L'arca olearia

La qualità del compost influenza la fertilità del suolo dell’oliveto

La qualità del compost influenza la fertilità del suolo dell’oliveto

La sansa ha una minore capacità del compost da biosolidi di immagazzinare carbonio, favorendo così l’accumulo di sostanza organica e riducendo i tassi di erosione e desertificazione

09 marzo 2023 | R. T.

Gli oliveti tradizionali sono considerati ad alto rischio di erosione e desertificazione a causa dei bassi apporti di sostanza organica e della scarsa copertura vegetale, uniti a lavorazioni del terreno ad alta intensità, che portano a un'ulteriore diminuzione del contenuto di carbonio organico nel suolo. In un contesto di cambiamento climatico, il sequestro di carbonio attraverso la gestione dei rifiuti nel quadro di un'economia circolare diventa di primaria importanza per i suoli agricoli mediterranei irrigati a pioggia. Per svelare i meccanismi di sequestro del carbonio in questi agroecosistemi, abbiamo valutato l'effetto dell'applicazione di due compost (sansa e biosolidi) a due diverse dosi accoppiate alla gestione sostenibile del suolo che consente la crescita di vegetazione spontanea sulla superficie del suolo.

A tal fine, l'Istituto di scienze agrarie di Madrid ha utilizzato la risonanza magnetica nucleare allo stato solido per tracciare l'evoluzione della composizione chimica della materia organica derivata dal compost e dal suolo. Successivamente, l'attività della comunità microbica del suolo dopo l'aggiunta di compost è stata monitorata misurando due attività enzimatiche (β-glucosidasi e deidrogenasi) e la respirazione di CO2 nel suolo. Infine, l'adattamento delle comunità microbiche è stato quantificato utilizzando i geni che codificano gli enzimi del suolo associati al ciclo del C - la β-glucosidasi e le multirame ossidasi simili alla laccasi.

I risultati dimostrano che il compost biosolido ha un potenziale di immagazzinamento di C più elevato a medio termine (24-30 mesi dopo la prima applicazione) rispetto al compost di sansa, con un sequestro netto di C fino al 50% nello strato superficiale fertile del suolo in aggiunta al C derivato dal compost applicato.

Questi risultati sono attribuiti alla composizione chimica del compost biosolido, più vicina a quella della sostanza organica nativa, che ha portato a un adattamento meno brusco del funzionamento microbico del suolo (minori flussi di C idrosolubile, minor numero di copie di geni che codificano attività enzimatiche) alla nuova fonte di C, rispetto al compost di sansa.

I risultati incoraggiano la riduzione della perturbazione del suolo e l'uso di modifiche organiche al posto dei fertilizzanti minerali per aumentare lo stoccaggio del carbonio e migliorare la sostenibilità degli oliveti negli agroecosistemi mediterranei.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Aculus olearius: un nuovo nemico per l'olivicoltura

L'acaro parassita è già noto in Italia, Grecia, Spagna e Turchia. Causa danni significativi alle olive, tra cui imbrunimento dei germogli, disseccamento dei fiori, accartocciamento delle foglie e deformazioni dei giovani frutti. Ecco indicazioni pratiche per gli olivicoltori su come riconoscere i sintomi, monitorare le popolazioni e gestire il problema

24 agosto 2026 | 16:00

L'arca olearia

Olio extravergine d'oliva denocciolato: un tesoro di antiossidanti per la salute e la bellezza

La rimozione del nocciolo prima dell'estrazione dell'olio dalle olive Cerasuola aumenta significativamente la concentrazione di composti fenolici e flavonoidi, potenziando le proprietà antiossidanti dell'olio extravergine e aprendo nuove prospettive per l'industria cosmetica e alimentare

24 agosto 2026 | 15:00

L'arca olearia

Ftalati nell’olio extravergine d'oliva, arriva un nuovo metodo rapido per individuarli

Un sistema basato sulla fluorescenza riesce a distinguere sette diversi ftalati presenti nell’olio extravergine di oliva con un’accuratezza fino al 97,2%. La tecnica potrebbe diventare uno strumento di screening per controllare più rapidamente la sicurezza degli oli alimentari

24 agosto 2026 | 13:00

L'arca olearia

Limonene e cannella per proteggere l'olivo: nuovi biopesticidi naturali promettono un’olivicoltura più sostenibile

Uno studio dell’Università di Almeria analizza il comportamento ambientale di limonene e trans-cinnamaldeide, due composti naturali utilizzabili come biofitoprotettori. La ricerca evidenzia una rapida degradazione nell’ambiente acquatico e un basso rischio di accumulo, aprendo nuove prospettive per ridurre l’impiego di pesticidi sintetici anche negli oliveti

22 agosto 2026 | 09:00

L'arca olearia

Olio d'oliva e clima: quando il caldo fa bene (e quando no)

Uno studio svela che non è la temperatura media della stagione a determinare la qualità dell'olio, ma il momento preciso in cui il caldo si fa sentire. I risultati, però, vanno valutati con attenzione

21 agosto 2026 | 12:00

L'arca olearia

Olivicoltura di precisione, la vera rivoluzione è nel risparmio: meno acqua, fertilizzanti e fitofarmaci

Droni, sensori, intelligenza artificiale e mappe di vigore stanno trasformando la gestione dell’oliveto. Il vantaggio non è soltanto tecnologico: intervenire dove e quando serve può ridurre gli sprechi, contenere i costi e migliorare l’efficienza degli input

20 agosto 2026 | 11:00