L'arca olearia
Un biosensore elettronico per prevenire Xylella fastidiosa
I risultati della ricerca dell'Università di Bari hanno grande rilevanza per la rivelazione precoce di organismi patogeni delle piante e per l’attuazione di misure preventive
07 ottobre 2022 | C. S.
Biosensori elettronici per scovare anche un singolo batterio di Xylella fastidiosa in tempi rapidi, prima che ne siano visibili gli effetti, permettendo così interventi più efficaci. È questo l’obiettivo di uno studio realizzato dai ricercatori dell’Istituto per la protezione sostenibile delle piante (Cnr-Ipsp) e dell'Istituto di fotonica e nanotecnologie (Cnr-Ifn) del Consiglio nazionale delle ricerche, in collaborazione con i Dipartimenti di Chimica, Farmacia-Scienze del Farmaco e Fisica dell’Università degli studi di Bari, e con il contributo di Agritest S.r.l. I risultati della ricerca sono stati pubblicati su Advanced Science, prestigiosa rivista internazionale ad elevatissimo Impact Factor (16.8).
“La rivelazione ultrasensibile di Xylella fastidiosa si è avvalsa fino ad ora di test di rilevamento molecolare, che impiegano come target il DNA del batterio stesso. Tali analisi, tuttavia, prevedono l’impiego di infrastrutture di laboratorio, assieme a tempi di analisi di almeno 3 ore. L’innovativa piattaforma elettronica proposta dal team di ricercatori baresi consentirebbe invece la rivelazione del singolo batterio in appena 30 minuti direttamente in campo”, spiega Luisa Torsi, professoressa ordinaria di chimica analitica dell’Università di Bari e vice-presidente del Consiglio scientifico del Cnr, che ha coordinato la ricerca.
“Al momento la rivelazione precoce del batterio e le misure di contenimento messe in atto sui territori regionali sembrano aver rallentato la corsa del batterio. Servono strumenti rapidi e affidabili per diagnosticare e intervenire precocemente cercando di arrestare la malattia, per la quale finora non sono state trovate cure capaci di risanare le piante infette”, prosegue Donato Boscia, responsabile della sede barese dell’Istituto per la protezione sostenibile delle piante (Cnr-Ipsp), e tra i pionieri nella lotta a Xylella fastidiosa in Puglia.
Il risultato ottenuto ha grande rilevanza per la rivelazione precoce di organismi patogeni delle piante e per l’attuazione di misure preventive. “Ad esempio, i biosensori basati sulla tecnologia dei transistori a singola molecola (SiMoT) hanno prospettiva concreta di poter essere impiegati per la diagnostica in campo di malattie infestanti delle piante”, afferma Eleonora Macchia, ricercatrice del Dipartimento di Farmacia-Scienze del Farmaco dell’Università di Bari, vincitrice di un progetto ERC Starting Grant.
“I principali limiti dei metodi ‘classici’ di laboratorio riguardano la necessità di dover ricorrere a personale specializzato e l’impiego di strumentazioni complesse”, concludono Luisa Torsi e Gaetano
Scamarcio, professore ordinario presso il Dipartimento Interateneo di Fisica dell’Università di Bari e associato della sezione Cnr-Ifn di Bari. “È evidente come una piattaforma così robusta consenta una analisi accurata, veloce e ultrasensibile, rappresentando quindi uno strumento potentissimo contro la diffusione di Xylella fastidiosa”.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Crescono a doppia cifra le vendite di olio extravergine di oliva italiano a scaffale: +12% a luglio
Buone notizie sul fronte della propensione degli italiani ad acquistare olio nazionale, venduti quasi 20 milioni di litri a luglio, in crescita di oltre 2 milioni di litri rispetto a un anno fa. L’olio comunitario, nel frattempo, continua a far registrare un segno negativo: -1,1%
27 agosto 2026 | 16:30
L'arca olearia
Mappe del gusto: come la tecnologia svela i territori dell'olio extravergine di oliva ad alto contenuto fenolico
Mappato il potenziale polifenolico dell'olio extravergine di oliva, individuando le aree più vocate e stabili nel tempo. Un nuovo strumento per valorizzare il concetto di terroir e supportare la pianificazione olivicola
27 agosto 2026 | 14:00
L'arca olearia
Il mito dell'olivicoltura superintensiva senza irrigazione: i numeri che lo smentiscono
La gestione del deficit idrico richiede un approccio che coniughi conoscenze fisiologiche e tecnologie di precisione per mantenere la redditività anche in scenari di scarsità estrema. Un recente studio spagnolo sull’Arbequina in Andalusia ha valutato l’impatto di volumi irrigui estremamente ridotti
27 agosto 2026 | 12:00
L'arca olearia
Xylella e olivo: la svolta green dei biopesticidi. Quale strategia conviene davvero?
Per anni, le armi principali sono state i pesticidi chimici di sintesi, come il rame, gli insetticidi piretroidi e i neonicotinoidi. Oggi si parla di biopesticidi. Un confronto tra efficacia ed impatto ambientale, come guida per gli olivicoltori che voglio contrastare Xylella fastidiosa
26 agosto 2026 | 15:00
L'arca olearia
Melograno e carruba contro la verticilliosi dell’olivo: gli estratti attivano le difese naturali della pianta
Estratti di melograno e carruba mostrano un potenziale effetto bioprotettivo contro Verticillium dahliae, il fungo responsabile della verticilliosi dell’olivo. Attivati di diversi geni coinvolti nelle risposte di difesa della pianta e una riduzione o stabilizzazione della biomassa fungina nelle piante trattate
25 agosto 2026 | 13:00
L'arca olearia
Aculus olearius: un nuovo nemico per l'olivicoltura
L'acaro parassita è già noto in Italia, Grecia, Spagna e Turchia. Causa danni significativi alle olive, tra cui imbrunimento dei germogli, disseccamento dei fiori, accartocciamento delle foglie e deformazioni dei giovani frutti. Ecco indicazioni pratiche per gli olivicoltori su come riconoscere i sintomi, monitorare le popolazioni e gestire il problema
24 agosto 2026 | 16:00