L'arca olearia

Il pericolo di attacchi di mosca delle olive vicino alla raccolta

Il pericolo di attacchi di mosca delle olive vicino alla raccolta

Un autunno particolarmente mite può favorire attacchi di mosca delle olive in prossimità o quando sono iniziate le operazioni di raccolta. Una situazione da gestire con attenzione

15 settembre 2023 | T N

Gli olivicoltori devono ormai prestare sempre più attenzione sul primo attacco di mosca delle olive, che può causare, se non controllato, un aumento esponenziale della popolazione, e l’ultimo attacco che, sempre più frequentemente, avviene in prossimità o quando sono già iniziate le operazioni di raccolta.

I frantoi stanno aprendo sempre prima, per venire incontro alle esigenze degli olivicoltori, ma l’ultima infestazione può avvenire anche agli inizi di novembre, quando ogni trattamento con larvicidi diventa sconsigliabile.

La mosca delle olive e le temperature d'autunno

Bisogna allora conoscere molto bene la fisiologia della mosca e la risposta alle condizioni termiche e di umidità per calibrare gli interventi fitosanitari in maniera adeguata.

Alte temperature (29°C) in combinazione con una bassa umidità (45 ± 5°%) inibiscono la maturazione ovarica delle femmine di mosca delle olive.

Mentre la presenza di olive, con medio/buon carico produttivo, può compensare gli effetti della temperatura e dell'umidità sullo sviluppo ovarico a 26°C in tutte le mosche.

E’ evidente quindi che è necessario calibrare la strategie di difesa in ragione non solo delle condizioni meteorologiche e climatiche ma anche del carico di frutti.

Da questo punto di vista il controllo precoce della mosca delle olive in prima generazione assume un ruolo cruciale, poiché permette di avere un buon carico di frutti a settembre, rendendo meno efficace il controllo climatico della mosca delle olive.

La difesa contro le ultime generazioni della mosca delle olive

In generale è bene sapere che è prudente utilizzare i nuovi principi attivi larvidici a 20-30 giorni dalla raccolta, quando però la loro efficacia è ridotta a circa 10 giorni. Un tempo di efficacia più basso del dimetoato che, tra l’altro, era solubile in acqua e quindi scarsamente rilevabile come residuo nell’olio.

Una strategia efficace di difesa dalla mosca delle olive per l’autunno quindi può essere cercare di ritardare quanto più possibile il trattamento larvicida, quando si è in regime di agricoltura integrata, contestualmente, o comunque a distanza di brevissimo tempo, intervenendo ripetutamente (ogni 7 giorni circa) con un prodotto adulticida. L’azione sinergica del trattamento larvicida e dell’adulticida dovrebbe permettere di contenere più facilmente la popolazione per un periodo prolungato di tempo. I prodotti adulticidi hanno di norma tempi di carenza di 7-8 giorni, il che permette una gestione puntuale, per appezzamento, della raccolta rispettando la carenza ma al tempo stesso mantenendo un buon effetto abbattente sulla popolazione.

In caso di attacco importante di mosca delle olive, con crescita esponenziale dell’infestazione attiva nell’arco di pochi giorni, l’unica soluzione praticabile appare invece l’accelerazione delle operazioni di raccolta, ricordando che anche la velocità dello sviluppo larvale dipende dalle condizioni meteo, passando da 10 giorni a 3 settimane, con il diminuire della temperatura. Difficile invece ipotizzare, con le stagioni attuali, un blocco dello sviluppo larvale o addirittura una mortalità per basse temperature, che avviene solo a meno di 10 gradi centigradi di media giornaliera.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

La resilienza idrica dell'olivo per affrontare la siccità

L'olivo può essere gestito con regimi irrigui molto ridotti, sfruttando la sua naturale capacità di adattamento. La Coratina ha la capacità di estrarre acqua dal suolo fino a potenziali di -2,5 MPa 

20 giugno 2026 | 11:00

L'arca olearia

Pirofeofitine e digliceridi: la chimica al servizio della politica dell'olio di oliva

Pirofeofitine e digliceridi sono il possibile grimaldello con cui riscrivere gli equilibri del mercato mondiale dell’olio, ridefinendo il concetto stesso di qualità e spostando il baricentro del potere normativo tra vecchi e nuovi protagonisti del settore. La battaglia al Comitato Codex sugli Oli e i Grassi

19 giugno 2026 | 16:00 | A. Liscivio

L'arca olearia

Dimezzare la concimazione azotata dell'olivo grazie alla zeolite: nessun impatto sulla produttività

L’azoto è un elemento essenziale per la produttività dell’olivo, ma il suo utilizzo inefficiente rappresenta un grave problema ambientale ed economico. L’impiego di una zeolite a base di cabasite nel terreno consente di ridurre del 50% la concimazione azotata, mantenendo intatte le performance vegetative e produttive

19 giugno 2026 | 15:00

L'arca olearia

I segreti dell’olio extravergine, ecco quando e come si accumulano i suoi tesori antiossidanti

Uno studio spagnolo svela le dinamiche di accumulo di fenoli e tocoferoli durante lo sviluppo dell’oliva, offrendo nuovi strumenti per la selezione varietale e la scelta del momento ottimale di raccolta

19 giugno 2026 | 14:00

L'arca olearia

Oliveti su terreni calcarei: perché il suolo non basta più per valutare lo stato nutrizionale delle piante

Uno studio condotto su 25 oliveti in condizioni semi-aride dimostra che la disponibilità nutritiva percepita dalla pianta può divergere sensibilmente dai valori rilevati nel terreno. Nei suoli alcalini e ricchi di carbonati tipici dell'area mediterranea, l'analisi fogliare debba diventare uno strumento centrale

19 giugno 2026 | 13:00

L'arca olearia

Ecco perchè l'allegagione dell'olivo è più bassa del previsto

Il ruolo cruciale della meiosi maschile nel determinare il successo riproduttivo dell'olivo, offrendo nuove prospettive per comprendere le sfide poste dai cambiamenti climatici e la loro influenza sull'allegagione

19 giugno 2026 | 11:00