L'arca olearia
Le temperature letali per i germogli e le foglie dell’olivo più basse di quanto si pensi
E’ plausibile che gli stress da caldo diventino sempre più importanti per l'olivo nel futuro
07 giugno 2023 | R. T.
Il riscaldamento globale influenza la crescita dell'olivo. Tuttavia, è difficile determinare relazioni precise tra i processi vegetali e l'alta temperatura a causa dell'estrema variabilità del suolo.
Una ricerca dell’Università di Firenze ha evidenziato che i germogli mostrano una migliore tolleranza al calore rispetto alle foglie. In particolare, nell'olivo, i rametti sono risultati un po' più termotolleranti rispetto alle foglie.
Le alte temperature dovute alla radiazione solare di solito durano per poche ore al giorno. Le temperature estreme misurate sugli organi vegetali in questo periodo sono valori di picco.
Anche a latitudini temperate, gli organi vicini al terreno possono essere esposti a temperature di circa 40°C per diversi ore o, per periodi più brevi, fino a 50 °C. Essi sono quindi esposti a un intervallo di temperatura in cui i processi vitali vengono gravemente stressati e sono pericolosamente vicini al limite letale.
I risultati ottenuti dall'analisi delle foglie con la tecnica delle perdite elettrolitiche hanno dimostrato che diverse cultivar presentano valori di resistenza al calore molto simili.
Le temperature letali calcolate per la resistenza al calore molto simili.
Le temperature letali per i germogli e le foglie dell’olivo più basse di quanto si pensi
Le temperature letali calcolate per le foglie hanno permesso di raggruppare le cultivar in quattro gruppi: a) "Leccino", "Frantoio", "Carbona" e “Coratina” con temperature letali prossime ai 50°C; b) “Maurino” e “Diana” con temperature letali vicine ai 49°C; c) “Pendolino” e “Moraiolo” con temperature letali a 49°C; e d) "Simjaca" e "Urano" che sono risultate le più sensibili al calore con valori vicini ai 46°C.


La perdita di elettroliti sembra funzionare in modo più efficace rispetto al metodo dell'impedenza elettrica.
Un altro punto importante da considerare è che le temperature dell’aria non costituiscono necessariamente un buon indicatore per la valutazione dello stress termico, poiché la temperatura dell'aria intorno alla pianta non è sempre uguale a quella dell'aria circostante. Per questo motivo, a volte si raggiungono temperature pericolose per i tessuti delle piante quando la temperatura dell'aria non è così alta. I fusti degli alberi esposti, per esempio, possono diventare molto caldi nell'estate mediterranea, quando le alte temperature dovute alla forte radiazione solare, spesso combinate con la carenza d'acqua, possono trasformarsi in un grave stress per le piante.

Questo è particolarmente vero per l'olivo, con le sue foglie scleromorfe sempreverdi, che possono sviluppare temperature superiori a quelle dell'aria a causa dello spessore delle foglie e del basso raffreddamento per evaporazione.
Non ci sono dati sul surriscaldamento fogliare dell'olivo in estate. In Quercus ilex, un'altra specie sclerofilla mediterranea, sono state misurate temperature delle foglie superiori di 4-8°C rispetto alla temperatura dell'aria in caso di forte radiazione solare durante l’estate.
In conclusione, i futuri cambiamenti nella forzatura radiativa del clima, e quindi della temperatura, saranno in gran parte dovuti all'aumento delle concentrazioni di CO2 nell'atmosfera. Questo aumento di temperatura è probabile che abbia un impatto diretto significativo sulla fisiologia e sulla struttura della vegetazione nel bacino del Mediterraneo. Pertanto, è plausibile che gli stress da caldo diventino sempre più importanti nell'ambiente naturale dell'olivo.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
HAUS Italia nasce dall’incontro tra tecnologia internazionale e cultura della qualità italiana
L’eredità della professionalità italiana non è andata dispersa ma Hakkı Gözlüklü, presidente di Haus Global, l’ha raccolta per accompagnarla nel futuro: “Innovazione, efficienza e attenzione al cliente per il futuro dei frantoi italiani”
06 agosto 2026 | 16:30
L'arca olearia
Biostimolanti a base di putrescina: un nuovo alleato per la qualità dell’olio d’oliva?
Riflettori sul potenziale della putrescina, una poliammina naturalmente presente nelle piante, come strumento per migliorare la qualità dell'olio d'oliva. nuove prospettive sull'uso di biostimolanti in olivicoltura per migliorare il profilo nutrizionale dell'olio
06 agosto 2026 | 16:00
L'arca olearia
Mercato dell'olio d'oliva in Spagna in attesa della nuova campagna: prezzi fermi nonostante l'impennata dei costi
A due mesi dall'avvio della campagna olearia 2026/27, il mercato dell'olio di oliva continua a mostrare una sostanziale immobilità. Difficili variazioni significative salvo un drastico peggioramento delle condizioni climatiche nelle prossime settimane
06 agosto 2026 | 10:00
L'arca olearia
Olio extravergine di oliva: il tesoro della medicina islamica che la scienza moderna conferma
Dalla tradizione profetica ai più avanzati studi clinici, l'olio extravergine di oliva si rivela un alleato prezioso per cuore, cervello e benessere generale. Ecco cosa dicono le ricerche e come sceglierlo e utilizzarlo al meglio
05 agosto 2026 | 15:00
L'arca olearia
Aumento della CO2 e siccità, ecco come aiutare l'olivo a resistere
La siccità stressa l'olivo e la carenza idrica chiude gli stomi, limitando l'assorbimento di CO₂. L'aumento dell'anidride carbonica in atmosfera può stimolare la crescita, ma senza acqua il beneficio è annullato, compromettendo produzione e qualità dell'olio
05 agosto 2026 | 12:00
L'arca olearia
L'attrattività delle trappole per la mosca delle olive, quali esche funzionano meglio?
Ecco l'efficacia di diverse combinazioni di attrattivi proteici e insetticidi per il monitoraggio e il controllo di Bactrocera oleae. Le indicazioni per migliorare le strategie di difesa in olivicoltura
04 agosto 2026 | 16:00