L'arca olearia

I metalli pesanti non influiscono sulla qualità dell'olio extra vergine di oliva

I metalli pesanti non influiscono sulla qualità dell'olio extra vergine di oliva

Nessun effetto catalizzatore dei metalli nella reazione di idrolisi del lipide che porta alla liberazione degli acidi grassi carbossilici e ad un aumento di acidità

19 maggio 2023 | C. S.

Secondo gli studi condotti da Leonardo De Francesco e Joumana Doukkar dell'IISS Galileo di Jesi (AN) i metalli poesanti non influiscono sulla qualità dell'olio extra vergine di oliva, ovvero non accelarano la sua degradazione.

Il progetto di ricerca è stato premiato alla “Expo Sciences” a Lussemburgo e alla selezione italiana del concorso europeo “I giovani e le scienze 2023”.

Il trigliceride formato da glicerolo ed acido oleico è il più abbondante lipide nell’olio di oliva.

In ognuna di cinque beute a bocca larga i giovani ricercatori inserito una certa quantità nota di olio. In ciascuna di quattro di queste, è stata introdotta una lamina di metallo: rame, piombo, zinco, alluminio. La quinta, senza lamina metallica, è il riferimento. E' sta coperta la bocca della beuta con della carta in modo da lasciare una apertura per far circolare l’aria per il contatto con l’olio. Valutati due parametri: acidità e numero di iodio per caratterizzare l’olio nelle varie situazioni. .

L’olio al momento della apertura della bottiglia ha una acidità di 0.31. L’acidità misurata dopo dieci giorni mostra una leggera diminuzione rispetto a quella iniziale e può essere dovuta agli acidi carbossilici liberi dell’olio che attaccano la patina di ossido residuo presente sulla lamina metallica. Dopo due mesi e mezzo dall’inizio degli esperimenti, esaurito questo fenomeno, l’acidità aumenta in tutti i campioni compreso quello a contatto con la sola aria. Ciò sembra suggerire che il metallo non abbia un effetto catalizzatore nella reazione di idrolisi del lipide che porta alla liberazione degli acidi grassi carbossilici e ad un aumento di acidità. In ogni caso, l’olio, in base a questo parametro, mantiene il suo carattere extravergine. Il grado di insaturazione è rappresentato dal numero di iodio, che risulta piuttosto modesto se confrontato con il valore dell’olio di semi di soia.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Estratti di foglie di olivo contro l'Helicobacter pylori

Già millenni fa, gli antichi Romani usavano l’olio extravergine di oliva nella cura delle gastriti e delle ulcere, oggi sappiamo che ciò è dovuto ai composti fenolici contenuti in questo “alimento funzionale”. Oggi l'attenzione si concetra sulle foglie di olivo

04 giugno 2026 | 16:00 | Alessandro Vujovic

L'arca olearia

Ecco come la tignola dell'olivo sceglie di deporre le uova

Ecco i fattori che influenzano la scelta del sito di ovideposizione da parte di Prays oleae, la tignola dell’olivo. Il comportamento della femmina non è casuale ma ottimizza la performance larvale, selezionando foglie con basso rischio di abscissione e bilanciando il rapporto carbonio/azoto

04 giugno 2026 | 14:00

L'arca olearia

La cultivar Bambina è un tesoro pugliese per un olio extravergine ad alto profilo nutraceutico

La biodiversità olivicola pugliese custodisce varietà minori dal notevole potenziale. Tra queste, la cultivar Bambina, rustica e resiliente, mostra caratteristiche nutraceutiche paragonabili alla rinomata Coratina

04 giugno 2026 | 11:00

L'arca olearia

Fioritura dell'olivo e sviluppo dei frutti, mobilitazione del boro e implicazioni sulla fertilizzazione

Il boro è un elemento essenziale per la fioritura e l’allegagione nell’olivo. Contrariamente a quanto comunemente ritenuto, il boro può essere mobilizzato dalle foglie giovani verso fiori e frutti in fase di allegagione

03 giugno 2026 | 13:00

L'arca olearia

L'olivo può resistere a quattro anni di intensa siccità e tornare a produrre velocemente

Uno studio spagnolo dimostra che gli olivi sottoposti a stress idrico prolungato recuperano pienamente la funzionalità fisiologica in una sola stagione irrigua. Ma il prezzo si paga sulla produzione, almeno inizialmente

02 giugno 2026 | 16:00

L'arca olearia

Olivicoltura superintensiva, ridurre l’irrigazione del 13% senza perdere produzione

Il deficit idrico controllato in fase di prefioritura consente un risparmio annuo significativo. Il modello, testato su oliveti ad alta densità della varietà Arbequina, non compromette né la resa in olio né le caratteristiche organolettiche

02 giugno 2026 | 09:00