L'arca olearia

Salvaguardare la salute di chi cucina grazie all’olio di oliva

Salvaguardare la salute di chi cucina grazie all’olio di oliva

Una maggiore incidenza di malattie respiratorie nei cuochi è stata attribuita alla frequente esposizione ai prodotti di degradazione della cottura. Utilizzare l’olio di oliva può attenuare il problema

16 settembre 2022 | R. T.

La cottura con gli oli, in particolare la frittura degli alimenti, emette una quantità significativa di particolato. Le emissioni da cucina sono risultate una delle fonti più importanti di particolato organico, contribuendo al 10-34% dell'aerosol organico primario totale dell'ambiente e sono state associate a effetti negativi sulla salute, come un elevato rischio di cancro ai polmoni e di mutagenicità anche nei non fumatori. Una maggiore incidenza di malattie respiratorie nei cuochi è stata anche attribuita alla frequente esposizione ai prodotti di degradazione della cottura. In letteratura sono stati documentati diversi contaminanti tossici in fase gassosa e particellare nelle emissioni di cottura. Gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e le aldeidi derivate dalla pirolisi e dall'ossidazione delle sostanze organiche sono due specie chimiche tossiche ben riconosciute prodotte durante la cottura. Lo studio ha anche rilevato che le cucine sono un'importante fonte di black carbon (BC) e di particelle ultrafini, ovvero molecole dannose per la salute. Sebbene la cappa da cucina sia comunemente utilizzata per scaricare questi inquinanti in cucina, le sue prestazioni non sono in genere del tutto soddisfacenti.

Olio di oliva migliore per cucinare: anche per la salute del cuoco

È noto che le emissioni pericolose prodotte dagli oli di frittura possono essere correlate alle proprietà dell'olio, in particolare alla composizione degli acidi grassi. Tuttavia, le indagini sono state limitate e parziali.

L’Università di Taipei ha studiato le emissioni prodotte dalla frittura di alimenti con tre oli (palma, oliva e soia) con diversi profili di acidi grassi in modo esaustivo ed è stata esplorata l'interrelazione tra le sostanze emesse, i parametri di qualità dell'olio e i profili di acidi grassi.

In primo luogo, l'olio di palma ha emesso la più alta concentrazione di particelle totali.

I ricercatori hanno osservato una correlazione positiva tra la concentrazione del numero di particelle e i livelli di acido palmitico, uno dei principali acidi grassi saturi (SAFA) e di composti polari totali (TPC) nell'olio fritto, un marker di degradazione che è stato anche correlato positivamente con quello del black carbon (BC).

In secondo luogo, l'olio di soia ha emesso il più alto livello di aldeidi gassose, tra cui acroleina, propinoaldeide, crotonaldeide, esanale e trans-2-eptenale; la concentrazione totale di aldeidi è risultata positivamente correlata alla percentuale di acido α-linolenico (ALA), mentre l'esanale e il trans-2-eptenale erano correlati all'acido linoleico (LA). LA e ALA sono i due principali acidi grassi polinsaturi degli oli vegetali non tropicali.

In terzo luogo, l'olio di palma ha emesso il maggior numero di idrocarburi policiclici aromatici (IPA) legati alle particelle ed è stata scoperta un'associazione positiva tra due IPA e la percentuale di SAFA.

L'olio di oliva sembra superiore agli oli di soia e di palma per quanto riguarda le emissioni tossiche durante la frittura.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Campi elettrici pulsati per l’olio extravergine d'oliva: più fenoli e un aroma verde più intenso

La tecnologia dei campi elettrici pulsati modifica il profilo qualitativo e aromatico dell’olio vergine di oliva. Il trattamento favorisce l’estrazione dei composti fenolici e la via enzimatica della lipossigenasi, aumentando del 48,4% il contenuto di (E)-2-esenale, molecola associata alle note verdi

28 settembre 2026 | 16:00

L'arca olearia

Acetamiprid e flupyradifurone nell’olio d'oliva: cosa succede ai residui dopo il trattamento contro la mosca dell'olivo

Acetamiprid e flupyradifurone sono insetticidi sistemici con un comportamento chimico molto diverso da quello dei principi attivi fortemente lipofili. Il semplice trascorrere dei giorni dopo il trattamento non è sufficiente, da solo, per prevedere la concentrazione finale: dose, epoca di applicazione, sviluppo della drupa, condizioni meteorologiche e processo di estrazione incidono sulla residualità

28 settembre 2026 | 12:00

L'arca olearia

Dalle acque reflue dei frantoi un concentrato di polifenoli per fortificare il succo di arancia rossa

Un sistema di filtrazione a membrane consente di recuperare dall’acqua di vegetazione elevate quantità di idrossitirosolo e altri composti bioattivi. Un concentrato ottenuto per osmosi inversa, aggiunto al succo di arancia rossa, ha mantenuto attività antiossidante e caratteristiche sensoriali accettabili anche dopo 60 giorni di conservazione refrigerata

28 settembre 2026 | 09:00

L'arca olearia

Xylella fastidiosa subsp. pauca ST53: stessa origine per il batterio in Italia e in Francia

Un’analisi genomica delle popolazioni di Xylella fastidiosa subsp. pauca ST53 rinvenute in Francia evidenzia una stretta parentela con i ceppi italiani. I risultati suggeriscono che alcuni isolati francesi potrebbero derivare dallo stesso evento di introduzione che ha interessato l’Italia

27 settembre 2026 | 12:00

L'arca olearia

Olio extravergine di oliva miscelato con oli di semi, ecco i tre semplici parametri per smascherare la frode

Acidità, perossidi, coefficienti di estinzione UV, pigmenti e polifenoli possono essere utilizzati insieme per individuare l’aggiunta di oli di soia, girasole e mais all’olio extravergine di oliva. K268, contenuto fenolico e attività antiossidante siano particolarmente informativi

27 settembre 2026 | 11:00

L'arca olearia

Funghi nematofagi nei suoli degli oliveti del Mediterraneo: ecco perché il clima conta più della gestione biologica

Il ruolo dei funghi nematofagi, predatori naturali dei nematodi parassiti delle piante, negli agroecosistemi olivicoli. La loro presenza e attività non dipendono tanto dal metodo di coltivazione (biologico vs convenzionale), quanto piuttosto da fattori climatici e pedologici, in particolare dall'aridità

26 settembre 2026 | 11:00