima di procedere comunque con la creazione del prodotto stesso, e di una sua ben precisa immagine, e quindi di un packaging e di una comunicazione ben definiti, il Marketing, in sinergia con gli Istituti di ricerca, dovrà capire se una semplice idea o, nel migliore dei casi, un concetto già delineato possa suscitare l’interesse del consumatore.

Non è facile, giacché per ogni categoria merceologica si fanno largo nel consumatore una serie di pregiudizi, talvolta inconsci, che impediscono al miglior concetto di prodotto di avere il successo che meriterebbe. Per tale motivo, ogni singola fase del processo di creazione del prodotto va sempre testata tramite interviste individuali e dei focus group.

Una volta che il concetto di prodotto risulta accettato e ritenuto interessante dal consumatore, si può dunque procedere con la creazione del blend.
In questa fase, il Marketing e il settore Qualità lavorano congiuntamente al fine di realizzare, a livello pratico, l’idea di prodotto preventivamente approvata dal consumatore.

Il Marketing spiega esattamente che tipo di prodotto si deve creare. L’ufficio Qualità, tramite le analisi chimico-fisiche-organolettiche e i vari test, spiega se e come può essere realizzato il prodotto che si ha in mente di ottenere.

Senza il supporto tecnico dell’assaggiatore in questa fase iniziale, si tralascerebbe una parte importante e delicatissima che può per contro arrivare a condizionare, piuttosto sensibilmente, il successo del progetto in proiezione futura sul mercato.
Non solo infatti si rischia di investire su un progetto concettualmente irrealizzabile, ma, seppure superata tale fase in qualche maniera, si rischia comunque che il consumatore – ormai attento nel percepire la qualità di un prodotto, anche senza una formazione specifica – non accetti più il risultato, a causa ad esempio del sapore non del tutto apprezzabile dell’olio, o, più semplicemente, perché quell’olio lo percepisce in ogni caso troppo lontano dalle proprie aspettative.

Pensare che il consumatore si accontenti di una buona comunicazione, e insieme di una buona immagine, per acquistare un determinato prodotto, è una concezione superata e fondamentalmente errata, soprattutto oggi in cui vi è una maggiore sensibilità intorno agli aspetti qualitativo del prodotto.
A questo punto, entra in campo il selezionatore, il quale, con la sua esperienza e con la sua creatività, studia un profilo sensoriale ben definito, garantendo così al consumatore non solo la qualità e la genuinità del prodotto, ma anche un profilo e un ben definito flavor che appaghi pienamente le aspettative a livello edonistico.

Proprio in ragione del forte appeal che oggi in tanti riconoscono all’olio extra vergine di oliva, tale alimento, che non è solo da ritenere un puro e semplice condimento, ma molto di più, deve essere considerato anche in tutta la sua portata e valenza edonistica, non soltanto per le sue già note qualità nutrizionali e salutistiche. Occorre pensare, durante la creazione di un blend, al fatto che tale alimento diventi di per se stesso un vero piacere da degustare a tavola. Assaporare un buon olio, infatti, è come apprezzare un buon vino, o un buon formaggio o tanti altri buoni e nobili prodotti.
L’arte di creare blend apprezzabili dal consumatore, impone di acquisire anche una serie di esperienze e di studi che portino ben presto a definire tale professione con dei connotati ben più definiti e ufficialmente condivisi.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Biochar e agrivoltaico in oliveto, al via la nuova via per la decarbonizzazione

Dalla gestione dei residui olivicoli alla produzione energetica. L'olivo può contribuire ancor più alla sostenibilità del pianeta offrendo i seguenti benefici: mitigazione climatica, adattamento, produttività energetica e conservazione del suolo

04 aprile 2026 | 12:00

L'arca olearia

Nuove proteine vegetali per alimenti funzionali anche dalle foglie di olivo

Obiettivo trasformare materiali finora considerati residui di lavorazione, come le foglie di olivo, in ingredienti innovativi per l’alimentazione del futuro, con un duplice obiettivo: ridurre gli sprechi e sviluppare nuove soluzioni proteiche sostenibili

04 aprile 2026 | 09:00

L'arca olearia

Dormienza o quiescenza? L’approccio agronomico alla gestione della fioritura dell'olivo

Occorre sapere che le gemme dell'olivo non sono mai completamente spente ma regolate da fenomeni climatici e ormonali. Il freddo svolge soprattutto una funzione di regolazione dell’induzione fiorale

03 aprile 2026 | 16:00

L'arca olearia

Nutrizione fogliare e fertilizzanti organominerali nell’olivo: effetti sulla qualità del polline e sulla capacità di allegagione

Notevoli effetti sulla vitalità pollinica, cioè la quota di polline funzionalmente attivo. Tutti i trattamenti fertilizzanti hanno mostrato un effetto migliorativo, ma con differenze significative tra le formulazioni. La gestione della nutrizione deve essere letta anche come gestione della fertilità del fiore

03 aprile 2026 | 15:00

L'arca olearia

Verso una irrigazione di precisione dell’olivo sulla base di dendrometri, clima e architettura della pianta

Lo stato idrico dell'olivo in tempo reale non basta più.  I dendrometri registrano le fluttuazioni micrometriche del diametro del tronco, restituendo informazioni dinamiche sull’equilibrio idrico e sulla crescita. Ma occorre integrare più strumenti e dati

03 aprile 2026 | 14:00

L'arca olearia

Sottoprodotti dell’olivo: da scarto a risorsa strategica per bioeconomia, agricoltura ed energia

Potature, foglie, sanse, acque di vegetazione e nocciolino rappresentano una filiera parallela ad alto valore aggiunto. Dalla valorizzazione agronomica ai bioprodotti, fino all’energia e ai composti bioattivi, i sottoprodotti dell’olivo stanno ridefinendo il concetto stesso di sostenibilità olivicola

03 aprile 2026 | 13:00