L'arca olearia

Gli effetti negativi di un inverno caldo sulla fioritura dell’olivo

Gli effetti negativi di un inverno caldo sulla fioritura dell’olivo

Oltre al potenziale anticipo della fioritura dell’olivo, dopo un inverno mite, si possono verificare altri impatti negativi, compresa una riduzione dell’allegagione. Ancor più gravi conseguenze se l’accumulo di freddo viene interrotto da periodi di caldo intenso

26 gennaio 2024 | R. T.

Si prevede che i cambiamenti climatici avranno un impatto notevole e negativo sull’agricoltura nella regione del Mediterraneo, influenzando la fruttificazione degli alberi di olivo.

Gli effetti negativi di un inverno caldo sulla fioritura dell’olivo

Per determinare i potenziali effetti del riscaldamento globale sulla fenologia floreale e sull'allegagione in condizioni di campo, gli ulivi che crescono in un'area di tipo mediterraneo sono stati sottoposti, da ricercatori dell’Università di Cordoba, a temperature più calde rispetto a quelle ambientali mediante l'uso di camere aperte a temperatura controllata (OTC). Ciascun OTC, dotato di dispositivi di riscaldamento e ventilazione, è riuscito a mantenere un gradiente termico giorno/notte tra l'albero e l'ambiente circostante pari a 4°C durante tutto il ciclo riproduttivo di questa specie.

Dopo tre anni di studio, i risultati ottenuti hanno dimostrato che l’aumento della temperatura di 4°C rispetto alla temperatura ambiente mediterranea può portare ad un anticipo della data di fioritura nell’olivo, ad un allungamento del periodo di fioritura, ad un aumento dell’aborto del pistillo e una riduzione dell'allegagione, condizioni che possono ridurre la produzione

Simili tendenze sono state verificate anche in campo.

Con l’aumento previsto della temperatura, l’impatto del cambiamento climatico sul comportamento fenologico delle cultivar di olivo è stato valutato nella principale regione di produzione della Tunisia centrale (34°56′08″N, 10°36′54″E). Un contesto climatico e meteorologico che potrebbe presto interessare anche aree del sud Italia.

Una tendenza ad anticipare la fioritura di varie cultivar di olivo si è verificata in seguito alla mancanza di freddo invernale. La temperatura invernale sembra essere una delle variabili più importanti nel determinare il periodo di fioritura delle cultivar di olivo, soprattutto se si considerano le temperature medie trimestrali e mensili.

E’ stato dimostrato da ricerche statunitensi che olivi mantenuti in una serra calda per tutto l'inverno non sono riusciti a produrre una singola infiorescenza.

Il numero di fiori per infiorescenza o la percentuale di fiori perfetti prodotti non è stato influenzato dalla quantità di freddo invernale.

Una volta accumulato un raffreddamento sufficiente, 20 °C è una temperatura adatta per il germogliamento riproduttivo, sebbene una temperatura più elevata, ad esempio 30 °C, durante il rilascio della dormienza possa inibire il germogliamento.

Interruzione dell'accumulo di freddo: le conseguenze su emissioni di fiori e fioritura dell'olivo

Ma cosa accade se durante l’inverno si verificano le condizioni di una falsa primavera? Ovvero come reagisce l’olivo, e in particolare gli organi a fiore, a un innalzamento delle temperature in inverno, durante la fase di accumulo del freddo?

Olivi mantenuti in condizioni di induzione a fiore (ovvero lo stato fenologico tipico dell’inverno) in diverse camere di crescita sono stati sottoposti a interruzioni ad alta temperatura diurna (26 ± 1 °C) per 3, 6 e 12 giorni.

Non è stata riscontrata alcuna differenza significativa nell'entità della fioritura tra gli alberi sottoposti a un periodo di induzione ininterrotto e gli alberi in cui il periodo induttivo è stato interrotto con temperature diurne elevate per tre giorni.

La produzione di infiorescenze è stata significativamente ridotta da interruzioni ad alta temperatura sia di 6 che di 12 giorni.

Il numero di fiori per infiorescenza è stato significativamente ridotto solo con un'interruzione ad alta temperatura di 12 giorni.

Un'interruzione di sei giorni ad alta temperatura ha prodotto una riduzione significativa (più dell'83%) nella produzione di infiorescenze indipendentemente dal tempo di interruzione (cioè 40 o 50 giorni dopo l'inizio dell'induzione) o dal numero di interruzioni.

Nessuno di questi trattamenti ha avuto effetti significativi sul numero di fiori per infiorescenza.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Biochar e agrivoltaico in oliveto, al via la nuova via per la decarbonizzazione

Dalla gestione dei residui olivicoli alla produzione energetica. L'olivo può contribuire ancor più alla sostenibilità del pianeta offrendo i seguenti benefici: mitigazione climatica, adattamento, produttività energetica e conservazione del suolo

04 aprile 2026 | 12:00

L'arca olearia

Nuove proteine vegetali per alimenti funzionali anche dalle foglie di olivo

Obiettivo trasformare materiali finora considerati residui di lavorazione, come le foglie di olivo, in ingredienti innovativi per l’alimentazione del futuro, con un duplice obiettivo: ridurre gli sprechi e sviluppare nuove soluzioni proteiche sostenibili

04 aprile 2026 | 09:00

L'arca olearia

Dormienza o quiescenza? L’approccio agronomico alla gestione della fioritura dell'olivo

Occorre sapere che le gemme dell'olivo non sono mai completamente spente ma regolate da fenomeni climatici e ormonali. Il freddo svolge soprattutto una funzione di regolazione dell’induzione fiorale

03 aprile 2026 | 16:00

L'arca olearia

Nutrizione fogliare e fertilizzanti organominerali nell’olivo: effetti sulla qualità del polline e sulla capacità di allegagione

Notevoli effetti sulla vitalità pollinica, cioè la quota di polline funzionalmente attivo. Tutti i trattamenti fertilizzanti hanno mostrato un effetto migliorativo, ma con differenze significative tra le formulazioni. La gestione della nutrizione deve essere letta anche come gestione della fertilità del fiore

03 aprile 2026 | 15:00

L'arca olearia

Verso una irrigazione di precisione dell’olivo sulla base di dendrometri, clima e architettura della pianta

Lo stato idrico dell'olivo in tempo reale non basta più.  I dendrometri registrano le fluttuazioni micrometriche del diametro del tronco, restituendo informazioni dinamiche sull’equilibrio idrico e sulla crescita. Ma occorre integrare più strumenti e dati

03 aprile 2026 | 14:00

L'arca olearia

Sottoprodotti dell’olivo: da scarto a risorsa strategica per bioeconomia, agricoltura ed energia

Potature, foglie, sanse, acque di vegetazione e nocciolino rappresentano una filiera parallela ad alto valore aggiunto. Dalla valorizzazione agronomica ai bioprodotti, fino all’energia e ai composti bioattivi, i sottoprodotti dell’olivo stanno ridefinendo il concetto stesso di sostenibilità olivicola

03 aprile 2026 | 13:00