L'arca olearia
Il genoma dell’olivo sotto la lente di ricercatori di Pisa e Cordoba
Riscontrato che in quattro sottospecie la parte ripetitiva del genoma occupava circa il 50% dell’intero set, mentre nell'antenato più distante ne occupava il 70%
03 giugno 2022 | C. S.
L'Università di Cordoba (UCO) sta collaborando con università italiane in un progetto di ricerca volto a chiarire i processi che hanno portato all'attuale struttura del genoma dell'olivo coltivato, accertare la quantità e la composizione di questa frazione ripetitiva nel genere Olea e, in breve, tracciare l'albero genealogico dell'olivo.
Il genoma di una pianta è costituito da geni, ma anche da altri elementi come la frazione ripetitiva. Questa componente ripetitiva è costituita da due tipi di sequenze: i trasposoni e le sequenze di ripetizione in tandem. Sebbene, in molti casi, questa parte occupi più della metà del genoma della pianta, fino a poco tempo fa era conosciuta come "genoma spazzatura" perché si pensava che fosse inutile. Ora si cerca di capire quale funzione abbia, ma per farlo è necessario caratterizzare e studiare questa parte che finora non era stata presa in considerazione, secondo un comunicato stampa del centro educativo.
Per chiarire i processi che hanno portato all'attuale struttura del genoma dell'olivo coltivato, per conoscere la quantità e la composizione di questa frazione ripetitiva nel genere Olea e, in breve, per tracciare l'albero genealogico dell'olivo, i ricercatori dell'Unità di Eccellenza María de Maeztu - Dipartimento di Agronomia (DAUCO) Concepción Muñoz Díez e Carlos Trapero hanno collaborato con il team dell'Università di Pisa guidato da Flavia Mascagni. A tal fine, hanno effettuato una caratterizzazione approfondita della frazione ripetitiva dell'olivo rispetto ad altre quattro specie appartenenti al genere Olea, mediante analisi bioinformatiche e di ibridazione in situ.
Dopo la quantificazione e il confronto della composizione della frazione ripetuta in Olea exasperata (dal Sudafrica), Olea europaea subsp. europaeavar. sativa (l'oliva coltivata), Olea europaea subsp. cuspidata, Olea europaea subsp. guanchica (che cresce nelle Isole Canarie) e Olea paniculata (come taxon più distante, un antenato del genere Olea che cresce solo in Australia) è stato riscontrato che nelle quattro sottospecie più strettamente correlate la parte ripetitiva del genoma occupava circa il 50% del genoma, mentre nell'antenato più distante occupava il 70% del genoma.
Per quanto riguarda la composizione di questa frazione ripetitiva, il team ha scoperto che mentre le quattro Olee più strettamente imparentate erano dominate da sequenze di ripetizioni tandem e non da trasposoni, la situazione era invertita in Olea paniculata. "L'ipotesi è che ci sia una competizione tra trasposoni e sequenze di ripetizioni tandem, per cui il genoma regola in qualche modo questa composizione tenendo conto di una relazione inversa tra i due gruppi", spiega Concepción Muñoz.
Le differenze nella frazione ripetitiva tra le quattro sottospecie più imparentate e la specie più lontana (O. paniculata) suggeriscono che "questi cambiamenti si sono verificati dopo la divergenza tra paniculata e le altre specie studiate", cioè l'aumento delle ripetizioni tandem che è presente nel resto delle Olea studiate, ma non in paniculata. In questo modo, l'albero genealogico dell'olivo può essere disegnato con il contributo di questa parte del genoma finora dimenticata.
Questo studio ha inoltre identificato 11 famiglie principali di ripetizioni tandem, cinque delle quali hanno portato a nuove scoperte.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
L'olivo, patrimonio d'Italia: 5.000 anni di medicina, magia e cucina raccontati dalla scienza
Ricostruito per la prima volta l'intero patrimonio etnobotanico italiano legato a Olea europaea: dalle foglie contro l'ipertensione ai riti contro il malocchio, fino agli usi veterinari e domestici. Le pratiche tradizionali resistono nel 90% delle regioni
24 settembre 2026 | 16:00
L'arca olearia
Inolizione dell’oliva e parametri di maturazione, conoscere le dinamiche per raccogliere al momento giusto
L’accumulo di olio nella drupa non procede in modo indipendente dall’ambiente. Forza di distacco, durezza della polpa e indice di maturazione aiutano a leggere questa evoluzione, ma non sono sempre sincronizzati con il massimo contenuto oleoso
24 settembre 2026 | 14:00
L'arca olearia
Gramolazione della pasta d'olive: il profilo aromatico può essere monitorato in tempo reale
Applicata per la prima volta la spettrometria PTR-ToF-MS al monitoraggio continuo dei composti volatili durante l’estrazione dell’olio extravergine. I risultati mostrano che l’emissione degli aromi raggiunge un massimo nei primi minuti di gramolazione, mentre tempi prolungati possono determinare perdite rilevanti dei composti C6
24 settembre 2026 | 12:00
L'arca olearia
Etilene e cascola delle olive: una possibile strategia per favorire il distacco dei frutti
La maturazione dell'oliva è accompagnata da cambiamenti fisiologici e molecolari che interessano anche il rapporto tra frutto e peduncolo. L'etilene rappresenta uno dei regolatori più interessanti, anche se nell'olivo la sua produzione endogena durante la maturazione è generalmente molto bassa
24 settembre 2026 | 09:00
L'arca olearia
Raccolta notturna delle olive: quando il freddo aiuta la qualità dell’olio
Raccogliere nelle ore più fresche può limitare gli effetti delle alte temperature sulla drupa e favorire un profilo aromatico più verde. Le ricerche condotte in Italia mostrano differenze interessanti su composti volatili, acidità e numero di perossidi, ma la gestione della temperatura deve essere inserita in una strategia più ampia
23 settembre 2026 | 15:00
L'arca olearia
La relazione tra luce e produzione dell'olivo, ecco come la densità dell'oliveto influisce sulla resa
La maggiore densità riduce la qualità della luce (R/FR più basso) e la PAR incidente alle quote basse, con ricadute su vegetazione, fioritura e fruttificazione. La produzione per ettaro resta però simile tra i due sistemi, grazie a strategie compensative della pianta
23 settembre 2026 | 13:00