L'arca olearia
Il mercato dell’olio di oliva italiano è fermo: servono interventi urgenti
In un quadro competitivo sempre più complicato per la filiera olivicola nazionale serve un accesso agli scaffali della Grande Distribuzione, un percorso agevolato che la politica deve facilitare. L’interrogazione parlamentare del responsabile agricoltura di Forza Italia, Raffalele Nevi
18 luglio 2025 | 13:00 | T N
La situazione olivicolo-olearia italiana è tanto complessa che anche la politica si sta iniziando a interessare del suo futuro, prima che sia troppo tardi.
A farlo è il portavoce nazionale di Forza Italia, nonché responsabile agricoltura del partito, Raffaele Nevi, che riportiamo integralmente.
L’Italia è infatti già in clamoroso ritardo, rispetto ai competitor internazionali, nella programmazione del futuro del settore. La congiuntura internazionale obbliga poi a rivedere l’importanza del mercato interno in cui però l’extravergine italiano è in sofferenza.
Occorre una risposta urgente, prima che sia troppo tardi.
L’interrogazione parlamentare integrale dell’On. Raffaele Nevi:
L'intero settore dell'olio di oliva italiano è a rischio, stretto tra le politiche commerciali della Grande Distribuzione sempre più aggressive, la competizione internazionale sempre più stringente, forti investimenti pubblici e privati nelle nazioni concorrenti, la concentrazione dell'offerta e della domanda di olio di oliva nelle mani di sempre meno attori, il nanismo delle aziende olivicole e oleicole nazionali, la perdita di marchi dell'olio di oliva.
Attualmente il differenziale di prezzo all'ingrosso tra olio italiano (CCIAA Bari e Ismea Mercati) e olio spagnolo (Oleista, PoolRed) è di circa 6 euro/kg e questo si traduce in una differenza di prezzo a scaffale di circa 7 euro/litro, un differenziale che è destinato ad aumentare, vista la sostanziale stabilità della quotazione dell'olio italiano e la tendenza alla discesa di quello spagnolo.
Secondo gli ultimi dati Nielsen, da gennaio a ottobre, la quota di mercato dell'olio italiano è scesa al 21% dopo aver superato il 33% sia nel 2024 che nel 2023. Una perdita di quota di mercato che si rifletterà sullo spazio a scaffale nel breve-medio termine nelle insegne della Grande Distribuzione, di conseguenza sulle vendite.
Il Ministro dell'agricoltura spagnolo Luis Planas, in occasione dell'inaugurazione del salone dell'olio spagnolo Expoliva, ha annunciato un piano per raddoppiare il volume di olio commercializzato dalla Spagna, fino a 4 milioni di tonnellate, entro il 2040.
Il problema del sistema olivicolo-oleario nazionale è rappresentato dalla scarsa redditività, sia per l'industria con marginalità dell'1-2% secondo quanto emerge dalla lettura dei bilanci 2023 e 2024 delle principali imprese del settore, sia del sistema agricolo con prezzi che risultano remunerativi solo negli ultimi due anni ma che, alla luce degli ultimi dati di mercato, rischiano di ritornare sotto la soglia di sopravvivenza nel prossimo futuro.
Si chiede quindi al governo:
1) Come intende garantire un quadro di giusta remunerazione al sistema olivicolo oleario nazionale, diffuso su 1,1 milioni di ettari, impegnando oltre mezzo milione di aziende, per un fatturato di 5 miliardi di euro nel 2024
2) Come intende garantire un equo accesso all'olio nazionale alla GDO italiana, con valorizzazione di questo prodotto
3) Come intende rispondere, in termini di investimenti, ai programmi olivicoli nazionali spagnoli che vedono una capacità di spesa oltre il miliardo di euro
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Ecco quale è l’opzione più sostenibile per la gestione della sansa di oliva
L’estrazione dell’olio di sansa d’oliva sarebber l’alternativa più sostenibile per la valorizzazione dei sottoprodotti dell’industria dell’olio d’oliva, secondo una metodologia sviluppata dall’Università di Cordoba che considera indicatori economici, ambientali e sociali
04 febbraio 2026 | 16:00
L'arca olearia
Quando l'eccessiva pioggia diventa un problema per l'olivo
Negli ultimi anni il cambiamento climatico sta avendo impatti imprevedibili: a periodi di siccità sempre più lunghi si alternano episodi di piogge intense e prolungate, con conseguenze agronomiche, produttive e ambientali di crescente rilevanza. Scopriamole
04 febbraio 2026 | 12:00
L'arca olearia
Meccanizzazione della potatura sull'olivo: ridurre i costi su impianti tradizionali
In un contesto caratterizzato da costi di produzione crescenti e da una progressiva carenza di manodopera, la meccanizzazione della potatura dell'olivo si conferma una leva strategica per garantire la sostenibilità economica del settore
03 febbraio 2026 | 12:00
L'arca olearia
Impatto dello stress termico sulla qualità dell'olio d'oliva su olivo irrigato
Ecco come lo stress da calore influenza i parametri chiave della qualità dell'olio d'oliva, anche quando l'olivo viene irrigato. Aumenta in contenuto di olio nelle olive ma cambia il profilo in acidi grassi. Forte variabilità nei fenoli
02 febbraio 2026 | 14:00
L'arca olearia
Ottimizzare l'uso del fertilizzante sotto stress o deficit idrico per migliorare la produttività dell'olivo
L'interazione tra la nutrizione minerale vegetale e la disponibilità di acqua è uno dei fattori determinanti più critici della produttività delle colture in condizioni climatiche variabili. Ragionevoli riduzioni dell'offerta di azoto-fosforo-potassio nell'ambito dell'irrigazione deficitaria possono sostenere elevati livelli di produzione
30 gennaio 2026 | 16:00
L'arca olearia
Analisi della fioritura e sterilità genetica di dieci varietà di olivo italiane in superintensivo
Negli oliveti multivarietali, l'intercompatibilità tra le cultivar è vitale per massimizzare la produttività. Occorre che i fenogrammi fiorali delle varie cultivar di olivo si sovrappongono di almeno il 70%. Ecco un'analisi su Arbequina, Arbosana, Koroneiki, Cima di Bitonto, Coratina, Don Carlo, Favolosa, I-77, Urano e Frantoio
30 gennaio 2026 | 15:00