L'arca olearia
Elaiotecnica e miglioramento genetico per il futuro dell'olivicoltura
Calo della superficie olivicola del 11,5% e del numero di aziende del 31% negli ultimi dieci anni. Nel 2020 la superficie olivicola italiana inferiore a un milione di ettari
24 maggio 2023 | Pietro Piccarolo
Il 19 maggio scorso si è tenuta a Spoleto, con il concorso dell’Accademia Nazionale dell’Olivo e dell’Olio, l’inaugurazione dell’A.A. dell’UNASA (Unione Nazionale delle Accademie per le Scienze Applicate allo Sviluppo dell'Agricoltura, alla Sicurezza Alimentare ed alla Tutela Ambientale), alla presenza del Sindaco di Spoleto e del Presidente della Fondazione Carispo.
Pietro Piccarolo, Vice Presidente dell’Accademia dei Georgofili, in qualità di Presidente dell’UNASA ne ha illustrato le origini e le finalità, derivanti, sia dalla sua struttura associativa, che raccoglie le competenze e i saperi delle ben 24 Associazioni aderenti, sia dalla sua collaborazione internazionale con l’UEAA (Union of European Academies for Science Applied to Agriculture, Food and Nature). Ha poi presentato alcune iniziative attuate e proposte. Anzitutto la risposta al documento sulla “Strategia Nazionale Biodiversità 2030”, attraverso la compilazione del Format sulle proposte e integrazioni al testo del documento ufficiale. Del ponderoso elaborato prodotto da UNASA ne è stato ufficialmente riconosciuto il valido contributo. L’UNASA è pure intervenuta sul piano nazionale ed europeo, coinvolgendo anche l’UEAA, sul tema relativo alle Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA), al fine di giungere al superamento dell’applicazione della vecchia delibera europea (2001) che ha assimilato i prodotti ottenuti con le TEA agli OGM. E’ stato affrontato anche il tema legato agli effetti della forte accelerazione nell’impiego delle tecnologie digitali e dell’innovazione portata dalla Agricoltura 4.0. Uno sviluppo che vede l’Italia in forte ritardo. Da qui la necessità di fornire nuove competenze e conoscenze a tutti i livelli, a partire dall’Università, per governare e non subire i processi legati all’impiego delle tecnologie digitali. Con questa consapevolezza l’UNASA nel corso del 2022 ha promosso un Convegno a Bologna su “Nuovi approcci alla formazione agricola”, nel quale sono stati evidenziati i cambiamenti, in termini di contenuti e anche di didattica, portati dalle nuove tecnologie. Un altro tema sul quale UNASA si è molto impegnata, insieme all’Accademia dei Georgofili, è stato quello delle “morti bianche in agricoltura”, in gran parte imputabili alla vetustà del nostro parco trattoristico. Nel merito l’Accademia ha prodotto un Focus dal titolo “La revisione dei trattori agricoli o forestali”, consultabile sul sito e trasmesso ai tre Ministeri competenti in materia, Infrastrutture, Agricoltura e Lavoro.
Riccardo Gucci, professore all’Università di Pisa, in qualità Presidente dall’Accademia Nazionale dell’Olivo e dell’Olio, ha tenuto una relazione su “Le sfide della filiera olivicolo-olearia italiana”. Malgrado l’andamento in crescita della domanda mondiale sia di olio extra-vergine che di olive da tavola degli ultimi 30 anni continui ad offrire buone prospettive di sviluppo, diversi fattori negativi spesso impediscono alle aziende di cogliere le opportunità di mercato. Tra le principali criticità vi sono, gli alti costi di produzione, la bassa produttività degli oliveti tradizionali, le piccole dimensioni degli oliveti e la frammentazione aziendale, il prezzo poco remunerativo dell’olio, l’alta età media dei conduttori, le emergenze causate da anomali andamenti stagionali e i nuovi arrivi di fitofagi e di patologie da altri continenti. Questi fattori stanno conducendo a un progressivo abbandono delle superfici olivicole. Il 7° Censimento dell’Agricoltura ha fotografato nel 2020 un calo nazionale di superficie olivicola del 11,5% e del numero di aziende del 31% rispetto al 2010. Nel 2020 per la prima volta la superficie olivicola italiana risulta inferiore a un milione di ettari. Sotto l’aspetto tecnico la sfida da affrontare per il rilancio dell’olivicoltura riguarda l’aumento della produttività e la riduzione dei costi di produzione, obiettivi che possono essere conseguiti mediante l’aumento della densità di impianto (otre 1000 piante per ettaro), l’impiego dell’irrigazione e il ricorso alla meccanizzazione integrale. L’irrigazione, oltre accelerare l’entrata in produzione dei nuovi impianti e aumentare la produzione di quelli maturi, è anche uno dei pochi rimedi contro l’innalzamento delle temperature medie e l’acuirsi dei periodi di siccità. La meccanizzazione della raccolta è fondamentale per l’aumento della redditività, usufruendo di un’offerta dell’industria meccanica italiana ed estera che, oltre essere vasta, è anche molto valida.
Altro aspetto da affrontare riguarda il miglioramento della qualità media della produzione mediante la ulteriore diversificazione e valorizzazione delle produzioni di eccellenza. Questo attingendo dall’ingente patrimonio varietale autoctono, peraltro quasi del tutto inesplorato dal punto di vista delle prerogative qualitative del prodotto, e dall’adattamento ai moderni modelli del vivaismo olivicolo, che già propone piante certificate di molte varietà a costi competitivi. Ulteriore punto di forza è dato dalla diffusione del regime biologico, che rappresentando già ora quasi il 25% della superficie olivicola totale ha già raggiunto l’obiettivo della strategia Farm to Fork prevista per il 2030.
Maurizio Servili, professore del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Università di Perugia, ha svolto la Lectio magistralis su “Innovazioni tecnologiche nell’estrazione degli oli extra-vergini di oliva e qualità del prodotto”. Ha premesso che negli ultimi anni il processo di estrazione dell’olio extravergine di oliva (OEVO) ha intrapreso un processo di trasformazione e innovazione influenzato dell’evoluzione del concetto stesso di qualità del prodotto. Oltre ai parametri merceologici, è infatti importante considerare anche una serie di indicazioni salutistiche e sensoriali che consentono di differenziare qualitativamente l’OEVO. Per contribuire al miglioramento della competitività e sostenibilità della filiera olivicolo-olearia, il processo evolutivo ha interessato tutte le fasi del processo produttivo, con particolare riferimento alle fasi di frangitura e gramolatura, che sono anche le fasi più critiche per la definizione della qualità dell’olio. Significativa è stata, l’introduzione di frangitori a impatto differenziato sulle parti costitutive del frutto e di gramolatrici confinate o a scambio gassoso controllato, che migliorano il quadro aromatico ed il contenuto fenolico degli oli, modulando opportunamente le variabili tecnologiche applicate all’impianto di trasformazione, con particolare attenzione ad un loro impatto sulla frazione fenolica e volatile. Altre innovazioni tecnologiche di notevole interesse sono state concepite per contrapporsi al crescente innalzamento delle temperature legate al riscaldamento globale, e/o alla diffusa pratica della raccolta anticipata delle olive, e anche al fatto che la frangitura comporta un innalzamento della temperatura delle paste di olive, con effetti negativi soprattutto a carico della componente aromatica dell’olio. Da qui lo sviluppo di tecnologie volte a ridurre le temperature delle paste con l’ausilio di frangitori dotati di sistemi di termo-condizionamento, o con l’impiego di scambiatori di calore posti in post-frangitura. Un focus più ampio consentirà di indagare in che misura l’utilizzo di scambiatori di calore per il condizionamento termico delle paste di oliva e l’impiego di tecnologie emergenti, quali i campi elettrici pulsati (PEF), gli ultrasuoni (US) e la tecnologia ad alto vuoto, in alternativa o complementare alla gramolatura, sono efficaci nel migliorare la resa di estrazione e la qualità salutistica e sensoriale degli oli rispetto ai metodi di estrazione tradizionale.
Al termine si è proceduto alla consegna dei premi del bando UNASA 2023 a tre giovani ricercatori per il loro lavoro, valutato da una specifica commissione, e pubblicato su rivista internazionale con Impact Factor. Di seguito si riporta l’elenco dei vincitori, che hanno avuto la possibilità di esporre sinteticamente la loro ricerca, con il titolo della pubblicazione premiata.
Premio categoria “Franco Zucconi”, assegnato a Giacomo Palai per il lavoro “Using visible e thermal images by unmanned aerial vehicle to monitor the plantwater status, canopy growth and yield of olive trees (cvs. Frantoio and Leccino) under different irrigation regimes. Pubblicato su: Agronomy.
Premio categoria “Gianfrancesco Montedoro”, assegnato a Davide Nucciarelli per il lavoro: “The Use of a Cooling Crusher to Reduce the Temperature of Olive Paste and Improve EVOO Quality of Coratina, Peranzana and Maresca Cultivars: Impact on Phenolic and Volatile Compounds”. Pubblicato su: Food and Bioprocess Technology.
Premio categoria “Michele Stanca”, assegnato a Fabrizio Salonia per il lavoro: “A dual sgRNA-directed CRISPR/Cas9 construct for editing the fruit-specific B-cyclase 2 gene in pigmented citrus fruits. Pubblicato su: Frontiers in Plant Science.
Fonte: Accademia dei Georgofili, georgofili.info
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Olio d'oliva siciliano: un tesoro di salute tra antiche cultivar e nuove scoperte
La Sicilia, terra di sole e tradizioni millenarie, custodisce un patrimonio di biodiversità unico al mondo, e i suoi oli extravergine di oliva ne sono un prezioso esempio. Ecco le straordinarie proprietà nutraceutiche di tre cultivar siciliane, tra cui una varietà quasi dimenticata, il Verdello
01 settembre 2026 | 11:00
L'arca olearia
Il momento ideale per la raccolta delle olive in base alla maturazione fenolica
Ecco i meccanismi molecolari che regolano la sintesi dei polifenoli durante la maturazione delle olive, offrendo agli olivicoltori strumenti per ottimizzare qualità e tempo di raccolta
31 agosto 2026 | 15:00
L'arca olearia
La sfida della nuova PAC per l'olivicoltura italiana: il modello ortofrutticolo è la risposta?
L'estensione del modello delle Organizzazioni dei Produttori (OP) dal settore ortofrutticolo all'olivicolo rappresenta uno degli esperimenti più significativi della PAC 2023-2027. Ma questa scelta, che mira a rafforzare il potere contrattuale degli olivicoltori e a favorire l'aggregazione dell'offerta, si scontra con una realtà fatta di aziende frammentate e una storica riluttanza degli agricoltori a conferire la propria produzione alle cooperative
30 agosto 2026 | 11:00
L'arca olearia
Il prezzo dell'intensificazione: l'erosione negli oliveti super-intensivi minaccia il suolo del Mediterraneo
In uno studio pionieristico condotto in Sicilia, un oliveto super-intensivo ha mostrato un tasso di erosione del suolo paragonabile a quello dei vigneti e di gran lunga superiore a quello degli impianti tradizionali. Un allarme per la sostenibilità dell'olivicoltura intensiva sui pendii aridi
29 agosto 2026 | 11:00
L'arca olearia
Mosca dell’olivo, la cattura massale con sardine riduce gli attacchi
Una ricerca condotta in un oliveto biologico del Trapanese dimostra che semplici bottiglie-esca con sardine sotto sale possono contribuire a contenere Bactrocera oleae, riducendo l’infestazione delle olive e preservando la qualità dell’olio
28 agosto 2026 | 16:00
L'arca olearia
Oli minerali (MOSH/MOAH) negli oli d'oliva: una sfida complessa tra contaminazione, analisi e strategie di prevenzione
L'olio d'oliva può contenere tracce di idrocarburi da oli minerali. Questa revisione approfondisce le fonti di contaminazione lungo l'intera filiera, dalla raccolta alla bottiglia, e presenta le più recenti strategie analitiche e di mitigazione per garantire la sicurezza e la qualità di un prodotto tanto amato in tutto il mondo
28 agosto 2026 | 15:00