L'arca olearia

Reddito per i frantoi dalla gestione dei sottoprodotti olivicolo-oleari

Reddito per i frantoi dalla gestione dei sottoprodotti olivicolo-oleari

La gestione dei sottoprodotti in frantoio per ricavar redditività è la nuova frontiera del sistema olivicolo-oleario: fino a 250 mila euro all’anno grazie al nocciolino d’oliva

22 giugno 2023 | Vilar Juan

Dopo aver analizzato la quantità di sottoprodotti agricoli generati dall'oliveto, in particolare i noccioli, e l'impatto sociale, ambientale ed economico che produce, si deduce che il settore olivicolo, a causa delle fluttuazioni di competitività che raggiunge, necessita di attività collaterali aggiuntive che aumentino il reddito netto, soprattutto per gli olivicoltori tradizionali, e principalmente attraverso la valorizzazione dei sottoprodotti, il turismo dell'olio d'oliva, l'integrazione verso l'origine e la destinazione, ecc.

E’ quanto concluso dallo studio "Integrazione verticale, economia circolare di valorizzazione e dimensioni adeguate, chiavi per la sopravvivenza dei frantoi", realizzato da Juan Vilar Consultores Estratégicos.

In altre parole, con l'aumento della competitività, sia attraverso una maggiore ottimizzazione sia attraverso la differenziazione, è necessario rispettare tre parametri fondamentali nella gestione dei frantoi:

Da un lato, che le sue dimensioni siano adeguate, cioè che raggiungano una scala tale da permettere di fare il minimo sforzo e di contribuire a migliorare il reddito degli agricoltori attraverso l'ottimizzazione dei risultati, raggiungendo l'equilibrio marginale in modo sobrio, riuscendo a lavorare ogni chilogrammo di olive nel modo più competitivo possibile; questa leadership permetterebbe al frantoio, almeno, di trasmettere il più alto livello di reddito possibile, migliorando così il reddito netto ricevuto.

Un altro aspetto fondamentale è quello di raggiungere una dotazione ottimale di risorse che, combinata con il punto precedente, permetta di lavorare le olive in modo efficiente e con un alto livello di efficacia, in modo che anche gli olivicoltori vedano un miglioramento del reddito percepito.

Infine, l'ideale è promuovere un'integrazione verticale circolare, cioè valorizzare tutti i sottoprodotti in modo integrato come attività produttiva aggiuntiva, fornendo al frantoio una nuova o più linee di business per la valorizzazione dei sottoprodotti, in particolare del nocciolo e della polpa di olive.

Attraverso l'impianto di trattamento della nocciolina, questa viene sottoposta a un processo di essiccazione che ne riduce l'umidità del 12% rispetto ai metodi tradizionali, il che le conferisce migliori caratteristiche come combustibile, migliorando la vita utile degli impianti in cui viene bruciata.

Non solo migliora le caratteristiche del nocciolino, ma l'implementazione del trattamento del nocciolino in un frantoio genera una linea di business complementare al frantoio che fornisce un reddito netto definitivo per sottoprocesso accumulato di 56 euro per tonnellata e, una volta eliminato l'impatto del costo opportunità del sottoprodotto prodotto nello stesso frantoio, il valore sarebbe di 135 euro netti per tonnellata. Il profitto netto annuo sarebbe compreso tra 245.000 e 270.000 euro, che, dedotto l'ammortamento dell'essiccatoio, sarebbe compreso tra 230.000 e 255.000 euro netti; il ritorno dell'investimento con questa formula sarebbe inferiore a un anno, contribuendo a remunerare l’olivicoltura tra i 6,5 e i 7 centesimi, aggiuntivi, per chilo di olio d'oliva indipendentemente dalla categoria.

Dall'analisi effettuata, si può concludere che l'impianto di trattamento del nocciolo d'oliva non solo è un investimento totalmente redditizio, ma contribuisce anche alla circolarità del processo, rivalutando la catena del valore dell'olio d'oliva e facendo un uso sostenibile delle risorse, grazie alla sua combustione pulita e all'elevato potere calorifico che esclude le fonti energetiche più inquinanti, rispettando così l'ambiente, l'ambiente circostante e aumentando indirettamente il reddito degli agricoltori e dell'ambiente rurale.

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