L'arca olearia
Urea fogliare per l’olivo: benefici e limiti
La fertilizzazione fogliare con urea rappresenta un’importante opportunità in determinate fasi fenologiche, per soddisfare il fabbisogno dei giovani germogli e dei frutti
30 marzo 2023 | R. T.
L'urea è un vettore di azoto ideale per l'applicazione fogliare perché contiene un'alta percentuale dell’elemento e può essere applicata ad alte concentrazioni senza essere fitotossica.
In condizioni favorevoli, il 60-70% dell'urea applicata può essere assorbita dalle foglie di olivo entro 24 ore.
Trattamenti fogliari con urea possono quindi rappresentare una soluzione a basso costo ed alta efficienza per la nutrizione con questo elemento.
Studi dell’Università di Davis hanno dimostrato che l'assorbimento fogliare dell'urea non è influenzato dal contenuto dell'azoto fogliare.
Urea fogliare per l’olivo: benefici e limiti
La traslocazione dell'urea dalle foglie mature ai tessuti vegetativi nelle piante con carenza azotata, tuttavia, è inferiore rispetto a quella delle piante con azoto sufficiente. La traslocazione ridotta può essere associata sia alla ridotta richiesta di assorbimento nelle piante carenti di azoto, che avevano interrotto completamente la crescita vegetativa prima dell'applicazione dell'urea, oppure alla mancanza di energia necessaria per la traslocazione. Una seconda applicazione di urea al 4% sulle foglie ha aumentato ulteriormente la concentrazione fogliare azotata nelle piante con carenza senza avviare però la crescita vegetativa.
Anche il tasso di traslocazione dell’urea applicata per via fogliare alle radici è molto lento. Solo il 10% dell’azoto applicato per via fogliare raggiunge l’apparato radicale. La ripartizione dell'urea traslocata ha favorito la chioma degli alberi a scapito dell'apparato radicale. La traslocazione dell'urea applicata per via fogliare alle radici delle piante con carenza di azoto era però meno influenzata rispetto alla traslocazione ai germogli. Tuttavia, le radici delle piante con carenza di azoto ricevono il 20% in meno di urea rispetto alle radici delle piante non carenti.
Questo rappresenta un importante limite della fertilizzazione fogliare con urea che può quindi solamente integrare e non sostituire un piano di fertilizzazione al suolo. Ipotizzare di utilizzare solamente la fertilizzazione fogliare con urea per soddisfare il fabbisogno dell’olivo può quindi rivelarsi inefficace.
La fertilizzazione fogliare con urea però rappresenta un’importante opportunità in determinate fasi fenologiche.
L’azoto dato con trattamento fogliare dopo l'antesi arriva ai frutticini entro 3 giorni e aumenta la traslocazione ai frutti da 2 a 4 settimane dopo.
Le applicazioni fogliari di urea poco prima che si preveda il fabbisogno di azoto, quindi, dovrebbe consentire di sfruttare l'apparente funzione di immagazzinamento delle foglie di olivo.
Utile sapere anche che l’olivo è in grado di assorbire azoto per via fogliare anche in autunno.
Il contenuto di azoto nelle foglie di olivo aumenta considerevolmente in seguito alle applicazioni di urea in ottobre e si riduce lentamente durante i 6 mesi successivi, quando la richiesta di azoto è minima, dopo la maturazione dei frutti e la quasi cessazione della crescita vegetativa.
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