L'arca olearia

Freddo e pioggia hanno ritardato la fioritura dell'olivo, cosa succede adesso?

Freddo e pioggia hanno ritardato la fioritura dell'olivo, cosa succede adesso?

Quali sono le condizioni peggiori per la fioritura dell'olivo? Pioggia e gran caldo. La pioggia può diminuire fortemente la circolazione e la densità pollinica, mentre ondate di calore possono limitarne la germinabilità e la crescita del tubetto pollinico

19 maggio 2023 | R. T.

Le temperature fresche degli ultimi giorni non stanno influenzando la fioritura dell'olivo, se non attraverso un ritardo dell'apertura dei fiori. Questo ritardo, però, preoccupa gli olivicoltori perché nelle prossime settimane sono previste anche sull'Italia ondate di calore come quelle già verificate in Spagna, con temperature oltre i 30 gradi che potrebbero "bruciare" il fiore. Un concetto che però va ben illustrato.

Il disseccamento del fiore dell'olivo, ovvero dei tessuti esterni, petali compresi, è un fenomeno normale e non deve allarmare. Anche il disseccamento del racemo della mignola, qualora non vi siano frutti allegati, è normale, poiché la pianta dirotta acqua e nutrienti dove ci sono frutticini allegati in crescita.

Il problema si pone quando il disseccamento dei racemi è diffuso, sintomo evidente di una mancata allegagione dell'olivo.

Quello che normalmente è definito come una fioritura "bruciata" è quindi il sintomo e non la causa della mancata allegagione e produzione.

Il fiore dell'olivo e la fioritura

I fiori dell’olivo sono piccoli, con 4 sepali uniti formando un calice campanulato, 4 petali bianchi saldati alla base e due grandi stami gialli.

I fiori dell’olivo non presentano nettarii. Il pistillo (la parte femminile che si trasformerà in oliva) è formato da un ovario rotondeggiante e uno stilo corto che finisce con uno stigma bilobato, grande e papilloso.

I fiori dell'olivo si dividono, didatticamente, in tre categorie: ermafroditi (fiori perfetti), staminiferi (maschili) e pistilliferi (femminili). Il secondo ed il terzo tipo sono determinati dalla degenerazione di una parte del fiore, originariamente ermafrodita, ma che a fioritura mantiene solo una delle due funzioni.

Generalmente più elevato è il numero di fiori perfetti e maggiore sarà anche la produttività dell'olivo. A contribuire ad aumentare il numero dei fiori perfetti è la componente genetica, ovvero la varietà, e in subordine fattori ambientali e tecniche agronomiche, come la concimazione e l'irrigazione.

Il punto debole della fioritura dell'olivo: il polline

Il polline si libera con 1-2 giorni di ritardo dalla schiusura del fiore. Quando è maturo, le due antere si aprono longitudinalmente liberandolo nell’ambiente. Questo avviene nelle ore più calde e più secche della giornata. In ambienti umidi o poco ventilati, i granuli pollinici tendono a rimanere in qualche modo agglutinati, cadendo in piccoli ammassi sulle foglie sottostanti o fino al suolo, ma in condizioni adatte possono essere trasportati abbastanza agevolmente dal vento ad 1-2 km di distanza.

È quindi evidente che perché vi sia una buona allegagione il clima dovrebbe essere tendenzialmente secco, così da permettere una buona diffusione del polline e quindi una fecondazione di un buon numero di fiori.

È altrettanto evidente che le temperature rappresentano un fattore decisivo, visto che il polline viene liberato dalle antere proprio nelle ore più calde. La temperature ottimale per la germinazione del polline è 20 °C ma comunque un buon range varia da 15 °C a 25 °C. Temperature prossime a 40 °C azzerano la germinabilità del polline che, quindi, anche se si posasse sul pistillo non sarebbe in grado di generare il tubetto pollinico e fecondare l'ovario, dando luogo all'olivina. Anche con temperature di 30 °C la germinabilità del polline diminuisce in maniera significativa ma variando da una riduzione del 20% fino al 70% a seconda delle varietà.

Lo stress da temperatura influisce in maniera sensibilmente diversa in ragione della varietà tanto da considerare alcune cultivar come tolleranti al caldo in fase di fioritura e altre molto sensibili.

La germinabilità, però, non è l'unico fattore da considerare. Perché l'ovario possa essere fecondato deve passare uno, massimo due giorni, dalla posa del polline sul pistillo fino alla fecondazione. È questo il tempo massimo per la crescita del tubello pollinico che deve servire a portare il polline fino all'ovario. Se la crescita è troppo lenta, e questo avviene a temperature elevate e quando l'idratazione dei tessuti è bassa, non si avrà la fecondazione e dunque la produzione.

Oltre a questo bisogna considerare che la vitalità del polline dell'olivo è limitata, spesso a 3-4 giorni, con punte di 5-6 giorni se le condizioni meteo sono ideali. Le condizioni ideali dunque si dovrebbero verificare quando il 50% dei fiori dell'olivo sono aperti (piena fioritura). Una finestra generalmente molto più breve dei 10-15 giorni che può durare l'intero processo di fioritura dell'olivo.

Aiutare la fioritura dell'olivo è possibile?

L'olivicoltore può fare poco per aiutare la fioritura dell'olivo, intesa come la fase fecondativa, se non attraverso abbondanti irrigazioni che possano mantenere una buona turgidità e umidità di tutti i tessuti della pianta, compresi quelli fiorali.

L'attività prevalente va svolta prima, dall'inverno fino alla primavera, per fare in modo che, compatibilmente con le caratteristiche varietali, si abbia la massima formazione possibile di fiori perfetti. Per ottenere questo risultato generalmente si interviene con adeguate concimazioni, anche di microelementi in fase di prefioritura, considerando che questi elementi sono mobili nei tessuti.

Naturalmente è anche buona norma, in caso di oliveto inerbito, provvedere a sfalci regolari, per diminuire la competizione idrica e nutritiva, con regolarità quando l'erba supera un'altezza di 15-20 centimetri.

Nutrizione e irrigazione sono insomma gli strumenti che gli olivicoltori hanno a disposizione per mitigare gli stress meteo e climatici che l'oliveto eventualmente di trova a sopportare.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Oli DOP, i disciplinari non tengono il passo con la qualità raggiunta dal settore

Uno studio scientifico analizza 115 oli extravergine di oliva DOP europei e rileva un divario tra i limiti fissati nei disciplinari e le prestazioni qualitative documentate dalla ricerca. Il 79% delle DOP è stato registrato prima del 2010 e solo il 44% dei disciplinari è stato modificato dalla registrazione

15 ottobre 2026 | 14:00

L'arca olearia

Raccolta delle olive, quanto costa davvero nel 2026?

Il settore olivicolo italiano è stretto tra carenza di manodopera e costi di produzione in crescita. Partendo dallo studio CREA del 2017 e aggiornando i valori con l'inflazione, i salari e i prezzi di mercato del 2026, abbiamo rifatto i conti

15 ottobre 2026 | 13:00

L'arca olearia

Occhio di pavone dell’olivo: riconoscerlo e gestirlo al meglio

L’occhio di pavone è la malattia fungina più diffusa e temuta negli oliveti italiani e mediterranei. Le conseguenze possono essere gravi: defogliazione, deperimento della pianta e calo di produzione. In questo articolo vedremo come riconoscere i sintomi, comprendere il ciclo biologico del patogeno e impostare una strategia di difesa efficace, integrata e sostenibile

14 ottobre 2026 | 15:00

L'arca olearia

Olio d'oliva da raccolta anticipata: dove nascono il verde, l’amaro e il piccante

Il profilo organolettico dipende dall’interazione fra maturazione della drupa, rapporto polpa/nocciolo, attività enzimatica e patrimonio fenolico. Comprendere questi meccanismi permette all’olivicoltore di scegliere il momento di raccolta in funzione dell’olio che vuole ottenere

13 ottobre 2026 | 13:00

L'arca olearia

Raccolta delle olive meccanica vs manuale: stato attuale e futuro

La scelta tra raccolta manuale e meccanica è oggi una delle decisioni più strategiche per l’olivicoltore. Se da un lato la raccolta a mano garantisce delicatezza e selezione, dall’altro la meccanizzazione riduce i costi e accelera le operazioni. Ecco prestazioni e criticità delle due tecniche

12 ottobre 2026 | 15:00

L'arca olearia

Le rese in olio al frantoio in Italia tornano in media: 11% ai primi di ottobre. Eccezioni in Calabria e Liguria

Al 5 ottobre le olive molite a livello nazionale ammontano a 9.809 tonnellate, con una produzione di olio pari a 1.111 tonnellate e una resa media nazionale dell'11,33%. Il confronto con le rese medie storiche di ottobre evidenzia come la campagna in corso si collochi su valori generalmente in linea, o lievemente inferiori, rispetto alle annate precedenti

12 ottobre 2026 | 14:00