L'arca olearia
Resistenza al gelo dell’olivo: l’effetto di un inverno mite
L’aumento delle temperature può portare molti danni all’olivicoltura, influenzando negativamente produttività e qualità dell’olio ma anche, paradossalmente, la capacità di resistere alle basse temperature e alle gelate
20 novembre 2023 | R. T.
Si prevede che il riscaldamento globale avrà un effetto negativo sulla crescita delle piante a causa dell'effetto dannoso delle temperature elevate.
Un effetto che non risparmia neanche l’olivo.
Le alte temperature durante lo sviluppo delle olive influenzano tre importanti caratteristiche: peso dei frutti, concentrazione di olio e qualità dell'olio.
Nessuna delle cultivar di olivo attualmente coltivate ha mostrato una completa tolleranza allo stress termico.
Un'impollinazione e una fecondazione efficienti dipendono da molti fattori, come la durata della ricettività e della morfologia dello stigma, la sostenibilità dei grani pollinici e lo sviluppo del tubo pollinico. Uno stress termico cronico a lungo termine e uno stress termico acuto a breve termine peggiorano la vitalità del polline e la crescita del tubetto pollinico, influenzando negativamente la produttività.
Inoltre le temperature più calde durante l'autunno e l'inverno aumenteranno potenzialmente la durata della stagione di crescita e potrebbero esporre le piante a temperature basse e gelide, aumentando il rischio di subire gelate.
Resistenza al gelo dell’olivo: l’effetto di un inverno mite
Una ricerca spagnola ha esaminato la resistenza alle basse temperature delle foglie e la crescita vegetativa dell’olivo esposta a un riscaldamento sperimentale.
I livelli di temperatura erano un controllo ambientale (OTC 0) e un trattamento riscaldato (OTC +) (+4 °C).
Durante l'autunno e l'inverno, il danno alla membrana cellulare delle foglie (LT 50) coltivate in trattamenti riscaldati è stato più elevato (circa 2 °C) rispetto ai trattamenti di controllo.
Ad esempio, le piante della varietà Arbequina coltivate all'interno dell'OTC + durante l'autunno hanno mostrato valori di LT 50 di -7,12 °C +- 0,67 mentre per i valori di temperatura ambientali la LT50 era di -9 °C +- 0,67.
Durante l'inverno è stata riscontrata una correlazione negativa e lineare tra l'allungamento dei germogli di fine stagione (cm) e la LT 50.
Le piante di olivo che hanno mostrato valori più bassi di valori inferiori di LT 50 fogliare, quindi una maggiora tolleranza al gelo, erano quelle con un minore allungamento del germoglio.
I risultati hanno mostrato che l'esposizione a temperature calde ha diminuito la resistenza al gelo dell'olivo, suggerendo che il cambiamento climatico globale potrebbe limitare l'acclimatazione dell’olivo alle basse temperature e diminuire la sopravvivenza alle gelate.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Produzione d'olio di oliva in Italia in calo a 260 mila tonnellate e nel Mediterraneo cambia geografia produttiva e commerciale
Puglia, Sicilia e Calabria pagano alternanza e siccità, mentre Centro e Nord recuperano solo in parte. Intanto la geografia dell’offerta mediterranea cambia: Spagna e Grecia tornano a crescere, la Turchia aumenta la disponibilità, mentre Tunisia e Marocco sono attesi in forte calo
25 settembre 2026 | 16:00 | Alberto Grimelli, Marcello Scoccia
L'arca olearia
Maturazione delle olive e sistema di estrazione: come trovare il punto di equilibrio tra resa e qualità dell’olio extra vergine
L’epoca di raccolta e la tecnologia di estrazione non agiscono in modo indipendente, ma si influenzano a vicenda nel determinare resa, profilo chimico, contenuto di composti bioattivi e qualità sensoriale dell’olio. Per gli olivicoltori e i frantoiani la conclusione operativa è chiara
25 settembre 2026 | 15:00
L'arca olearia
Olio extravergine di oliva a scaffale tutto promosso su MOSH e MOAH
Due soli oli extravergini di oliva da scaffale sarebbero bocciati se il limite normativo fosse 2 mg/kg: ecco chi sono. Il test de Il Salvagente ha esaminato 16 etichette dagli scaffali dei supermercati italiani, con un'analisi critica dei risultati
25 settembre 2026 | 14:40
L'arca olearia
Olivo sotto stress: meno acqua e più caldo, ecco cosa cambia davvero
Uno studio condotto su olivi giovani della cultivar Coratina ha valutato per la prima volta gli effetti combinati di un deficit irriguo moderato (50% del fabbisogno) e di un riscaldamento di 3-4 °C, simulando le condizioni climatiche attese nei prossimi decenni. Emergono indicazioni pratiche importanti per chi gestisce un oliveto in ambiente caldo-arido
25 settembre 2026 | 14:00
L'arca olearia
La cocciniglia mezzo grano di pepe dell'olivo: come difendere l'oliveto con strategie mirate
La cocciniglia mezzo grano di pepe (Saissetia oleae) è uno dei fitofagi più insidiosi per l'olivo, capace di restare attiva quasi tutto l'anno e di causare gravi danni alla produzione. Piriprossifen e sulfoxaflor sono le soluzioni più efficaci, mentre i prodotti naturali possono svolgere un ruolo complementare in un programma di difesa integrata
25 settembre 2026 | 13:00
L'arca olearia
Deperimento dell'olivo, distinguere Xylella dai funghi patogeni
Una ricerca condotta tra il 2022 e il 2024 evidenzia il ruolo di Botryosphaeriaceae e Apiosporaceae. Alcuni funghi possono rimanere latenti e diventare aggressivi quando la pianta è sottoposta a stress idrico e termico
25 settembre 2026 | 12:00