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Buone notizie sull’emergenza Xylella fastidiosa in Puglia

Buone notizie sull’emergenza Xylella fastidiosa in Puglia

Non è ancora il momento di abbassare la guardia ma vi sono segnali positivi per l’evoluzione dell’emergenza Xylella fastidiosa in Puglia: diffusione in rallentamento e problemi Pac e bio in risoluzione

13 marzo 2023 | T N

Dopo anni di brutte notizie, finalmente si aprono segnali di speranza per l’emergenza Xylella fastidiosa in Puglia.

Xylella fastidiosa, in risoluzione i problemi su Pac e agricoltura biologica

E’ in corso l’approvazione da parte del Ministero della Salute dei fitofarmaci a base di olio essenziale di arancio dolce per l’olivicoltura. Tale principio attivo, autorizzato in agricoltura biologica, si è rivelato efficace per il contrasto all’insetto vettore del batterio killer degli olivi ed è autorizzato quale fitofarmaco utilizzabile nell’ambito del Piano di contrasto a Xylella del Servizio Fitopatologico regionale. Gli olivicoltori bio, quindi, presto potranno utilizzare tale fitofarmaco senza dover uscire, ancorchè temporaneamente, dal regime agricolo biologico a seguito dell’obbligo di ottemperare alle disposizioni di contenimento dell’insetto vettore.

A darne la notizia è stato Salvatore Infantino, responsabile del Servizio patologico regionale, in occasione del convegno Biologico e Xylella organizzato nell’ambito del premio Biol a Bari.

Il funzionario regionale ha chiarito inoltre un ulteriore aspetto non marginale per gli agricoltori, riguardante il rapporto tra Pac e Xylella fastidiosa. L’emergenza Xylella è un’emergenza da protezione civile, pertanto è garantita anche la disapplicazione di normative nazionale, quale lo stesso Codice dell’Ambiente, per ottemperare alle disposizioni per il contenimento di questo organismo da quarantena. Questo significa, come ha spiegato Salvatore Infantino, che il Servizio Fitopatologico regionale e poi anche a livello nazionale, hanno concordato che l’olivicoltore non sarà ritenuto responsabile del mancato ottemperamento di disposizioni Pac che danno luogo a contributi, come gli ecoschemi olivicoli, in ragione degli obblighi per il contrasto a Xylella fastidiosa.

Gli olivicoltori che aderissero agli ecoschemi che prevedono il divieto di bruciatura dei sarmenti di potatura, dell’inerbimento dell’oliveto e dell’inerbimento con mellifere, ma che si trovassero a dover bruciare i sarmenti e arare i campi in virtù di disposizioni contro Xylella fastidiosa, continueranno dunque a percepire il contributo.

Come emerso dal convegno si tratta di misure in progress ma Salvatore Infantino ha garantito la piena collaborazione dell’amministrazione regionale affinchè la loro attuazione non penalizzi gli olivicoltori.

Buone notizie sull’emergenza Xylella fastidiosa in Puglia

Un’ulteriore buona notizia è emersa da parte di Donato Boscia, ricercatore del CNR di Bari: la diffusione di Xylella fastidiosa sul territorio regionale sta rallentando. Non si tratta ancora di uno stop né di una regressione, quindi è necessario non abbassare la guardia ma i ricercatori hanno notato un’apparente attenuazione dell’infettività del patogeno.

Approfondimenti sono in corso e dalle prime indicazioni emerge che non c’è alcuna presenza di mutazioni genetiche di Xylella fastidiosa che facciano pensare a una più bassa patogenicità, un po’ come capitato invece con il Covid-19.

E’ stata riscontrata invece una più bassa presenza della sputacchina, insetto vettore, nelle aree delimitate e indenni per le buone pratiche agricole messe in atto ma anche per una migliore organizzazione delle misure fitosanitarie, curative e preventive, ovvero abbattimenti e monitoraggi. La sputacchina, inoltre, sta trovando più difficoltà in aree con clima meno ottimale per il suo sviluppo.

Le misure di contenimento e la minore presenza di piante con alta carica infettiva sta anche abbassando la percentuale di sputacchina che risulta infetta. Fino a qualche anno fa il 90% o più degli insetti catturati nell’area di Gallipoli era infetto. Oggi la percentuale è scesa al 20-30%. Meno insetti infetti significa anche un minor rischio di infezioni.

E’ probabilmente questa la ragione per cui si sta osservando, anche in Salento, una stasi della malattia su Ogliarola e addirittura un’apparente ripresa per la Cellina di Nardò. E’ infatti importante sottolineare che l’iperinfezione, ovvero la simultanea infezione del batterio da parte di numerosi insetti sulla singola pianta, a portare al rapido decadimento vegeto-produttivo osservato spesso in Salento. Nel caso di infezioni singole è più semplice anche l’intervento con pratiche agronomiche come la potatura e la rimozione precoce dei rami secchi che possono anche impedire la diffusione del batterio all’intera pianta.

Una speranza per il futuro della Puglia olivicola testimoniata anche dall’ottimismo e dall’intraprendenza di Donato Conserva, Frantoio Mimì, che ha dichiarato di continuare a impiantare Coratina, Ogliarola e Peranzana. Si è abbassato il livello di allerta per Xylella fastidiosa nell’opinione pubblica. Non c’è più nessuno che chiede se può essere pericoloso mangiare un olio ottenuto da piante infette o in area infetta. Viceversa c’è sempre più attenzione per il rapporto cibo e salute. E l’olio extra vergine di oliva, in questo binomio, può giocare un ruolo fondamentale.

A concludere i lavori è stato Nino Paparella, patron del premio Biol, notando che, per fortuna, dall’inizio dell’epidemia, sono stati fatti notevoli progressi, così da poter salvaguardare il patrimonio sociale, culturale ed economico della Puglia. Occorre però moltiplicare gli sforzi, in particolare sulla ricerca, per dare soluzioni alternative agli olivicoltori per impiantare nuovi oliveti con cultivar autoctone, senza dover più ricorrere a Leccino e Favolosa.

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