L'arca olearia
Scoperto il gene responsabile del fruttato dell'olio extra vergine di oliva
L'azione dell'enzima 13-idroperossido liasi è fondamentale per la sintesi della frazione volatile, e se l'attività enzimatica viene modificata "il profilo dei composti volatili viene cambiato"
25 maggio 2022 | T N
Un gruppo di ricercatori dell'IHSM La Mayora UMA-CSIC e dell'Instituto de la Grasa (CSIC) ha dimostrato attraverso un'analisi funzionale che il gene 13-HPL, che codifica per l'enzima 13-idroperossido liasi, è coinvolto nella formazione dei composti volatili responsabili dell'aroma dell'olio di oliva.
Questo lavoro, svolto congiuntamente dai due istituti, si è concentrato sullo studio dell'effetto che la modifica dell'espressione del gene 13-HPL ha sull'aroma dell'olio di oliva vergine, data la somiglianza tra la frazione volatile generata dalla foglia di olivo e l'oliva durante la lavorazione.
In questo modo, è possibile studiare l'effetto della modifica dell'espressione del gene 13-HPL in un sistema che predice i risultati che si otterrebbero nell'olio d'oliva senza attendere gli oltre sei anni necessari per la fioritura e la produzione di questa pianta legnosa in serra.
olio
Questo gene non rende l'aroma o il profumo "migliore o peggiore, è semplicemente diverso", poiché questa caratteristica dell'olio d'oliva "dipende da più di 200 composti volatili nel loro insieme". Ha sottolineato che l'azione di questo enzima è fondamentale per la sintesi della frazione volatile caratteristica dell'aroma dell'olio di oliva vergine, e se l'attività enzimatica viene modificata "il profilo dei composti volatili viene cambiato" e condiziona profondamente l'attributo "nota verde" o "fruttato verde" dell'olio.
Questa ricerca pone le basi per un lavoro futuro volto a ottenere diversi aromi nell'olio d'oliva in tempi più brevi grazie alla ricerca scientifica, un lavoro che tradizionalmente viene svolto attraverso incroci e che questo gruppo di scienziati ha caratterizzato per scoprire esattamente quali geni sono coinvolti nel conferimento di queste caratteristiche.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Azoto e olivo, dalla fisiologia alla fertilizzazione mirata
L'azoto resta l'elemento biogeno di maggiore impatto sulla produttività dell'olivo. Ecco un modello integrato fondato su tre pilastri: concimazione basale di precisione, applicazione fogliare nelle fasi critiche e attivazione biologica tramite microrganismi fissatori
21 ottobre 2026 | 16:00
L'arca olearia
Abbacchiatori per olive, elettrici o pneumatici: efficienza di raccolta, ergonomia e costi nel 2026
Pettini elettrici a batteria, abbacchiatori pneumatici e teste a movimento oscillante non offrono le stesse prestazioni in ogni oliveto. Nel 2026, l'investimento per un abbacchiatore può variare da poche centinaia di euro a oltre mille euro per le configurazioni elettriche più complete. Il costo effettivo della raccolta, tuttavia, dipende soprattutto dalla produttività oraria della squadra e dal costo regolare della manodopera
21 ottobre 2026 | 14:00
L'arca olearia
Pannelli OSB dagli scarti di potatura dell'olivo
Un nuovo studio dimostra che i residui della potatura degli olivi possono trasformarsi in pannelli strutturali ecologici, usando un adesivo naturale estratto dalle bucce di melagrana. Risultati conformi agli standard europei e prestazioni meccaniche in crescita con l'aumento della resina bio
21 ottobre 2026 | 11:00
L'arca olearia
Inerbimento dell'olivo: gli effetti nel breve periodo in aree aride sono limitati
Confrontati oliveti di 15 e 50 anni, valutando gli effetti di favino, miscuglio veccia-avena e terreno nudo sulle proprietà fisiche e chimiche del suolo. Le differenze tra gli appezzamenti risultano più evidenti dove c'è l'inerbimento, ma sono influenzate anche dalla storia gestionale dei terreni
20 ottobre 2026 | 15:00
L'arca olearia
Paste di olive difficili, come migliorare l’estrazione dell'olio e recuperare ogni punto di resa
Paste troppo fluide, emulsioni persistenti, olive ricche d’acqua o caratterizzate da una bassa estraibilità mettono alla prova il frantoio, riducendo l’efficienza del decanter e aumentando le perdite di olio nei sottoprodotti. Anche un incremento di resa di pochi decimi di punto può generare un vantaggio economico significativo, ecco come
19 ottobre 2026 | 16:00
L'arca olearia
Micorrize e batteri alleati dell’olivo contro la siccità
La combinazione di funghi micorrizici arbuscolari e batteri promotori della crescita vegetale può contribuire a mantenere attiva la rizosfera dell’olivo in condizioni di forte stress idrico
19 ottobre 2026 | 11:00