L'arca olearia

Gli abbacchiatori di raccolta delle olive attivano la via della lipossigenasi, responsabile della produzione delle note fruttate dell'olio di oliva

Gli abbacchiatori di raccolta delle olive attivano la via della lipossigenasi, responsabile della produzione delle note fruttate dell'olio di oliva

Le quantità più elevate di composti fenolici totali si sono avute però nei campioni di olio d'oliva estratti da olive raccolte con il metodo manuale

11 novembre 2022 | R. T.

Per produrre olio d'oliva di alta qualità, le migliori pratiche raccomandano di evitare i danni ai frutti durante la raccolta e di evitare lunghi tempi di stoccaggio tra la raccolta e la frangitura.

L'applicazione di pettini elettrici vibranti portatili per la raccolta facilitata dei frutti dell'olivo rappresenta un utile strumento per migliorare l'efficienza produttiva delle aziende olivicole, riducendo i costi di manodopera.
Tuttavia è opinione comune, basata anche su prove scientifiche, che la suddetta tecnica abbia impatto negativo sull'integrità fisico-chimica dei frutti prima della molitura, rispetto alla raccolta manuale, e che possa essere un potenziale fattore di cattiva qualità dell'olio estratto.

La raccolta meccanica infatti potrebbe danneggiare le olive, favorendo il rammollimento della polpa, la rottura delle cellule, l'aumento della respirazione del frutto e la rapida degradazione dell'olio d'oliva.

Inoltre, la capacità di lavoro degli impianti non è sufficiente a coprire i volumi di olive in arrivo, ed è necessario un periodo di stoccaggio.

Per ridurre al minimo il deterioramento delle olive sono state sviluppate diverse macchine agevolatrici manuali e sono attualmente diffuse celle refrigerate per la conservazione dei frutti.

Un disegno fattoriale completo ha valutato gli effetti combinati del metodo di raccolta (manuale vs agevolata), della temperatura di conservazione (25°C vs 6,5°C) e della loro interazione, con l'obiettivo di capire se la conservazione a bassa temperatura, applicata alle olive raccolte con pettini elettrici manuali, potesse mitigare i potenziali effetti negativi dati dalla battitura.

Dalle analisi chimiche dei parametri legali, delle frazioni fenoliche e aromatiche, le quantità più elevate di composti fenolici totali si sono verificate nei campioni di olio d'oliva estratti da olive raccolte con il metodo manuale.

Inoltre, la conservazione a bassa temperatura ha preservato i secoiridoidi, anche se ha favorito la loro ossidazione.

Lo stress meccanico sulle olive a causa della raccolta ha portato ad attivare preferibilmente le reazioni ossidative, compresa la via della lipossigenasi (LOX), responsabile della produzione delle note fruttate dell'olio di oliva.

Questi ultimi fenomeni sono stati esaltati dalle basse temperature, probabilmente a causa della maggiore solubilità dell'ossigeno e alla selezionata attività dell'idroperossido liasi.

L'azione combinata della raccolta con abbacchiatori e dello stoccaggio a bassa temperatura durante la conservazione delle olive, ha offerto alle aziende olivicole l'opportunità di ottenere un effetto modulante sul profilo aromatico dell'olio, favorendo sia il rilascio degli enzimi LOX sia la solubilità dell'ossigeno, portando alla produzione di molecole positive per l'aroma.

In sintesi, la raccolta facilitata con l'uso di pettini vibranti sembra aver raggiunto un'evoluzione tecnologica sufficiente a minimizzare gli effetti collaterali sulle olive e sull'olio d'oliva, soprattutto se supportata dalla conservazione dei frutti a bassa temperatura. Tuttavia, la raccolta facilitata deve essere inserita in un approccio organizzativo integrato di post-raccolta che garantisca la corretta manipolazione, il trasporto e le pratiche igieniche, un immagazzinamento a breve termine e piccoli cumuli di olive durante lo stoccaggio.

Bibliografia

Ferdinando Corti et al, Effect of facilitated harvesting and fruit cooling on extra virgin olive oil quality, La rivista italiana delle sostanze grasse - voL. XCIX - Luglio/Settembre 2022

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Micorrize e batteri alleati dell’olivo contro la siccità

La combinazione di funghi micorrizici arbuscolari e batteri promotori della crescita vegetale può contribuire a mantenere attiva la rizosfera dell’olivo in condizioni di forte stress idrico

19 ottobre 2026 | 11:00

L'arca olearia

Aloe vera e irrigazione a bassa pressione: la combinazione che rivoluziona la produttività dell'olivo in zone aride

Uno studio dimostra che l'applicazione al suolo di fette di foglie di Aloe vera, abbinata all'irrigazione a bubbler, massimizza resa, qualità dell'olio e redditività, riducendo al contempo i consumi idrici

18 ottobre 2026 | 09:00

L'arca olearia

Metalli di transizione e cultivar possono accelerare l’ossidazione dell’olio di oliva

Uno studio italiano su Frantoio e Leccino mostra come ferro e rame modifichino il decorso dell’ossidazione, aumentando i prodotti secondari e alterando il profilo dei polifenoli. Anche il genotipo sembra influenzare la stabilità dell’olio

17 ottobre 2026 | 09:00

L'arca olearia

Scuotitori per la raccolta delle olive: come scegliere la macchina giusta e ottimizzare l’efficienza del cantiere

L’efficienza dipende dalla cultivar, dalla geometria della chioma, dalla maturazione delle olive, dalla resistenza del peduncolo e dall’organizzazione del cantiere. Ecco come scegliere lo scuotitore al tronco, regolare i parametri di lavoro e ridurre tempi, perdite e danni alle piante

16 ottobre 2026 | 16:00

L'arca olearia

Raccolta meccanica e conservazione delle olive: cosa succede a fenoli e acidi grassi

Le olive raccolte a macchina subiscono danni invisibili che accelerano la degradazione di oleuropeina e acidi grassi, con differenze marcate tra varietà. Ecco cosa significa per chi deve decidere quando e come raccogliere e quanto a lungo può conservare il frutto prima della molitura

16 ottobre 2026 | 15:00

L'arca olearia

Come simulare l'impatto ambientale dell'olio extravergine d'oliva prima di produrlo

Integrare un Digital Twin, una replica virtuale del frantoio validata sperimentalmente, con l'analisi del ciclo di vita (LCA) trasforma la valutazione ambientale da fotografia statica a strumento previsionale: : 1,30 kg di CO₂ equivalente per kg di olio, di cui appena 0,05 attribuibili alla fase industriale, e un consumo energetico di 0,055 kWh per litro

16 ottobre 2026 | 14:00